I TIROCINI FORMATIVI DELLA REGIONE SARDEGNA: LE POSSIBILITA' DI LAVORO PER IL CAPITALE UMANO CHE SI VUOLE (?!?) TRATTENERE SULL'ISOLA

l'autrice dell'articolo

di Maria Adelasia Divona

Con un avviso pubblicato il 7 dicembre 2012, l’Agenzia Regionale per il Lavoro ha diramato sul sito https://www.sardegnatirocini.it/ l’avviso pubblico per l’attivazione di tirocini formativi e di orientamento (TFO) con voucher per l’annualità 2013. Come dice l’Avviso “il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro ma è una esperienza pratica in affiancamento ad un tutor all’interno di un luogo di lavoro che consente il contatto diretto con il mondo del lavoro, e offre:

– un’opportunità per i tirocinanti di acquisire competenze e conoscenze specifiche, tecniche, relazionali e trasversali tali da agevolare le scelte professionali e favorire l’ingresso o il reingresso nel mercato del lavoro;

– un’occasione per i soggetti ospitanti di individuare personale da formare secondo le proprie esigenze organizzative.”

Il tirocinio ha una durata di 6 mesi per un ammontare di 32 ore settimanali e prevede l’erogazione di voucher di importo pari a 500,00 Euro mensili lorde (una dote complessiva di 3.000 euro a tirocinante da contabilizzare sulla base dell’effettiva presenza), e le risorse disponibili per realizzare l’intervento sono state stanziate sul POR FSE 2007-2013 linea di attività e.1.1, nella misura di 5 milioni di Euro per permettere le attività di animazione e l’attivazione del tirocinio. Come specificano le Linee guida sul sito “la finalità del Tirocinio è esclusivamente quella di accrescere le possibilità dell’individuo di acquisire competenze e conoscenze riconducibili ad un preciso profilo professionale, e che non possono essere trasferite attraverso l’apprendimento teorico. Pertanto tutte le attività del Tirocinante devono essere ricondotte a questa finalità e non possono essere invece intese per sostituire forza lavoro normalmente assunta.” Quindi il tirocinante non è la figura sostitutiva di cui approfittare per evitare l’assunzione regolare di un lavoratore o di una lavoratrice che, di fatto, per 32 ore settimanali, costerebbe molto di più di 500 euro. Le Linee guida specificano inoltre che “possono svolgere un Tirocinio Formativo e di Orientamento, tutti i soggetti che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e che si trovino nello stato di inoccupazione o disoccupazione così come definito dal D.Lgs. 181/00 e successive modificazioni. Non ci sono limiti di età massima né di titolo di studio.”

Fatte le necessarie premesse documentarie, proviamo ad andare al sodo e sfogliamo la vetrina di domanda e offerta disponibile sul sito dedicato e in cui il soggetto ospitante il tirocinio pubblica il suo annuncio per attirare l’attenzione del/la potenziale candidato/a con il/la quale presenterà poi il progetto di tirocinio definitivo all’Agenzia Regionale del Lavoro.

Tra gli annunci segnalati il 5 e il 4 gennaio troviamo:

–       IMPRESA EDILE – STUDIO DI INGEGNERIA ricercano giovane ragioniera/impiegata amministrativo contabile a cui affidare prima contabilità, preparazione fatture, preparazione documentazione amministrativa, segretariato e rapporti fornitori e clienti. La candidata dovrà relazionarsi col pubblico…

–       Sardegna piscine srl cerca segretaria-ragioniera…

–       Cercasi ragazzo/a per TFO 2013 , da adibire alla organizzazione e vendita di gelati presso una gelateria artigianale

–       Postino motomunito: cerchiamo un postino/a motomunita (essenziale caratteristica) per la consegna della posta

–       Struttura anziani cerca operatori assistenziali: Cercasi ragazza/donna per progetto di tirocinio formativo e di orientamento da svolgersi in Carbonia presso struttura di accoglienza anziani

–       Negozio di telefonia cerca commesso/a: il tirocinio si svolgerà all’interno del negozio e prevedrà il contatto diretto con la clientela; cerchiamo quindi una persona che abbia avuto esperienze nei contatti col pubblico, che sia una persona spigliata e solare e che abbia anche una buona conoscenza del computer

–       Cercasi ragazza per prog. di tirocinio formativo banconiera: cercasi ragazza volenterosa per imparare la mansione di barman ..ossia imparare a far un buon caffe (!)

