IL 17 OTTOBRE A MONTECITORIO CONVEGNO PER CELEBRARE L'ARTISTA MARIA LAI

Maria Lai

Si terrà giovedì 17 ottobre prossimo, alle ore 10.30, nella Sala della Regina in Palazzo Montecitorio convegno per celebrare l’artista di Ulassai Maria Lai. Interverranno la presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini, la segretario di Presidenza, on. Caterina Pes, la presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, on. Emilia De Biasi, il sindaco di Ulassai Franco Cugussi, il giornalista Romano Cannas che introdurrà il documentario “La tela infinita”, gli storici dell’arte Cristiana Giglio, Francesco Bonami Direttore della fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Maura Picciau, soprintendente per i Beni artistici ed etnoantropologici della provincia di Salerno e Avellino. Concluderà la nipote di Maria Lai, Maria Sofia Pisu.

Il 17 novembre 2011, l’opera dell’artista sarda, dal titolo Orme di leggi, ha ottenuto il “Premio Camera dei deputati per i 150 anni dell’Unità d’italia”. Si tratta di un arazzo che simbolicamente evoca il processo legislativo di cui la Camera dei Deputati è protagonista. “Con la scomparsa di Maria Lai – spiega il segretario di Presidenza Caterina Pes – artista originale e centrale nel panorama europeo del secondo dopoguerra, la Presidenza della Camera dei Deputati ha creduto dover far tesoro della presenza nella sua collezione di un’opera significativa come Orme di leggi, acquisita nel 2011, per organizzare un breve convegno di approfondimento del suo lavoro e per rendere omaggio al grande valore civile della sua ricerca artistica”.

Maria Lai è scomparsa il 16 aprile scorso nel paese in cui viveva, Ulassai, a 96 anni dopo una lunghissima vita di lavoro e ricerca artistica di spessore e di fama internazionale. Nata nel 1919 a Cardedu, ebbe un’infanzia difficile caratterizzata da una salute cagionevole che le impedì in più fasi di andare a scuola, relegandola in casa per lunghi e rigidi inverni sardi. Fu proprio qui, però, che accompagnata esemplarmente dagli adulti cominciò a coltivare come un gioco una riscrittura della grammatica linguistica del mondo che le avrebbe permesso, dopo una formazione accademica resa difficile dalla guerra e un lungo e rigoroso lavoro di riduzione all’essenziale, di diventare una delle artiste più originali del panorama internazionale del dopoguerra. Le sue opere si servono di oggetti e di strumenti tipici del lavoro femminile e sono caratterizzate da una profonda introspezione e da una carica metaforica che esprime visivamente l’ordito della costruzione linguistica e concettuale. Telai, pane, ma soprattutto fili tessuti sono i suoi mezzi preferenziali, scoperti già negli anni della sperimentazione infantile e potuti diventare strumenti estetici grazie alla temperie storico-artistica del dopoguerra. Temperie dominata dall’invenzione del concetto di ready-made di Marcel Duchamp e dal prevalere di estetiche dello “Informale” con il loro ricorso a materiali vili e residuali, “privi di forma”, quasi tratti da un inconscio dell’Occidente del tutto alternativo alla razionalità dei movimenti modernisti implicati nell’esperienza disastrosa dei totalitarismi.

Dagli anni Settanta in poi, arrivato a maturazione questo grande bagaglio di ricerche, nasceranno uno dopo l’altro i capolavori che l’avrebbero resa celebre e apprezzata dalla critica. I Libri cuciti, libri dall’artista dalla scrittura tridimensionale e metaforica, le Geografiee le prime installazioni come Legarsi alla Montagna che nel 1981 porteranno gli abitanti di Ulassai a tessere in una grande tela tutte le case del paese, a loro volta ancorate dallo stesso grande filo blu alla montagna che le sovrasta. Gli ultimi anni della sua vita avrebbero visto Maria Lai tornare nella terra dall’origine e aprire, nel 2006, il museo Stazione dell’arte contemporanea di Ulassai che contiene oggi una parte estremamente rappresentativa del suo lavoro (160 opere circa).

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