UN’AREA SACRA PER RICORDARE: LA COMUNITA’ DI ASIAGO NON DIMENTICA I “SASSARINI” CADUTI SULL’ALTOPIANO

Nella foto: a sx l'assessore e vice-sindaco di Asiago Guido Carli, e in secondo piano Antonio Pinna

di Elisa Sodde e Antonio Pinna

“…Sanna Giovannico, da Cossoine…Casu Baingio, da Osilo…Scano Giuseppe, da Serramanna..

Scanditi uno ad uno i nomi dei 218 “Sassarini” caduti in combattimento echeggiavano, nel silenzio del tramonto, tra le piccole croci allineate sotto le abetaie di Monte Zebio, sull’Altopiano dei “Sette Comuni”.

Come ogni anno, la sera dell’ultimo venerdì del mese di luglio la Comunità di Asiago ha reso omaggio ai Caduti della Brigata “Sassari” presso il cimitero di guerra di Casara Zebio, dove riposano i resti di 218 “Sassarini” caduti nel corso della Prima Guerra Mondiale, provenienti da 131 Comuni della Sardegna che, riuniti in Comitato, hanno consentito il recupero di quest’area sacra alla memoria.

L’idea del recupero del sito ha avuto inizio dodici anni fa, quando le ricerche storiche svolte dal Luogotenente Antonio PINNA, fondatore del Museo Storico della Brigata “Sassari” e attuale Consulente Storico del Comitato, hanno consentito di individuare i 218 soldati del 151° e 152° Reggimento caduti 97 anni fa negli scontri con le truppe austro-ungariche e tumulati in un cimitero di guerra distrutto dagli eventi bellici successivi.

L’iniziativa, coordinata dall’Ing. Antonio QUARTU, Sindaco del Comune di ARMUNGIA, paese natale del leggendario Capitano Emilio LUSSU e pertanto Comune capofila nel progetto, ha consentito il recupero dell’area, inserita nel contesto storico-monumentale del Museo all’aperto di Monte Zebio, dove sono visibili i resti delle trincee, dei ricoveri, delle mulattiere selciate, dove migliaia di Sardi vissero per un intero anno i tragici momenti della Grande Guerra: l’Anno sull’Altipiano di Emilio LUSSU.

Riconoscente per il sacrificio dei giovani Sardi caduti per la libertà di quelle lontane terre, la Comunità di Asiago ha recentemente donato l’area ai Comuni Sardi che hanno aderito all’iniziativa. Un pezzo di Sardegna a 1.600 mt di quota dove tutto l’anno sventolano, ai lati del Tricolore, la Bandiera Sarda e quella Veneta, quale segno di amicizia tra due regioni distanti tra loro e accomunate dai tragici eventi della Prima Guerra Mondiale.

La cerimonia, alla quale hanno preso parte l’Assessore Guido CARLI, Vice Sindaco del Comune di Asiago e il Gen. D. Enrico PINO, 34° Comandante della Brigata “Sassari” e attuale Comandante del Comando Militare Esercito Veneto, si è svolta nel tardo pomeriggio di venerdì 26 luglio u.s.. Dopo la rievocazione storica curata dal Luog. Antonio PINNA, esperto conoscitore dei luoghi e delle vicende della Brigata “Sassari” sulle Prealpi Vicentine, è stata celebrata la Santa Messa cantata dal Coro “San Matteo” di Asiago e resi gli onori ai Caduti con la deposizione di un cuscino di fiori bianchi e rossi, i colori della Brigata.

Alla celebrazione erano presenti le Bandiere delle locali Associazioni d’Arma di Fanteria e Alpini e il Labaro della Federazione Provinciale dei Combattenti e Reduci di Sassari, la più antica d’Italia, fondata il 4 novembre 1918 dal Ten. Camillo BELLIENI, eroe della Brigata “Sassari”, attorno al quale si formò il primo nucleo di combattenti sardi che, tre anni dopo, diedero vita a quel Partito Sardo d’Azione che tanta parte ebbe nel dibattito politico sviluppatosi in Sardegna nel Primo Dopoguerra.

