UNA SVIZZERA DAL CUORE SARDO: INTERVISTA A JOSIANE PASQUIER MASALA, PRESIDENTE DEL CIRCOLO "NURAGHE" DI LOSANNA

la famiglia di Josiane Masala (a destra nella foto): da sinistra il genero, la figlia Stefania, il marito Antonio ed in braccio ai nonni, le nipotine Laura e Stella

di Massimiliano Perlato

 

Questa terra è anche un pò mia. Almeno una volta all’anno raggiungo la Sardegna. Ed è così dal 1969: rivedere il mare, la famiglia, gli amici, i luoghi che conosco.. come Porto Conte, Alghero, Ploaghe.. Ritrovare le mie nipotine, cenare con i parenti e parlare del tempo passato e di quello che verrà.

Ad occhi chiusi, si può immaginare che queste parole ispirate dal cuore siano effettivamente di un emigrato quando si trova a fare i conti con la nostalgia della terra natia. Ma così proprio non è. Perchè parliamo di Josiane Masala, che all’anagrafe come cognome ha Pasquier e che a Losanna oggi è Presidente del circolo “Nuraghe” e l’amore per la Sardegna glielo ha trasmesso il marito Antonio.

Sono nata in un piccolo villaggio del cantone di Friburgo negli anni cinquanta. Mio padre Marcel era panettiere e con mia mamma Cécile avevano un piccolo negozio. Mio  nonno Ignace – racconta Josiane – era insegnante: sposatosi una prima volta, aveva avuto 3 figli. Dopo esser rimasto vedovo, incontrò mia nonna Léonie con la quale ebbe altri 9 bambini. Mia mamma proveniva anche lei da una famiglia molto numerosa: i nonni aterni Adrien e Henriette hanno avuto 12 figli. All’epoca in Svizzera le famiglie erano molto grandi.

Una bella storia Josiane che trasmette sensazioni positive…

Si, ho dei bellissimi ricordi e un giorno forse scriverò qualche cosa sulla mia famiglia, perche avrei molto da raccontare. I miei genitori mi hanno trasmesso dei valori importanti come la tolleranza, l’apertura di spirito verso gli altri, la sincerità, la lealtà. Quando avevo 4 anni, siamo venuti a vivere a Losanna nel cantone di Vaud e nel frattempo nacquero i miei fratelli Jacques e qualche anno dopo Pierre-André. Purtroppo quando aveva 16 anni Jacques ci ha lasciato perche il suo cuore non funzionava bene. Fu molto doloroso per me perdere un fratellino e tutt’ora mi manca tantissimo.

Parlaci dei tuoi studi, del tuo lavoro…

Ho studiato e mi sono laureata con specializzazioni ragionieristiche. Ho lavorato per una società molto conosciuta in Svizzera in Europa e in America. All’inizio facevo la segretaria. In un secondo momento sono stata assunta da una filiale che si occupava di consulenza per le imprese industriali. In seguito ho deciso di avere un ruolo un pò più sociale e mi sono dedicata al settore del lavoro come consigliere comunale. Per parecchi anni mantenevo i contatti con le imprese per poter facilitare i disoccupati a cercare lavoro e alle aziende di prendere adesioni con noi per assumere personale. Ho acquisito un brevetto federale in risorse umane e ho poi assunto il ruolo di capo gruppo e gestivo una ventina di collaboratori.

Quando la tua strada si è incrociata con la Sardegna?

Nel 1971 ho sposato l’uomo della mia vita Antonio Masala di Ploaghe, che giocava all’epoca come portiere in una squadra di calcio. L’ho conosciuto nel 1966, l’anno in cui era arrivato dalla Sardegna: aveva 19 anni e ha imparato un mestiere in Svizzera lavorando per tantissimi anni come meccanico industriale presso la Bobst, un impresa molto conosciuta in terra elvetica. Nel 1975 è nata nostra figlia Stefania, una ragazza bellissima e  molto fiera delle sue origine sarde. A sua volta ha avuto due gemelle Laura e Stella che hanno quasi 4 anni. Oggi che sono pensionata, mi occupo delle nipotine con mio marito: siamo strafelici e pazzi di loro perche sono dei tesori. La famiglia e la cosa più importante del mondo. Mia figlia ha voluto portarle in Sardegna quando avevano un anno perche diceva “devono conoscere le loro origini”. Il marito di mia figlia ha chiesto di poter prendere il nostro cognome e oggi infatti si chiama anche lui: Masala !!!

All’inizio mi hai parlato del 1969 però…

Infatti sono stata in Sardegna per la prima volta proprio quell’anno: ricordo un viaggio molto lungo con una nave vecchia…brutta. L’isola mi e apparsa subito un paradiso. Ero affascinata dal paesaggio.

E l’approccio con gli emigrati sardi?

A Losanna si era costituito un circolo. Un giorno sono andata a fare un giro e il presidente Sanna di Ozieri cercava una segreteria per fare delle circolari informative per i soci: lì è cominciato il mio percorso all’interno dell’associazione. Ho lavorato come segretaria per alcuni presidenti che si sono succeduti: Salvatore Putzu, Luigi Masia, Francesca Fais. Diversi anni fa sono diventata vice Presidente e poi quando Francesca Fais è diventata leader della Federazione, l’ho sostituita alla guida del circolo “Nuraghe”.