Premettendo che gli annunci pubblicati in vetrina presentano una vasta offerta sia per settori d’impiego che per titolo di studio richiesto, cosa hanno in comune quelli segnalati qua sopra? Primo: in molti casi si riferiscono a lavori a bassa qualificazione: sono numerosissime le richieste di commesse/i, addette/i alle vendite o aiuto-qualcosa per i quali è difficile immaginare la necessità di un tirocinio pratico di sei mesi (per non parlare del postino tassativamente motomunito che sa tanto di pony express…). In alcuni casi, come in un normale annuncio di lavoro, viene anche richiesta una o più esperienze pregresse, elemento che per un tirocinio non dovrebbe di fatto costituire una discriminante, dal momento che lo scopo è “di acquisire competenze e conoscenze specifiche”.

Insomma, appare palese il tentativo di volere approfittare dell’attuale situazione economica e della carenza di opportunità lavorative per sfruttare il sistema pubblico e i giovani, ma anche i meno giovani, dal momento che tecnicamente non esiste un limite d’età, sebbene alcuni annunci facciano anche una specifica richiesta di “giovani” segnalando l’età massima (altra discriminazione!). I potenziali candidati, qualsiasi sia il loro status generazionale, quindi, si accontentano di un lavoro full time a 500 euro mensili per sei mesi in una Regione come la nostra in cui non esiste un tessuto economico-produttivo tale da trattenere il capitale umano locale sul territorio. Posto che da qualche parte sul sito https://www.sardegnatirocini.it/ si dice che l’Agenzia del lavoro si riserva di non accettare determinati progetti di TFO, è indubbio che l’attuazione di tali tirocini può produrre solo sfruttamento della forza lavoro e dipendenza dal sistema pubblico.

Ma ancor più grave, dal mio punto di vista sono la formulazione degli annunci e il loro contenuto, aggravati dal fatto che essi appaiono sul sito dell’Agenzia Regionale del Lavoro, che fa capo all’Assessorato al lavoro, e costituisce quindi un punto di riferimento istituzionale. Le inserzioni segnalate, e molte altre che continuano a venire pubblicate, nel titolo o nel testo sono da considerarsi discriminatorie in base al sesso ai sensi dell’art. 8 D. Lgs. 196/2000 (che sottolinea come gli annunci di lavoro debbano essere rivolti ad ambo i sessi, principio estendibile per analogia anche ai TFO) e rappresentano una violazione del D. Lgs. 216/2003 in materia di “Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”.

Tali violazioni dovrebbero quindi essere segnalate alla Consigliera Regionale di Parità per il ripristino della parità di trattamento e la rimozione degli annunci discriminatori. La Consigliera di Parità (ne esiste una nazionale, una regionale ed una per ciascuna provincia) è un pubblico ufficiale il cui ruolo è disciplinato dal D. Lgs. 198/2006 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna). Tra i suoi compiti, la Consigliera di Parità promuove e controlla l’attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione per donne e uomini in ambito lavorativo, promuove e sostiene azioni in giudizio, individuali e collettive, nei casi di rilevata discriminazione basata sul sesso e promuove tentativi di conciliazione tra lavoratore discriminato e impresa, intimando a quest’ultima di rimuovere le discriminazioni accertate. Avevo l’idea di fare personalmente una segnalazione alla Consigliera di Parità della RAS ma, allo stato, l’ultima ha finito il suo mandato nel 2012, la nuova è già stata scelta con bando pubblico dall’Assessore al Lavoro, ma è in attesa di nomina da parte del Ministero del Lavoro. Quindi il posto è attualmente vacante. L’alternativa è una segnalazione a tutte le Consigliere di Parità provinciali, ma non so se con i miei tempi riuscirò ad attivarmi.

Di fatto, con questa tipologia di tirocini che poco sanno di formazione e orientamento, almeno per i candidati a bassa qualificazione, l’Assessorato al Lavoro replica la pratica già sperimentata nel 2011, denunciata da più parti, come ad esempio da http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/voucher-tirocini-formativi-2011-regione-sardegna-stage-per-operai-stiratrici-commessi-benzinai: “Il problema vero è che questi tirocini sono per la stragrande maggioranza per mansioni di basso profilo, in settori commerciali e d’impresa nei quali la formazione necessaria è molto veloce e si diventa subito operativi. Insomma per mestieri per i quali non c’è affatto bisogno di fare tirocinio”, e lamentata da Ida, giovane emigrata sarda a Bologna, che su Vanity Fair ha scritto una lettera al Presidente Cappellacci (http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/12/19/regione-sardegna-tirocini-cappellacci-lettera#?refresh=ce ): “Vorrei che, a questo punto della storia, spiegasse a noi sardi come tirocini del genere possano essere delle opportunità e non delle prese in giro, per giunta neanche convincenti. Avreste potuto trovare certamente degli stratagemmi un po’ più credibili e onesti nei confronti di tutti i contribuenti. Perché questi 10.000.000 di Euro SONO SOLDI PUBBLICI! Io personalmente sono profondamente amareggiata e indignata, perché dopo tutto ci saranno tanti giovani sardi che a questi pseudo tirocini parteciperanno. Perché, si sa, per un disoccupato 500 EURO, sottolineo, LORDI sono sempre meglio di niente”

Ecco: se è questo il capitale umano che vogliamo formare e mantenere in Sardegna, se queste sono le scelte decisive per qualificare le risorse che contribuiranno allo sviluppo dell’Isola nel prossimo futuro, allora ci meritiamo l’attuale classe politica e burocratica e le loro penose allocazioni di risorse pubbliche.

