"PROGETTO ELEONORA": L'ASSEMBLEA FIUME DI ARBOREA SI CHIUDE TRA I FISCHI AI DIRIGENTI DELLA SARAS


Fischi e contestazioni ad Arborea per dirigenti e tecnici Saras durante la presentazione di “Eleonora”, il progetto di perforazione esplorativa a circa 3 mila metri di profondità per la ricerca di idrocarburi su un’area di oltre 44 mila ettari. In prima linea il comitato “No al progetto Eleonora – Nessuna trivellazione ad Arborea”, ma anche molte associazioni ambientaliste supportate anche da Coldiretti. L’incontro è terminato alle 19 dopo una lunghissima serie di interventi dei partecipanti all’assemblea, che con forza hanno ribadito la propria contrarietà all’iniziativa proposta dall’azienda della famiglia Moratti. In sala anche i bambini delle scuole con bandiere e striscioni. “Oggi abbiamo scritto un pezzo di storia della Sardegna – commenta il Comitato “No al Progetto Eleonora” al termine dell’assemblea. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, che sono intervenuti, che ci hanno seguito in streaming e che ci hanno sostenuto a distanza. E’ stato un evento storico, non era mai successo prima che qualcuno respingesse in maniera così compatta un progetto speculativo di una delle più grandi aziende petrolifere europee”. Decine gli interventi cominciati in tarda mattinata, da parte soprattutto di cittadini di Arborea che lavorano o abitano in prossimità dell’area di trivellazione: agricoltori, commercianti, mamme e persino bambini, che oggi hanno perso un giorno di scuola “per difendere l’ambiente in cui viviamo”. Anche le istituzioni del territorio hanno fatto sentire la loro voce. Il Sindaco di Arborea Pierfrancesco Garau e alcuni consiglieri, il Presidente della Provincia di Oristano De Seneen che non ha dubbi: “Un pozzo esplorativo ha uno scopo ben preciso: quello estrattivo”. Più che mai determinati i membri del comitato: “Rimarremo qui tutta la giornata, – dicono – Non ci muoviamo fino a che la Saras non ritira il Progetto Eleonora” Contro il progetto anche l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico, grazie al cui ricorso si è arrivati alla richiesta di Valutazione d’impatto ambientale. “Il sito prescelto – scrive il presidente Stefano Deliperi – è a soli duecento metri di distanza dallo stagno di S’Ena Arrubia, zona umida d’importanza internazionale, sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale, tutelata dal vincolo paesaggistico, dal vincolo di conservazione integrale, dal piano paesaggistico regionale, destinata a riserva naturale regionale”. Deliperi mette in dubbio anche i vantaggi economici che “Eleonora” potrebbe garantire al territorio: “Secondo la Saras, ad Arborea vi sarebbero riserve per uno-tre miliardi di metri cubi di gas naturale, quantomeno in grado di coprire l’intero fabbisogno della Provincia di Oristano per 25 anni. Affermazioni però prive di riscontro formale e oggetto di fondati dubbi. Infatti, i benefici per l’utenza isolana sono tutti da verificare, visto che il gpl venduto oggi in Sardegna costa in media il doppio di quello venduto nel resto d’Italia, pur essendo prodotto a Sarroch proprio dalla Saras”. Il comitato “No al progetto” spiega invece quali sono i rischi per la popolazione: “Non esistono impianti di trivellazione che si possano definire ‘a rischio zero’. È delle scorse settimane la notizia dell’esplosione di una piattaforma per l’estrazione di gas di proprietà della Total, nel Mare del Nord. Ma il rischio principale per la salute dell’uomo è quello della possibile fuoriuscita di idrogeno solforato, un gas altamente tossico che si trova sempre all’interno dei giacimenti di idrocarburi. A questo vanno aggiunte le emissioni giornaliere in atmosfera dovute all’attività estrattiva. Eventuali danni all’ambiente si ripercuoterebbero automaticamente sull’economia di Arborea, da sempre basata su agricoltura e allevamento.

 

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