LA RETE DEI SARDI NEL MONDO E' A RISCHIO DI ESTINZIONE (LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE DELLA REGIONE SARDEGNA ANTONELLO LIORI)

Sardegna, ombelico d'Europa (e del mondo)


riferisce Domenico Scala dell’Ufficio di Presidenza della Consulta

Gent.mo Assessore,

vogliamo farci portatori dell’estremo stato di allarme e della crescente protesta, che si esprime nei Circoli, nelle Federazioni, nelle Associazioni di Tutela e nell’area vasta dei Sardi del mondo.

Esprimiamo anche il nostro personale disagio per non avere ricevuto le informazioni necessarie.

Apprendiamo che è stato approvato in Giunta il 10 ottobre la nuova proposta di legge sui Sardi nel mondo.

La Consulta e l’Ufficio di Presidenza avevano avanzato critiche e proposte di integrazione: non ci è stato neanche inviato per conoscenza il testo definitivo presentato.

È stata mandata ai Circoli il 19 settembre (alle Federazioni solo il 9 ottobre) la richiesta di suggerimenti sul piano annuale, con scadenza il 15 ottobre. Ne’ la Consulta (dove ci sono anche le Federazioni di Tutela, gli esperti nominati dalla Giunta Regionale e i rappresentanti sindacali), né l’ufficio di Presidenza hanno ricevuto tale comunicazione.

La stessa cosa vale per la comunicazione del preannuncio di una ulteriore proposta di taglio del 30% per il bilancio 2013: come se fosse un evento che non ha bisogno della discussione dell’organo massimo di direzione dell’emigrazione e di tutti i suoi dirigenti.

Nonostante tutto ciò, rispondiamo con le seguenti osservazioni:

  1. Non riteniamo sia sostenibile l’ipotesi di un nuovo taglio del 30% sul 2013.
  2. Abbiamo nell’ultima Consulta accettato, in nome della emergenza economica di sospendere progetti di attività culturali e di promozione nel 2012, in tutto il mondo, per oltre 700.000 euro. A questa cifra sono seguiti altri tagli sulle voci previste per quest’anno.
  3. A ciò è aggiunto il blocco dei progetti 2011, già finanziati e alcuni già iniziati.
  4. È stato deciso in Consulta di salvaguardare almeno la quota vitale dei contributi ai Circoli, alle Federazioni, alle Associazioni. Il primo acconto del 35% sta arrivando questi giorni, ad ottobre inoltrato. Sui tempi del secondo acconto promesso per dicembre c’è incertezza.

Ci si dice addirittura che per il 3° acconto non c’è garanzia per mancanza di liquidità.

Ma se non arrivano, non si fanno le attività, non si spendono e si accusa l’emigrazione, come avvenuto lo scorso anno nella Commissione Consiliare di riferimento, di avere più risorse di quanto si riesce a spendere. Si ha cioè “il danno e la beffa”.

  1. I Circoli devono spendere per le attività il 25% di risorse proprie. Inoltre dal confronto dei dati dei bilanci risulta che, complessivamente, il contributo regionale, sia pure indispensabile e determinante per la sopravvivenza, copre il 30/40% in media del costo dei Circoli. A ciò si deve aggiungere l’enorme quantità del lavoro volontario, che non ha prezzo, ma ha pur sempre un ritorno e un valore economico.
  2. In ultima sintesi diciamo che non si può toccare la quota di sopravvivenza dell’associazionismo, pena la sua morte.

Non si può eliminare, al di là dei tagli già attuati. La comunicazione con i Sardi nel mondo (messaggero sardo, internet, informazione TV via satellite).

Aggiungiamo che vanno salvaguardati alcuni fondamentali e selezionati progetti di promozione della Sardegna nel mondo, in sinergia con Istituzioni locali, imprese, Camere di Commercio, Università.

  1. Il rischio di chiusura dell’intera rete dei Sardi nel mondo è reale, vanificando 40 anni di investimenti e le politiche regionali che, per una volta, sono state antesignane e lungimiranti.

Tutto ciò avviene mentre studi recenti ci dicono che una nuova ondata di emigrazione di massa, dopo quella intellettuale degli ultimi 20 anni, si sta abbattendo su tutto il meridione e in particolare sulla Sardegna.

Riteniamo che, pur nella difficilissima situazione della nostra Regione, non sia produttivo, né lungimirante per la Sardegna scegliere la via della chiusura e della rassegnazione: Le comunità dei sardi nel mondo e i Circoli costituiscono una rete internazionale preziosa, frutto del lavoro volontario di una comunità di sardi, circa 800 mila, emigrati negli ultimi 60 anni, e che con i sardi di 2a  e 3a  generazione rappresentano un’altra Sardegna.

Questi Sardi hanno garantito e garantiscono un flusso di entrate finanziarie, come dimostrano studi recenti, di varia natura: risparmi inviati alle famiglie, investimenti nell’edilizia, concorso fondamentale al turismo, consumo prodotti tipici, la spendita in Sardegna delle pensioni, guadagnate fuori, da parte degli anziani che riprendono la residenza o comunque soggiornano molti mesi all’anno.

Contro ogni ipotesi di chiusura intendiamo batterci, chiedendo la solidarietà dell’associazionismo e dell’intera società civile Sarda

Ci impegniamo a chiedere una attenta riflessione a tutti i livelli politici e istituzionali: Presidente della Giunta Regionale, Commissione Emigrazione, Presidenza consiglio Regionale, Gruppi Consiliari, Parlamentari Sardi.

