IL TURISMO RELIGIOSO: IL PRIMO FORUM SU ITINERARI DELLO SPIRITO IN SARDEGNA


Valorizzare a pieno e consolidare sul mercato le considerevoli potenzialità del turismo religioso in Sardegna generando un’offerta strutturata e competitiva, basata su eventi e manifestazioni a forte connotazione spirituale e identitaria. Con questo obiettivo generale l’assessorato regionale del Turismo e l’agenzia Sardegna Promozione hanno dato avvio a un nuovo percorso progettuale orientato a promuovere questo particolare segmento turistico nell’Isola. Il progetto nasce con l’intento di inserire gli ‘Itinerari dello spirito’ della Sardegna nell’ambito di reti e percorsi religiosi nazionali e internazionali (come per esempio la ‘Rete dei cammini religiosi’) in grado di generare un’offerta turistica grazie ad azioni di aggregazione e di coordinamento territoriale degli eventi e delle manifestazioni religiose, tra le quali, per esempio, le celebrazioni per il 400° anniversario de ‘Los milagros del Cristo di Galtellì’ (1612 – 2012), il pellegrinaggio a Laconi nei luoghi in cui nacque e visse Sant’Ignazio, il cammino di San Giorgio vescovo di Suelli, il pellegrinaggio alla casa di Fra’ Nicola a Gesturi, il cammino di ‘Santu Jacu’, quello di Santa Barbara, il pellegrinaggio di Sant’Efisio, i cammini di Orgosolo e di Dorgali, ecc. La sentita spiritualità di alcune aree ‘vocate’ rappresenta, infatti, un’importante risorsa per la nascita di una proposta a forte connotazione identitaria e adeguata ai mercati. Il primo forum regionale ‘Cultura religiosa e turismo – Itinerari dello Spirito’, nell’Antico borgo di Galtellì, i prossimi 30 novembre e 1° dicembre, presentato in conferenza stampa a Nuoro, sarà la prima di quattro fasi del programma di valorizzazione e promozione del turismo religioso in Sardegna. Le altre sono il coinvolgimento degli operatori del settore attraverso workshop (con incontri B2B, ‘faccia a faccia’) per la presentazione dell’offerta, il consolidamento di eventi e manifestazioni con contenuti identitari – spirituali e la promozione dell’immagine unitaria della cultura religiosa e turismo in Sardegna, anche attraverso l’istituzione di una cabina di regia regionale e l’apertura di un sito www.camminidisardegna.it. Il Forum su cultura religiosa e turismo si svolgerà in più sedi all’interno del borgo, tra cui la Chiesa di ‘Sas Animas’ (che sarà adibita a ‘spazio forum’) e sarà articolato in due giornate: venerdì 30 novembre, sarà caratterizzato da interventi di esponenti delle Istituzioni isolane (in primis l’assessore regionale del Turismo Luigi Crisponi) e da importanti rappresentanti religiosi regionali (tra le quali il vescovo di Nuoro monsignor Mosè Marcia) e nazionali, per la definizione delle linee di attività del progetto; sabato 1 dicembre, interverranno illustri esponenti della cultura religiosa e del settore del turismo religioso a livello nazionale e internazionale a comprovare validità e autorevolezza del progetto: monsignor Dario Viganò, preside dell’Istituto ‘Redemptor hominis’ presso la Pontificia Università Lateranense; padre Caesar Atuire, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, monsignor Sebastiano Sanguinetti, segretario regionale dell’Ufficio episcopale della Conferenza episcopale italiana (Cei), Luca Baraldi, docente dei Beni culturali ecclesiastici, e padre Gino Alberto Faccioli, direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Vicenza; parteciperà, inoltre, il direttore generale dell’Enit, Andrea Babbi. “La strategia di assessorato del Turismo e agenzia Sardegna Promozione – ha affermato l’assessore Luigi Crisponi durante la conferenza di presentazione – è incentrata sul dare unitarietà a un’infinita serie di segni spirituali custoditi nelle nostre comunità e creare una rete integrata aperta a tutti i centri ‘vocati’ e quelli che si trovano lungo i percorsi, che sono cammini intrisi di spiritualità, fonte di conoscenza del territorio e di incontri per il pellegrino e anche per i viaggiatori non credenti. La Sardegna ha un patrimonio identitario – spirituale materiale, composto da tantissimi edifici, monumenti e siti ad alta valenza religiosa e da una miriade di testimonianze lasciate da santi e loro devoti sul territorio; e immateriale, ossia il sentimento di devozione della sua popolazione. Da questo patrimonio, capace di creare momenti di incontro e scambio culturale tra visitatori e ospitanti, intendiamo partire per mettere a sistema i luoghi dello spirito e quelli dell’accoglienza e creare una filiera del turismo culturale – religioso, un prodotto decisivo per destagionalizzare e diversificare i flussi turistici, capace di generare nella sola Penisola italiana circa 5 milioni e mezzo di visite di pellegrini all’anno”.

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