GENTI ARRUBIA, GENTI SARDA: COLORI E SUONI AL DI LA' DEL MARE NEI CIRCOLI DI LOSANNA E GINEVRA IN SVIZZERA

nella foto da sinistra: Milena Meloni, Jonathan Della Marianna, Roberta Pilia


di Valentina Usala

Le incantevoli piume rosa di sa genti arrubia hanno colorato la Svizzera, varcando il Tirreno e le Alpi, sbattendo le ali con energia, sino ad atterrare tra i sardi emigrati e non.

Due serate, quelle dell’8 e 9 febbraio, organizzate l’una dal circolo sardo di Losanna e l’altra dall’associazione sarda di Ginevra, coordinate da Roberta Pilia, emigrata in Svizzera da diversi anni.

Hanno trovato unione il rosa dei fenicotteri e il suono ancestrale delle launeddas: bizzarra combinazione? Nient’affatto.

L’iniziativa è stata battezzata al di là dell’Isola, da una scienziata e un artista.

Gli ideatori sono Milena Meloni e Jonathan Della Marianna.

 L’una biologa, viaggiatrice senza confini e operatrice del centro di educazione ambientale del Parco di Molentargius che ha egregiamente chiacchierato, con un pubblico partecipe, circa i fenicotteri. Dei loro amori al ritmo di danze di gruppo, della loro voracità, codardia e resistenza fisica.

“La mia grande passione è la natura, fortunatamente sono nata in Sardegna e il mio corso di studi mi aiuta a “capirci qualcosa in più ogni giorno che passa”. Da svariati anni sono operatore del Centro di educazione ambientale del Parco di Molentargius e ed è grazie a questa attività che mi sono avvicinata ai fenicotteri, dei quali sapevo veramente poco se non niente. Tra le varie notizie apprese, venni a sapere che l’antichissimo strumento musicale is launeddas è stato costruito in ossa di fenicottero, oltre che, naturalmente, in canna.

Da lì l’idea di una chiacchierata sui fenicotteri, sulla loro presenza in Sardegna, sulle launeddas particolari, costruite con le loro ossa. L’evento è stato possibile, grazie alla collaborazione di Jonathan della Marianna.” Dice Milena Meloni.

L’altro è un instancabile suonatore di launeddas, che  per l’occasione, oltre ad aver riprodotto lo strumento secondo le origini antiche, ha intercalato le serate con dimostrazioni pratiche, dando spiegazioni in merito allo strumento e al suo utilizzo.

Una curiosità poco conosciuta forse, ma è così. Dopo studi effettuati, pare che tempi addietro le launeddas fossero costruite in ossa di fenicottero, che è un migratore, parzialmente migratore e talvolta erratico, si sposta in relazione alle disponibilità di cibo e ai fattori ambientali. Varia anche i siti di nidificazione, perchè occorrono una serie di caratteristiche del luogo per potersi riprodurre.

Si riproduce in Francia, Spagna, in Tunisia ed in Italia (stagno di Molentargius dal 1993; stagno di Santa Gilla; laguna di Orbetello, 1994). Comunque c’è da dire che a Molentargius ci sono buoni fattori, alcuni restano anche nei mesi invernali e altri partono.

Tornando alle giornate rosa…

“E’ stato tutto perfetto! Una calda accoglienza, un pubblico interessato. Una bellissima esperienza insomma. Di quelle che si portano nel cuore”, confida Jonathan Della Marianna.

Un evento del tutto particolare, che ha scaldato i cuori dei sardi emigrati e non, in Svizzera.

Colori caldi, pensieri fatti di sole, gente sarda che sa portarti una ventata di Terra nostra intensa, da travolgere l’animo.

Lo si percepisce dalle parole di un altro punto cardine di queste giornate, già anticipato prima: Roberta Pilia. Quelle che seguono sono le sue parole che, senza neppure vedere l’espressione del suo volto, rendono appieno le emozioni provate nel riabbracciare un carico di Sardegna.

Mi tocca (lo dice, con la nostalgia di chi ricorda quel che di bello è passato, con quella strana sensazione che ti vorrebbe indietro nel tempo) raccontare le emozioni di un fine settimana all’insegna del rosa, rosa fenicottero. La cosa più difficile sarà riferire in modo poco emotivo, quanto più obiettivamente possibile. Quando decisi di lasciarmi coinvolgere dal mondo dell’emigrazione, dopo ben 15 anni di Svizzera, feci un patto con me stessa. Mi dissi che l’avrei fatto solo se questa adesione non avrebbe falsato la mia percezione della Sardegna, fatta anche di aspetti non sempre “cartolineschi”, e che fosse l’occasione per conoscere e far conoscere aspetti culturali, culinari, luoghi e tradizioni non fra i più noti.

E così, in anteprima da Losanna, mentre fuori si gelava, pazientemente, con umorismo e linguaggio veramente alla portata di tutti, bambini compresi, Milena ci ha raccontato di questi “grossi polli eleganti” assolutamente non appetibili, mentre Jonathan suonava uno strumento mai visto prima: “si direbbe il suono di una cornamusa… senza le sacche però”, hanno commentato dal pubblico.

 “Le sacche sono le mie guance” ha precisato con umorismo l’artista.

“È uno strumento semplice” ha detto… e io mentre lo ascoltavo, pensavo, che sì, semplice era semplice nella sua “fisicità”, tre pezzi di canna a ben guardare, ma è quasi sempre dalle cose più semplici ed evidenti che nascono genialità!

Infine l’aperitivo conviviale e a seguire, dopo Ginevra, hanno ripreso il volo, e la malinconia già sovrastava il mio cuore.

Tutti avremmo voluto prendere il volo con loro, sa genti arrubia, guidati dalle coinvolgenti parole di Milena e il suono ancestrale delle launeddas di Jonathan: sardi fra i sardi.”

Oggi è ancora concesso lasciar spazio ai sogni. La fantasia non ha prezzo: i sapori decisi della vita nemmeno.

Il fenicottero, capace di volare in alto, emigrare ma tornare, porterà il saluto del sardo emigrato e lo adagerà sulla vetta di un monte. Perché il sardo non torna fisicamente a suo piacimento. Non ha le ali, non può volare se non con il pensiero e la memoria.

Il suono di launeddas riecheggia lontano, sullo sfondo di un tramonto aranciato, fatto di spuma salata e odore di mirto.

Un nostalgico amarcord.

Là dove il cuore vorrebbe volare.

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3 commenti

  1. Roberta Pilia (Losanna)

    Per Josiane Masala, Luigi Masia, Daniela, Santiago, Benedetto, Genri Fais, Francesca, Antonio e Gavina… che tanto fanno, tutto fanno il Nuraghe di Losanna e la cultura sarda continuino ad essere vivi!

  2. quanto piu’ conosci piu’ ami.

  3. Josiane Masala (Losanna)

    Un ringraziamento va anche a Lorenzina Zuddas presidente dell’ Associazione sarda di Ginevra che ha ospitato Milena e Jonathan 🙂

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