4 risposte a “I TIROCINI FORMATIVI DELLA REGIONE SARDEGNA: LE POSSIBILITA' DI LAVORO PER IL CAPITALE UMANO CHE SI VUOLE (?!?) TRATTENERE SULL'ISOLA”

  1. Complimenti per l’articolo, che condivo in pieno in quanto ho pensato le stesse cose mentro leggevo le offerta dei tirocini.
    Tra l’altro le offerte di bassa qualificazione pretendono il diploma come requisito di accesso al tirocinio.
    Per i non diplomati, ci sono poche opportunità.
    buona serata

  2. c’è da aggiungere una cosa: molti di questi tirocini non faranno altro che garantire manodopera gratuita e contrattualmente debole ai datori di lavoro, con la costante possibilità di ricatto concessa dall’unilaterale cessazione del rapporto di tirocinio da parte dell’azienda, e con diritti sindacali inesistenti, tant’è che, da trionfale annuncio del presidente della regione cappellacci, solo il 25% dei tirocinanti è stato assunto, nonostante nei questionari la gran parte dei tirocinanti abbia ottenuto giudizi positivi dalle aziende ospitanti.

  3. Sono pienamente Daccordo con te perchè sono una di quelle persone che credeva che questi tirocini potessero essere un’opportunita per me per rientrare nel mondo del lavoro e leggendo gli annunci mi sono accorta che le aziende cercano manodopera a costo zero e noi sempre con un pugno di mosche.

  4. Penso anch’io che elargire voucher come sta facendo la Regione Sardegna, sia soltanto un modo per sopravvivere per alcuni mesi, dopo di che ci sarà una situazione ancora peggiore di quella attuale. Solo poche persone forse faranno tesoro di questa esperienza di quest’opportunità e avranno la possibilità di sperare di continuare. Quando dico “sperare” intendo dire come ha affermato di recente Barack Obama, non cieco ottimismo ma coraggio di esporsi, tentare e rischiare per andare avanti da soli con le proprie idee senza aspettare che ci sia sempre qualcuno (il Governo) che ti offra qualcosa per tirare a campare. Sono pienamente d’accordo e non potrei pensare diversamente, aiutare in tutti i modi chi sta attraversando periodi difficili, e ben vengano dunque anche 375 €. netti al mese. Ciò che mi fa indignare, è che questa politica si ripete da ormai troppi anni. Negli anni sessanta, ancora adolescente, ho ancora scolpito nella memoria, la scena di quando i miei genitori, e non solo loro, andavano a ritirare gli alimenti presso il comune…. Oggi siamo ancora in queste condizioni. Possibile che non si riesca a essere un “popolo” unito e cambiare mentalità, affrontare la situazione e concordare insieme un percorso che possa portare a un progetto che garantisca a tutti un minimo d’indipendenza economica e di dignità? Dio ci ha consegnato una terra che potrebbe essere un paradiso terrestre, e noi cosa abbiamo fatto? L’abbiamo abbandonata per un posto “sicuro” in fabbrica (condannata da subito alla chiusura, e questo non bisognava essere laureati per saperlo). Sistematicamente ogni anno, divampano gli incendi bruciando ettari di erba incolta, e così lavoriamo sei messi all’anno per spegnerli e poco per prevenirli, e gli altri sei mesi ci prendiamo la disoccupazione. E via di questo passo e con questi espedienti. Se torniamo a prendere in considerazione il lavoro nelle terre, fatto con i criteri e la tecnologia di oggi, sono sicuro che le generazioni future, non scapperebbero più dalla Sardegna…. Se non abbiamo, o peggio ancora, non vogliamo cambiare, non mi resta che concordare pienamente con quanto ha scritto alla fine del suo articolo Maria Adelasia: Se è questo il capitale umano che vogliamo formare e mantenere in Sardegna, se queste sono le scelte decisive per qualificare le risorse che contribuiranno allo sviluppo dell’Isola nel prossimo futuro, allora ci meritiamo l’attuale classe politica e burocratica e le loro penose allocazioni di risorse pubbliche.

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