DALL'INAGIBILITA' DEL SANT'ELIA ALL'ARRESTO DEL PRESIDENTE MASSIMO CELLINO: LA STORIA INFINITA DELLA CASA DEL CAGLIARI CALCIO

il Presidente del Cagliari Massimo Cellino

di Laura Puddu *

San Valentino 2013 si apre con una notizia amara per i tifosi rossoblù: sono stati infatti arrestati il Presidente del Cagliari Massimo Cellino, il sindaco di Quartu Mauro Contini e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Lilliu. L’arresto, eseguito dalla Forestale, rientra nell’inchiesta giudiziaria di Is Arenas. L’accusa rivolta è falso ideologico e tentato peculato. Una vicenda senza fine, quella relativa alla “casa” della squadra sarda.

Il calvario prende il via nel gennaio 2012, quando la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dichiara l’inagibilità dello storico stadio Sant’Elia. Nei primi tre mesi del 2012, per gli incontri della squadra è consentita un’apertura parziale dell’impianto: gli spettatori possono occupare solo la curva Nord e le Tribune, mentre vengono chiusi il settore Distinti e la Curva Sud. Ad aprile, la società di viale La Playa, in disaccordo totale con il Comune di Cagliari, lascia la città e si trasferisce al Nereo Rocco di Trieste. Disputerà in questo stadio le rimanenti partite di campionato. Alla fine del mese di maggio, il Cagliari calcio e il Consiglio comunale di Quartu Sant’Elena firmano la convenzione che consente l’utilizzo dello stadio Is Arenas per le partite casalinghe dei rossoblù. Cominciano i lavori ma, soprattutto, una corsa contro il tempo per trasformarlo in un impianto capace di ospitare gli incontri della massima Serie.

Ad agosto, a poche settimane dall’inizio del campionato, proseguono con grande impegno le operazioni per ultimare lo stadio. Il 31 agosto, dopo lunghe ed estenuanti riunioni in Prefettura, arriva l’ufficialità: il Cagliari ottiene l’agibilità per la prima partita interna, ma solo a porte chiuse. I tifosi devono attendere fino alla fine di settembre, quando lo stadio apre il settore Distinti, e l’ingresso è permesso solo agli abbonati in possesso della tessera del tifoso. L’apertura totale arriva a ottobre, per effetto dell’autorizzazione momentanea rilasciata dal sindaco di Quartu Sant’Elena, Mauro Contini. A novembre, però, le cose si complicano. Infatti, su disposizione del pm Emilio Lussu, vengono arrestati Pierpaolo Gessa, Andrea Masala e Antonio Grussu, tutti coinvolti nella realizzazione dell’impianto. I reati contestati sarebbero quelli di peculato e falso.

La grande delusione per i tifosi rossoblù arriva a dicembre: Cagliari-Juve, in programma il 21, viene disputata al Tardini di Parma su decisione della Lega, perché l’amministrazione quartese concede l’agibilità con un paio d’ore di ritardo. Per il secondo anno consecutivo, l’incontro non è disputato in Sardegna. Nel precedente campionato, al Nereo Rocco di Trieste, la Juve aveva addirittura vinto lo scudetto contro i sardi.

Anche il 2013 comincia con tante sofferenze per i tifosi rossoblù. Soprattutto in occasione della partita contro il Milan, quando l’agibilità momentanea viene concessa all’ultimo, con la firma di Mauro Contini, dopo una settimana senza fine: prima il no della commissione provinciale di vigilanza. Poi il ricorso al Tar della società rossoblù, vinto, perché l’ok per lo stadio era arrivato dall’Osservatorio del Viminale. E, ancora, un contro ricorso del Prefetto, rigettato da parte del Tribunale stesso. Adesso, un nuovo capitolo, con l’arresto di Cellino e Contini. La storia infinita continua.

* cagliari.globalist.it

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