L’ECO DELLE VICENDE STORICHE DANNO LUCE ETERNA A SANLURI: IL FASCINO DELLA MEMORIA

Sanluri


di Elisabeth Ledda

Arrivato in Sardegna nella primavera del 1834, Valery ha saputo fissare nei suoi appunti di viaggio immagini intense e caratterizzanti, antiche fotografie descrittive di luoghi e paesi giunte intatte fino ai giorni nostri. “Sanluri, un grosso paese di circa 3.460 abitanti, è celebre nella storia del Medioevo. Il suo vecchio castello fortificato, ben conservato, e le muraglie in rovina ricordano la vittoria di don Martino il giovane, re di Sicilia […] che sconfisse nel giugno del 1409 l’esercito di circa 25.000 uomini comandato dal visconte Amerigo di Narbona, marito di Beatrice, figlia di Mariano il Grande, giudice di Arborea, e da Brancaleone Doria che difese male l’indipendenza sarda e morì prigioniero di guerra.[…] La lunga piana di Sanluri, occupata ogni tanto da qualche boschetto di palme e siepi di fichidindia, passa per una delle più feconde e delle meglio coltivate dell’Isola”.

L’eco delle lontane vicende storiche a cui ha fatto da spettacolare scenario Sanluri riecheggia ancora, l’oscurità del mondo medioevale e il misterioso fascino della vita giudicale fanno di questo paese un luogo di dialogo tra storia antica e presente. Situato a metà strada tra Cagliari e Oristano, in un territorio collinare molto fertile compreso tra Campidano e Marmilla, Sanluri è una cittadina ricca di memorie. La sua felice posizione, strategicamente importante sul piano politico, militare ed economico fin dai tempi antichi, ha determinato la crescita della popolazione, attualmente di circa 8.600 abitanti, e lo sviluppo di importanti servizi. Questa fiorente zona è stata abitata sin dall’epoca nuragica e ha conosciuto tutte le dominazioni, compresa quella romana. Nel 1300 divenne un importante centro fortificato a difesa del Giudicato di Arborea, capoluogo della curatoria di Nuraminis. A causa della sua collocazione, il villaggio fu molto conteso durante le guerre tra gli Aragonesi e i Sardi del Giudicato di Arborea. Un ruolo di primo piano in queste vicende assunse la presenza del castello che fu scenario di intense vicende politiche e militari. Poiché le ostilità tra Aragonesi e Arborensi non si spensero mai del tutto, il castello venne reso sempre più sicuro e il borgo medievale fu ulteriormente fortificato.

Nonostante gli sforzi compiuti, a spuntarla fu Martino il Giovane, posto a capo dell’esercito aragonese. Il 30 giugno del 1409 sconfisse i sardi e distrusse il borgo, e da allora il nome di questa famosissima battaglia è legato indissolubilmente a quello di Sanluri, teatro delle azioni militari. Dopo la morte per malaria di Martino il Giovane, sia il castello che il borgo vennero ricostruiti. Nel 1479 il feudo fu ceduto alla famiglia Castelvì, fino alla dominazione piemontese quando subentrarono gli Aymerich. La storia feudale di Sanluri si conclude con l’emanazione dell’editto di abolizione del feudalesimo, attuato dal re Carlo Alberto. Riguardo alle origini del toponimo, l’ipotesi più accreditata è che Sanluri deriverebbe dal probabile antico nome Sellori, il quale potrebbe a sua volta scaturire da Se-LoriSullurium e Selluri. Molti ritengono che in questo nome si nasconderebbe un richiamo alla fecondità del territorio di Sanluri, in quanto lori significa grano. Sellori, Seddori, risulterebbe quindi, secondo alcuni, una probabile semplificazione della frase “su logu de su lori”, il luogo del grano. L’antico centro abitato si è sviluppato all’interno delle mura della fortezza aragonese, oggi ancora visibili, mentre fuori da esse la crescita è avvenuta seguendo il particolare sistema viario che, dalle mura stesse, si apriva a ventaglio verso i percorsi esterni. Nel centro storico, cuore originario del paese, sono innumerevoli le bellezze da ammirare. Il richiamo maggiore è esercitato dalla presenza del castello giudicale, l’unica fortezza medievale della Sardegna rimasta integra e visitabile.

Edificato dai giudici di Arborea intorno al 1195 e ristrutturato e ampliato dopo il 1353 da Pietro IV d’Aragona, il castello presenta una pianta quadrata con mura alte dieci metri, rafforzate da quattro torrette merlate. Attualmente appartiene ai conti Villasanta ed ospita nelle sua sale il museo del Risorgimento Duca d’Aosta, dedicato alla memoria dei sardi caduti in tutte le guerre, e un’importante collazione di ceroplastiche. Conserva inoltre mobili, arredi, dipinti e sculture che spaziano dal ’500 all’ ’800. La fortezza è nota per essere stata la residenza della famosa legislatrice Eleonora d’Arborea e teatro, dopo la celebre battaglia, degli amori segreti tra il re Martino il Giovane e la donna ricordata come “la bella di Sanluri”. Il borgo che si estende a sud del castello è stato oggetto di un’attività di recupero che oggi lo rende fruibile per chi si voglia addentrarsi nei suoi viottoli acciottolati, alla riscoperta di un’atmosfera ancora profondamente medioevale. Passeggiando nel quartiere storico si arriva alla chiesa di San Lorenzo, recentemente restaurata, che custodisce al suo interno un prezioso retablo del XVII secolo scolpito in legno ed un pulpito seicentesco. Edificio di ulteriore interesse e bellezza è la chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie, situata vicino al palazzo comunale. Costruita tra il 1781 e il 1786 su una preesistente chiesa aragonese, della quale resta il campanile, conserva al suo interno pregevoli opere d’arte, tra cui numerose sculture lignee di artigiani locali. La chiesa ed il convento dei Cappuccini, risalenti al 1600, si trovano sul colle omonimo in cui, dopo la pestilenza del  ’500, venne eretta la chiesa di San Rocco. Un’occasione speciale per conoscere Sanluri è offerta dalla “Festa del Borgo” che si svolge ogni anno alla fine del mese di settembre. Organizzato con la collaborazione della Pro Loco, degli abitanti e dei commercianti locali, l’evento vuole essere un’occasione per aprire al pubblico le case più antiche del centro storico di Sanluri ed offrire spazi di qualità per la scoperta delle tradizioni, del folclore e dei mestieri antichi del paese. A supportare la festa l’immancabile generosa accoglienza del borgo e la bontà del pane civraxiu, famosa specialità sanlurese.

E per chi desidera compiere un viaggio nel tempo e rivivere dal vivo il fascino delle vicende giudicali, da diversi anni Sanluri organizza “Sa battalla”, rievocazione storica della sconfitta dell’esercito sardo da parte degli Aragonesi. Centinaia di figuranti a piedi e a cavallo replicano, negli stessi luoghi di allora, l’assalto al borgo fortificato e la presa del castello. Il corteo dei cavalieri attraversa poi le vie del paese e in serata, nei banchetti allestiti nel centro storico, possono essere degustati i piatti tipici della gastronomia locale. Come scriveva Valery, l’ospitalità sarda ha un suo carattere peculiare. “Essa è, se si può dirlo, più primitiva, più antica, più semplice, più universale”.

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