TRACCIATO IL PENSIERO UMANO DELLA RESURREZIONE IN CRISTO: CRISTOFORO PUDDU E LE LIRICHE DI “OLTRE”

Cristoforo Puddu

di Pasquale Ciboddo

Le venti liriche della silloge “Oltre” di Cristoforo Puddu (“Piccola collana di memorie”#22 – Soter editrice di Villanova Monteleone), tracciano e sublimano il pensiero della Resurrezione di Cristo con la speranza per ogni essere umano che muore, risorga e viva in eterno al cospetto della Luce di Dio. Quando muore un padre – si diceva – si piange come uomo. Quando muore una madre si piange come un bambino. E c’è dolore sia nella ragione sia nell’innocenza. Sappiamo però che la morte è una nostra compagna di vita, quasi una “gioia infinita” per raggiungere l’oltre: la casa del Padre Divino. La separazione da una persona cara ci tormenta  animo e cuore, ma, poi, aiutati dal nostro Angelo Custode ci rassegniamo e ci rassereniamo. “La morte non è niente”, dice il poeta con parole di Sant’Agostino, e continua il versificare “… mi sorregge la speranza/ che luminoso volto t’accoglie/ all’orizzonte d’altra soglia./ Umana ferita d’inascoltata solitudine, vivo.//”. Così si esprime Cristoforo Puddu nella poesia “Inascoltata solitudine”, composta in memoria del padre, Peppe. Certo, se si pensa al tempo trascorso accanto al genitore non si può fare a meno di rivivere momenti di atavica nostalgia. E i pensieri si accavallano nella mente, specie nei momenti di solitudine o lontani dalla terra natia, dove tutto trascorreva lietamente e rassicurante accanto ad occhi vigili paterni. E ancora versi da evidenziare: “Nel cuore insorge una malinconia viva” e “Dal confine della mente/ fotogrammi di ricordi/ che scorrono sul cuore/ con la stessa fretta dei fiumi/ alla ricerca del mare…/ attingo emozioni dall’oceano/ fuggevole del tempo/ e un’acqua lontana/ mi bagna in desideri infiniti/. Ma se penso, ritorna il dolore/ e ascolto il cuore della notte.//”. Secondo l’insegnamento dei sacri vangeli non altro si può fare che lavorare e pregare, “Ora et labora” per vivere più sereni in un connubio uomo-natura, come francescani erranti in ricerca di fede e santità. La poesia di Cristoforo Puddu è una lirica raffinata, con una cadenza ritmica, un’armonia incantevole senza pari che attira il critico ed il lettore a profonda estasi di lettura.

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