Come la vivi questa esperienza?

Completamente immersa nelle tematiche sarde. Mi sono sentita subito isolana nell’anima … sono affascinata dalla lingua, dalla cucina, dalle tradizioni, dalla cultura di quest’isola che trovo meravigliosa. Ha dei profumi specifici, delle coste incantevoli, una vegetazione incredibile: ho per tanti anni avuto il privilegio di discorrere con mia suocera Nina che mi ha insegnato molto. Sono una svizzera dal cuore sardo: adoro la sua gente ospitale, seppur a volte dal carattere un pò spigoloso. Sono stata fortunata ad avere una presidente di Federazione giovane e dinamica come la Fais: nel circolo di Losanna ho rapidamente sposato le sue idee innovative e creative. Dovevamo avere la possibilità di sussistere anche senza sede (visto che il prezzo degli affitti è troppo oneroso) e siamo andati in quella direzione: abbiamo lasciato l’edificio che avevamo da 40 anni per trasferirci in una sala piccola in seno al Circolo italiano di Losanna, pagando cosi un affitto decisamente meno oneroso.

Iniziative da quando sei presidente?

Diverse e tutte interessanti. La prima nel 2007 con il gruppo folk di Ploaghe per i 40 anni d’esistenza del circolo. E poi tante conferenze con relatori di qualità: Gavino Vacca, Marisa Brugna, Vito Meloni, Francesco Ledda, Antonio Delogu, Milena Meloni, tanto per far alcuni nomi. Poi teatro, musica…

E in futuro cara Josiane?

Le cose che auspicheremmo proseguire a fare sono eventi culturali, convegni, degustazione di prodotti tipici sardi, proiezioni di film di autori sardi: insomma brameremmo essere proprio dei rappresentati della Sardegna fuori confine. Far conoscere la nostra isola agli italiani, agli svizzeri e a tutte le persone che risiedono nel nostro cantone. Solo che le prospettive future dell’emigrazione sarda oggi è complicato definirle: prima dobbiamo avere cognizione se la Regione Sardegna protrarrà a finanziare i circoli e in quale misura. Siamo molto attivi e ci piace fare, organizzare e coinvolgere i sardi e i non sardi alle nostre iniziative. Pensiamo che i tagli alle risorse non sia molto motivante. Ma abbiamo la testa dura e desidereremmo comunque andare avanti come abbiamo sempre fatto fino ad oggi.

3 risposte a “UNA SVIZZERA DAL CUORE SARDO: INTERVISTA A JOSIANE PASQUIER MASALA, PRESIDENTE DEL CIRCOLO "NURAGHE" DI LOSANNA”

  1. Josiane Masala ovvero come geneticamente sardi non solo si nasce ma si diventa! Bella Presidentessa dentro e fuori, aperta a tutte le aperture, disponibile, sostenitrice dei membri del “suo” Circolo, demandatriice (questa l’ho inventata) intelligente e chi più ne ha più ne metta! Senza dimenticare uno degli uomini ombra del Nuraghe, suo marito Mauccio Antonio Masala!

  2. Sono arrivata su questo sito per puro caso.Sono stata per diversi anni segretaria del Circolo di Losanna,ed anche segretaria all’epoca di Bobore Sanna bonanima, poi sono stata anch’io presidente del Circolo, per tanti Anni. La prima presidente Donna all’epoca!!!!erano gli anni 70 et 80. Anni in cui si è data l’impronta AL FEMMINILE del ruolo SOCIO CULTURALE DEL CIRCOLO DI lOSANNA Francesca Fais,bambina, frequentava il Circolo con i suoi genitori,poi delegata giovanile,Ai Congressi,sotto la mia presidenza,ed cosi via……Erano anni in cui si lottava per i diritti degli Emigrati. et poi le lotte contro l’emarginazione et discriminazione,scolastica dei figli degli emigrati(la chiamavano, école differentielle) et ancora le lotte contro tutte le esclusioni per il riconoscimento della risorsa Emigrazione,dentro la società Svizzera, et Regione Sardegna.Etc.Etc.Detto questo Brava Josiana per la continuità al FEMMILE…..Bonne route.

  3. Sono d’accordo con Roberta Pilia.
    Sardi, a volte, si diventa! Io ho un cognome sardo, nasco a Novara da madre emiliana e a 52 anni mi scoppia la voglia di sapere, di ricostruire, per esempio,la rete che collega i componenti della mia famiglia paterna, ed ora proprio voglia di tornare! Ci sono stata una sola volta nella mia vita…non so se diventerò sarda, non so nulla di certe forze che di colpo “ti spingono” a mettere su famiglia anche se hai sempre teorizzato che non ti saresti mai sposata…oppure a cercare le proprie radici di cui non ti è mai apparentemente importato molto…chissà!
    Grazie Josiane per il tuo impegno e per la tua bella storia!

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