Il Labaro, che per iniziativa del novantenne Presidente Gaetano ANGIUS, sventolava per la prima volta sugli antichi campi di battaglia, si fregia di ben 24 Medaglie d’Oro al Valor Militare, attraverso le quali passano gli ultimi 220 anni di Storia d’Italia: dalla Medaglia d’Oro concessa nel 1793 al maddalenino Domenico MILLELIRE, difensore dell’Arcipelago dai tentativi di sbarco di Napoleone, a quelle concesse agli eroi locali della Grande Guerra, tra i quali i sassaresi Maurizio ZANFARINO e Vincenzo ONIDA.

Nel corso della manifestazione, che comprende anche dei momenti culturali durante i quali vengono letti i passi più toccanti della memorialistica sarda e nazionale sull’argomento, viene annualmente approfondita la conoscenza storica e umana di un caduto che riposa nel cimitero. Quest’anno è stato ricordato Graziano MASTINO, da Bosa, ufficiale del 151° Reggimento, caduto a Monte Zebio il 7 luglio del 1916, il “Mastini” ricordato da LUSSU nelle pagine del suo celebre libro. Anche per esaudire il desiderio del nipote Prof. Attilio MASTINO, Magnifico Rettore dell’Università di Sassari, è stato deposto nella croce che ne indica la sepoltura un mazzo di fiori bianchi e rossi dalla Dr.ssa Elisa SODDE, Presidente dell’Associazione culturale “Un Ponte fra Sardegna e Veneto”, quale omaggio simbolico delle donne di Sardegna verso coloro che un giorno partirono senza fare più ritorno.

Da qui nasce anche l’idea e il patto, per gli anni avvenire, di coordinare ed integrare le due manifestazioni celebrative del ricordo e dell’omaggio ai nostri Eroi, quella della Comunità di Asiago e quella dell’Associazione “Un ponte fra Sardegna e Veneto” (e di chi avrà piacere di unirsi a noi) unendo, appunto, forze, idee, creatività, sentimenti ed emozioni sarde e venete nell’unico, corale, sentito e doveroso ringraziamento agli indimenticabili valorosi ed intrepidi giovani “sassarini”.

Con l’approssimarsi delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, l’Associazione Nazionale “Brigata Sassari” – che custodisce e cura il patrimonio storico dei “Diavoli Rossi” attraverso le attività espositive del Museo della Brigata e delle Mostre Itineranti – ha promosso un progetto didattico e culturale di visite guidate, a cura del Luog. A. PINNA, nei luoghi della memoria cari alla Gente di Sardegna … di cui si parlerà in una prossima puntata!

2 risposte a “UN’AREA SACRA PER RICORDARE: LA COMUNITA’ DI ASIAGO NON DIMENTICA I “SASSARINI” CADUTI SULL’ALTOPIANO”

