L'ASCESA IN NORVEGIA AL GALDHOPPIGEN E AL GLITTERTIND: DUE SARDI HANNO SFIDATO LE MONTAGNE PIU' ALTE DELLA SCANDINAVIA

gli intrepidi Roberto Finoli e Mauro Puglisi sulla cima del Galdho¨ppiggen

di Roberto Finoli

Esattamente un anno dopo la mia ascesa al Kebnekaise (2104 m, la cima piú alta di Svezia in piena Lapponia) effettuata dalla via est ed insieme al mio amico Håkan, decido di mettere nel mio bagaglio di salite la vetta piú alta di tutta la Scandinavia, il Galdhöppiggen 2469 m, nella regione di Jotunheimen, in Norvegia. Per molto tempo si é dibattuto se fosse il Glittertind il monte piú alto, ma essendo la sua cima posta su ghiacciaio e quindi soggetta a variazioni di altezza, si é ufficializzato che il Galdhöppiggen é piú alto. In ogni caso tra vedere e non vedere decido di salire su tutt´e due! L´altezza del Glittertind é di 2465 m ed é posta dall´altra parte della valle di Visdalen dove piazzeremo la tenda , base delle nostre avventure.

A farmi da compagno per queste avventure é il mio amico d´infanzia Mauro Puglisi appositamente venuto da Cagliari e col quale trascorreremo una settimana intera accampati nella sopra menzionata valle. La nostra meta dista da casa mia in Svezia esattamente 1000 km che percorriamo in auto in circa dodici ore. Le ultime ore attraverso la meravigliosa natura Norvegese dalle valli per lungo tempo scavate dai ghiacciai dell´ultima glaciazione.

Da giovani Mauro ed io abbiamo fatto non poche escursioni in Sardegna e siamo molto affiatati quando si tratta di belle avventure. A novembre del 2012 siamo saliti insieme alle nostre compagne sul Jbel Toubkal 4169 m la montagna piú alta di tutta la catena dell´Atlante, anche qui la bandiera sarda ha sventolato fra le nuvole dei cieli africani!

La via che decidiamo per il Galdhöppiggen é  quella delle creste, lunga, faticosa e con piú alto dislivello. Si parte infatti da 1100 m e quindi il dislivello in salita é di 1369 m. Ma mi sento bene e in forma, quest´estate sono salito sulle cime piú alte dell´Appennino, il Corno Grande cima ovest e cima est sul Gran Sasso in Abruzzo quindi mi sento allenato!

La mattina del 30 luglio lasciamo la tenda dopo aver preparato per bene gli zaini con vestiti di riserva, provviste caloriche, Camelback piena e le bacchette da trekking. Il primo pezzo é un sentiero in salita discretamente pendente ma ben segnalato e facilmente percorribile. Allo scollinamento di questo primo pezzo inizia una parte su grossi massi e ciottolato che non permette una scorrevole camminata, si fa sentire nelle gambe. Qui iniziano a vedersi le prime parti di neve. In ogni caso il clima é gradevole, la temperatura é sui 12 gradi e la veduta é da mozzafiato sulla valle di Visdalen e verso il Glittertind.

Dopo una breve sosta, continuiamo in cresta la via che ci porterá ahime´ a salire prima su due altre cime minori (Svellnose e Keilhaus) e anche a riscenderle prima di fare la cresta decisiva verso la cima. Dalle creste vediamo sotto di noi i ghiacciai con gruppi di persone in cordata, da quassú sembrano formichine. Il tempo peggiora, saliamo su neve avvolti dall´annuvolamento che rende tutto grigio, la temperatura piú fredda e la visibilità ridotta.

Raggiungiamo la cima dopo 5 ore di ascesa, affaticati ma come sempre appagati dopo una bella escursione. Purtroppo non possiamo godere del meritato panorama perché qui in quota la nuvolositá persiste. Dopo le foto di rito con l´immancabile bandiera sarda riscendiamo a valle e raggiungiamo la tenda dopo nove ore totali di escursione. Al campeggio di Spiterstulen ci aspetta una piscina calda ed una sauna di cui godremo per alcune ore!

Il giorno dopo sará di defaticamento e quindi approfittiamo per visitare la piccola localitá di Lom, la sua chiesa storica e il museo all´aria aperta delle vecchie case della regione di Jotunheimen. Di sera controlliamo le previsioni. Per il giorno dopo sono previste piogge e temperature piú fredde. Per tutta la notte sembra che la tenda possa volare via dalle sferzate furibonde del vento. Pioggia e vento la fanno da padrone quindi decidiamo di rinviare di un giorno l´ascesa per il Glittertind. Abbiamo controllato le previsioni che mostrano nella giornata successiva una finestra climatica di tempo buono, poi il tempo brutto ritornerá. Passiamo una giornata di attesa in tenda, parlando di vecchi tempi e facciamo una piccola passeggiata lungo la valle affianco al burrascoso fiume. Il paesaggio é meraviglioso, a volte si aprono piccole porzioni di nuvole in eterno movimento e i raggi del sole illuminano, come delle lampade spot, parti delle fiancate delle valli circostanti. Molto bello e scenografico!

Dopo un´ulteriore sauna si va in tenda e una volta dentro i sacchi a pelo speriamo che le previsioni per il giorno dopo siano azzeccate. Ci alziamo presto e il tempo sembra decisamente migliorato. Non abbiamo dubbi, dopo la colazione, prepariamo gli zaini e partiamo. L´ascesa del Glittertind ha la stessa pendenza ma spalmata su una lunghezza di percorso decisamente piú lunga (circa 12 km per la vetta) e quindi teoricamente meno pendente. Prendiamo l´altra parte della valle con sentiero ben inciso e segnalato. Il tempo é bello, il Galdöppiggen dall´altra parte della valle é coperto in cima da una nuvola, ma il paesaggio é bellissimo. Dopo lo scollinamento si affronta una lunghissima parte piú o meno pianeggiante. Attraversiamo un fiume di alta quota e alla fine arriviamo alla base nel tratto molto ripido che ci porterà verso la parte superiore del massiccio del Glittertind. Ci rifocilliamo e prendiamo un pó di tempo osservando la pendenza che ci aspetta. Anche qui nonostante tutto il sentiero é ben segnalato. Saliamo con ritmo costante e piccoli passi, si rivela una buona tecnica perché non sentiamo grossa fatica nell´affrontare questo pezzo.

A questo punto segue un interminabile parte in salita, con molto ciottolato, ma non vediamo nessuna cima! Continuiamo ed ecco alla fine il ghiacciaio finale dove é posta la vetta. Un pó ingenuamente non abbiamo portato con noi i ramponi, sono giú in tenda! In ogni caso saliamo con dovuta cautela e raggiungiamo la vetta su una parte di neve che sborda sulla parete! Vista mozzafiato e da brividi, qualcuno ha solcato una linea sulla neve oltre la quale sarebbe morte sicura in quanto in pratica stiamo su un balcone di neve che col peso puó crollare quandunque!

Ci fa la foto una ragazza che guarda caso esattamente il giorno che mi trovavo sulla cime del Kebnekaise un anno prima era anche lei lí, ci salutiamo dicendo “allora ci vediamo sul Kilimangiaro!”.

Il ritorno é spettacolare perché si vedono tutte le montagne di questa meravigliosa regione e il Galdhöppiggen si é tolto quel cappellino di nuvola come per farci premio delle fortunate ascese. Adesso non ci aspetta altro che un´altra sospirata sauna. Insomma missione compiuta!

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