CONSULTA RIVOLUZIONARIA: TREMILA PERSONE HANNO MANIFESTATO A CAGLIARI


Durante la presentazione della manifestazione di Cagliari avevano chiesto le dimissioni della classe politica regionale, oggi la Consulta rivoluzionaria chiede alla Sardegna di sostenere la proposta di sovranità dell’Isola dal punto di vista fiscale, dei trasporti e dell’energia. La politica sarda, però, resta la prima a salire nel banco degli imputati in una sorta di processo pubblico con gli interventi d’accusa dal palco di Via Roma accanto alle forche.
 “Fuori” e “Indipendentzia” sono gli slogan gridati a più riprese dalle migliaia di persone che a poco a poco hanno raggiunto il palazzo del consiglio regionale per gridare la propria rabbia contro la crisi e, in particolare, “contro l’assenza delle soluzioni per superare la crisi e creare sviluppo da parte dei politici”. “Siamo qui oggi non perché non sapevamo cosa fare della nostra vita – ha detto dal palco Andrea Impera del movimento delle partite Iva – in questo palazzo ci dovrebbero essere dei genitori che tutelano i figli della Sardegna, ma così non è. Invece siamo stanchi di vedere i giovani figli della crisi che non hanno un futuro”. Per Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione Indipendentzia, “la consulta nasce per contrastare l’attuale modello di sovranità chiamata autonomia.
Oggi presentiamo ai sardi l nostra proposta – ha aggiunto – e se verrà fatta propria dai cittadini scenderemo in campo dal punto di vista politico per ribaltare il rapporto tra Stato e Regione e tra la Regione e la gente, perché non si verifichino più situazioni come il provvedimento del governo che ha dilazionato a 180 giorni il pagamento delle accise facendoci perdere 3,2 miliardi di euro”. Per il leader di Irs, Gavino Sale, “la consulta sta producendo di fatto politica, aggregando tutti i settori della società sarda. La richiesta di dimissioni dell’attuale classe politica è doverosa – ha spiegato – perché i sardi non si riconoscono più in questi politici”.
“Noi crediamo che questa politica abbia fallito su tutti i fronti – attacca Felice Floris del Movimento pastori sardi – dobbiamo riscrivere le regole per creare nuoivo sviluppo partendo dai capisaldi dell’economia sarda come l’agroalimentare. Il nostro è già un movimento politico – ha aggiunto – fuori da schemi ideologici, ma accomunato da una piattaforma rivedicativa per ridare slancio alla società sarda”. Presente anche Doddore Meloni, presidente di Malu Entu, che si è detto “contento e emozionato di stare in mezzo ai sardi, che sono venuti in piazza in pace. Io non chiedo dimissioni dei politici, perché il voto è la necessaria espressione democratica per rinnovare la classe dirigente – ha concluso l’indipendentista di Terralba – e vogliamo governare la Sardegna con il voto”.

 

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