  1. Speriamo che il prossimo anno venga anche ricordato il compaesano (bosano) dell’ufficiale del 151° reggimento, il soldato caporalmaggiore Pepinu Baldinu; morto anche lui il 16 Luglio del 1916 sul Monte Zebio, ove ha trovato sepoltura dal 2003 in quel rosso lembo di terra sarda che e’ il cimitero voluto dal sindaco di Armungia, ing.Quartu, e da altri sindaci della Sardegna.
    Il poeta bosano Mastru Gavinu così ne descrive il sacrificio.
    (da– Paginas Eroicas – ed. G.Pagani 1923 )
    A PEPINU
    Pepinu, in cale rupe orrenda gosas
    S’eternu sonnu in s’eternale avellu
    Privu de caldas lagrimas e rosas?
    De morte in cale eroicu drappellu
    Has’incontradu morte gloriosa,
    Cale manu t’hat postu a su masellu,
    Chie tanta esistenza preziosa
    Nd’had ispezzadu e postu in sciagura
    Sa cara fiza, s’adorada isposa?
    Chie, chie in mezus gioventura
    T’hat fertu a morte amabile connadu,
    Anima beneitta, ardente e pura?
    Ma no rispondes? Coro appiagadu,
    non t’abizas ch’est mortu su ch’imploras
    Ch’in s’altare sa vida had’immoladu?
    No, non lu turbes a totu sas oras
    Cun boghe lastimevole, affligida
    Chi tantu totu est vanu, forz’ingnoras
    Ch’in su Trentinu in fossa oscura ‘e frida
    De su samben gagliardu sou tintu
    Dormit cun nd’una mortale ferida.
    E pensad’in tetru labirintu
    A cudd’ora fatale, in cale armadu
    D’ardente amore patriu s’est ispintu
    Contra de s’inimigu e fulminadu
    Ruesit cun sa fronte insambenada
    Chi piummu inimigu hat trapassadu
    Ma non piangas Anna, isventurada
    Vedova restas dolorosamente
    In cust’adde de lagrimas bagnada
    Ma s’umbra sua cara eternamente
    Ti guidat che faru luminosu
    Cun sa ch’adoras pius teneramente
    S’Idolatrada Nina! In s’amorosu
    Sinu t’inserra s’unicu tesoro
    Po chi calmet s’istraziu dolorusu.
    Unico no- ca sempre dae coro
    Dulze affettu ti tentent cuddos caros
    Chi t’hant nutridu de sambene issopo
    E frades, sorres, benignos amparos
    Non chircant ponner po poder placare
    Sos tuos fortes singultos amaros?Ti sian custos de confortu, dare
    Ti potan issos balzamu potente
    Sa mortale ferida pro sanare.
    Ahi, cantu pagu, misera e dolente
    Sorre amada, has lobradu su divinu
    Bostru coniugale amore ardente
    Ahi, s’infinitu azzurru oceaninu
    Cantu bos separesit, ma poite
    Non ti l’has tentu sempre istrintu in sinu?
    Tantu caru e amadu, tantu mite
    Fit isse, e puru est partidu lontanu
    Combattente un’interna oculta lite.
    Candu isfidente s’infidu oceanu
    Emigresit dolente in Argentina
    In chirca e su futuru ignotu e arcanu
    Ispintu dae su tou affettu o Nina;
    o amabile sorre in dispiaghere
    cant’has suffridu che un’eroina!
    M’a cumprire su patriu dovere
    Lu giamad’una oghe misteriosa
    E torrat cun baldanza e cun podere.
    Partit de nou – attend’e ansiosa
    Sa Penelope noa sa torrada,
    trasformadada in tragedia dolorosa,
    unu die fatale, abbandonada
    sa testa, in tristas bideas vagante,
    a s’amorosu idolo abbrazzada,
    rezzit su triste telegramma, istante
    pius duru e terribile, fit cale
    de custu, cale piusu orrorizzante!
    Mai fiamma e fogu alta infernale
    Dilanesit tristu coro umanu
    Che i custa, ardentissima mortale.
    O Deus piedosu e Soberanu
    Dalis forza a cuntenner su dolore
    Po cuddu ch’has accoltu in Te, lontanu
    Cun su tou infinitu, ardente amore!
    Gavinu Ruggiu – Fogliano, luglio 1916
    Questo commento viene scritto da Augusto Brigas, nipote di Pepinu Baldinu e tra loro cognati ed entrambi soldati della Brigata Sassari nella Grande Guerra.

  2. SOLDATO BRIGATA SASSARI 151° REGG.TO BALDINO GIUSEPPE DI GIOVANNI E PITTALIS CATERINA NATO IL 23.09.1885 BOSA CASDUTIO IL 30.06.1916 CASTELGOBERTO PER FERITE IN COMBATTIMENTO SEPOLOTO SACRARIO ASIAGO TRA GLI IGNOTI . A CASERA ZEBIO NON CI SONO CADUTI, SOLO CROCI
    RICORDO IN QUANTI TUTTI I CORPI SONO STATI ESTUMATI E SEPOLTI SACRARIO ASIAGO SU 5200 CADUTI ITALIANI E AUSTRIACI , GLI ITALIANI NOTI SONO SOLO 12742

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