CULTURA E SPORT CONTRO IL DIABETE: LA BIBLIOTECA DI SARDEGNA E LA DINAMO BASKET HANNO PRESENTATO IL NUOVO LIBRO DEL DIABETOLOGO PIETRO FRESU


di Giovanna Santoru

La Bibliotecadi Sardegna ela Dinamo Basket insieme contro il diabete. Cultura e sport si sono incontrate per promuovere una tavola rotonda su una patologia di forte diffusione in Sardegna, come il diabete, che nell’Isola e in Finlandia registra la sua più alta incidenza al mondo.

A offrire occasione di dibattito è stata l’uscita del libro “Io e il diabete” firmato dal diabetologo Pietro Fresu e curato da Donatella Bacciu e Franca Campesi per l’Editoriale Documenta. Un’opera che, in cento domande ed altrettante risposte, propone un check-up completo utile a comprendere e approfondire i progressi della ricerca medico-scientifica in materia, dando soluzione ai più frequenti dubbi su sintomi, diagnosi e terapie della malattia.

L’appuntamento è andato in scena lo scorso venerdì presso il Club House Dinamo di Sassari e ha visto la partecipazione di Andrea Manunta della clinica ortopedica dell’Azienda ospedaliera di Sassari, del direttore del servizio di diabetologia Adolfo Pacifico e di Mario Maioli, già dirigente del medesimo reparto, oltre che dell’autore, attualmente responsabile dell’ambulatorio sassarese del piede diabetico, delle curatrici e del presidente della Dinamo Stefano Sardara.

«Questo libro – spiega Pietro Fresu – è rivolto e dedicato a tutti i pazienti diabetici, ai loro familiari e a chi è interessato ad approfondire le sue conoscenze su questo disturbo. Con la speranza che possa essere un piccolo aiuto per affrontare e vivere, non solo più serenamente, ma anche più coscientemente questa patologia cronica».

Una patologia che tanto allarme desta in Sardegna, tra i pazienti ma non solo. «La Sardegna– osserva Pietro Fresu – mostra insieme alla Finlandia la più alta incidenza al mondo. Tanto per dare dei numeri: mentre nelle restanti zone d’Italia l’incidenza del diabete si attesta su 6-8 nuovi casi per 100 mila abitanti all’anno, in Sardegna si registrano oltre 40 nuovi casi di diabete mellito tipo 1, quello cosiddetto giovanile, su 100 mila abitanti all’anno».

Ma tanto si può fare nel campo dell’informazione, già a partire dalla popolazione scolastica, e questo è il significato di quest’opera. Spiega Fresu: «Per quanto riguarda il diabete tipo 1, purtroppo non esistono a tutt’oggi reali misure di prevenzione. Neanche una diagnosi precocissima sembrerebbe poter aiutare il paziente ad evitare prima o poi le somministrazioni di insulina. Nel caso del diabete tipo 2 le cose stanno molto diversamente. Infatti, l’individuazione delle persone a rischio di sviluppare il diabete (ormai praticamente tutta la popolazione lo è) e la messa in atto delle misure di prevenzione, con una sana alimentazione accompagnata ad un regolare programma di esercizio fisico, sono realmente in grado di prevenire o di rallentare la comparsa del diabete». Ma, conclude, «la cultura dello sport e della sana alimentazione è troppo trascurata sia nella famiglia che nella scuola». Quali allora i rimedi? «Per esempio, bisognerebbe che chi ci governa capisse quanto è importante incentivare la pratica e la cultura dello sport sin dalla scuola materna, aumentasse le ore di attività fisica e migliorasse lo stato decadente di molte palestre scolastiche».

 

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