MENO SPENSIERATA, SA GUARDARE IN FACCIA LA REALTA': E' LA CAGLIARI DI MASSIMO ZEDDA

Massimo Zedda è il sindaco di Cagliari

di Claudia Sarritzu

Referendum per abolire le unioni civili? Qualcuno spieghi a tutti coloro che hanno avuto questa brillante idea che non esistono i referendum per privare una minoranza di un diritto. Proporrei un corso di diritto costituzionale gratuito esteso a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. La Cagliari di Zedda è una Cagliari meno spensierata, che guarda in faccia la realtà, una Cagliari che non nasconde la testa sotto la sabbia ma che nella sabbia ha visto per prima l’amianto e ha preso il coraggio di affrontare il problema, perché il problema esiste, non è inventato ed è serio perché si parla della salute di tutti noi e dovremmo smetterla di pensare agli interessi economici quando si tratta di malattie e della vita nostra e dei nostri concittadini. La Cagliari di Zedda  è quella che ha detto “davvero” basta ai valzer di Cellino, perché non possiamo più permetterci sconti di nessun tipo con nessuno. La Cagliari di Zedda è quella che taglia gli sprechi assurdi, che trasferisce i suoi uffici nei propri palazzi perché non possiamo più permetterci di pagare affitti inutili. La Cagliari di Zedda è una città che inizia a pensare ai ciclisti, personalmente non apprezzo quelle piste ciclabili, non mi fido di chi dopo aver parcheggiato a ridosso della pista apre lo sportello e mi scaraventa a terra, ma devo dire che almeno è un inizio. Mi piacciono le assemblee di quartiere, mi piace che non vuole comunicare solo con noi giornalisti ma che lo faccia con le persone. È una Cagliari di meno conferenze stampa, meno fronzoli, più problemi ma più idee per tentare di risolverli. In un periodo di crisi come questa non possiamo continuare a rimandare le riforme, oggi può apparire più dolorosa, ma è oggi che dobbiamo investire sul futuro. C’è chi dice che le unioni civili non erano la priorità. Per me sì. Priorità è tutto quello che alza una società a un livello di civiltà più alto e non è mai il momento sbagliato per queste proposte. Mi piace avere un sindaco che partecipa alle feste nazionali, che assiste alle iniziative e ai dibattiti più importanti. Mi piace incontrarlo per strada, vederlo nei locali, perché mi tranquillizza sapere che è vivo e vive con noi e non è imbalsamato. Mi piace avere un sindaco a cui piace fare il sindaco. Questa giunta potrà deluderci, è ovvio, magari a tanti di noi non ha convinto sempre, ma oggi passeggiando per strada mi sento più libera, e non perché Zedda è “di sinistra” ma perché forse è giovane e con me condivide lo spesso “timore propositivo per il futuro”. Ossia la convinzione che dobbiamo mantenere i conti in ordine, dando un freno alla irresponsabilità, ma allo stesso tempo coltivare i sogni e le speranze, perché una città che non spera è una città morta.

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