F.to Ufficio Presidenza Consulta:

Domenico Scala        –          Vice Presidente Vicario

Tonino Mulas              –          Vice Presidente

Giuseppe Dessì

Vittorio Vargiu

 

Aderiscono:

Serafina Mascia         –          Presidente Federazione Associazioni Sarde in Italia

Francesca Fais          –          Presidente Federazione dei Circoli Sardi in Svizzera

Gianni Manca             –          Presidente Federazione dei Circoli Sardi in Germania

Carlo Murgia              –          Presidente Federazione dei Circoli Sardi in Belgio

Francesco Laconi      –          Presidente Federazione dei Circoli Sardi in Francia

Mario Agus                 –          Presidente Federazione dei Circoli Sardi in Olanda

Margarita Tavera       –          Presidente Federazione dei Circoli Sardi in Argentina

Mario Delogu              –          Consultore Canada

Pietro Schirru                         –          Consultore Australia

Pier Paolo Cicalò       –          Presidente FAES Associazioni di Tutela

Nando Ceruso            –          Esperto in materia di emigrazione nominato dal Consiglio Regionale

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8 commenti

  1. Luca Pinna (Barcellona)

    Quanto stanzia la regione per le associazioni e i circoli? È come e con quali criteri si assegnano i fondi? Per curiosità

  2. Giusy Porru (Parigi)

    Cari Signori Presidenti emeriti e Non,
    sono ormai circa 25 anni che vedo sempre gli stessi nomi, a parte coloro che sono deceduti o fuori uso…..ma anche questo fà parte del folclore!
    Prendete un mappamondo e giraratelo tra le mani per qualche attimo,
    vi accorgerete che l’ombellico del mondo potrebbe essere dappertutto, anche al nord o al sud dei due poli……
    L’emigrazione non è più quella del passato e oggi non puo’ essere al centro degli interessi della Sardegna, viste le urgenze ben più gravi del popolo sardo, si dovrebbe capirne la ragione!
    I Circoli come rete internazionale di cultura, turismo e folclore, forse ce n’è qualcuno ma non ci crede più nessuno…..solo VOI!
    Se cosi’ fosse non avreste bisogno di preoccuparvi tanto, la lingua batte dove il dente duole come al solito.
    Tranquilli non vi estinguerete, bisognerà solo lavorare diversamente, e sopratutto spendere meno soldi in congressi e trasferte!!!!
    Distinti Saluti
    Giusy Porru

  3. Michela Deidda (Roma)

    Tramite Tottus in Pari ho potuto apprezzare e conoscere la realtà dell’emigrazione sarda, con le sue positività (molte) e qualche debolezza. Però, è tempo di crisi. Crisi che colpisce principalmente la Sardegna. Non è meglio mettere da parte per un momento grandi idee e progetti e salvaguardare per esempio tutti coloro che in Sardegna sono sull’orlo della povertà?

  4. Antonello (Sardegna)

    Tutti a casa! Qui si muore di fame… A casa quelli della fasi

  5. Lorenzo B. (Cinisello Balsamo)

    Non si può cancellare l’emigrazione sarda per l’incapacità dei politici sardi

  6. Mmmh, Liori
    … quello che al Congresso della FASI ha portato agli emigrati (sardi) il saluto del “popolo sardo”?

  7. Bravissima Giusy Porru!
    Totalmente d’accordo con quello che hai scritto ! Molti circoli hanno chiuso le porte nientemeno che a gli emigrati sardi che hanno speso per loro i migliori anni della vita , quindi non saprei dire a cosa servono sia alla Sardegna che a gli emigrati sardi . dal altro ho sempre detto che potrebbero autofinanziarsi come lo fanno le altre associazioni .Sono stata due giorni fa al associazione Calabrese di Buenos Aires , per una conferenza stampa ,fanno tantissime attività culturali e formative ,fli allievi pagano i corsi ,organizzano anche tanti tours a Calabria e Sicilia ,recentemente hanno acquistato un bellissimo teatro a un associazione Asturiana e lo stanno restaurando!
    Certo bisogna lavorare tanto! e sopratutto UNITI!
    Cordiali saluti Teresa Fantasia

  8. Giusy Porru (Parigi)

    Carissima Teresa
    le mie considerazioni sono rivolte a coloro che sono abituati a un assistenzialismo regionale, coloro che in tutti questi anni hanno creato una specie di lobby di potere e che non vogliono rassegnarsi all’attuale realtà!
    Non è accettabile questa forma di ricatto a nome di tutti gli emigrati.
    Da autentici sardi all’estero dovrebbero essere coscienti della gravità della situazione, ed è questo il momento di unirsi veramente per collaborare in tutti i sensi.
    Ho lavorato spesso con altre associazioni italiane a Parigi e ho scoperto che la Sardegna è l’unica regione italiana che elargisce somme impressionanti per i Circoli.
    Mi limito a considerare che siano stati spesi troppi milioni in progetti buoni o meno utili e qualche volta di nessun interesse, e di questo la Regione ne è cosciente e non puo’ più permettersi di sprecare altri soldi.
    Quindi la riflessione non è di tenere aperti i Circoli, costi quel che costi, ma piuttosto adattarsi alla situazione.
    E’ giusto rimboccarsi le maniche per aiutare la Sardegna, tanti come te lo hanno già fatto, anche senza la crisi!
    Un forte abbraccio
    da giusy porru

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