LA MAGIA DELLA SARDEGNA NEL CUORE DI LIVORNO: CON IL CIRCOLO "QUATTRO MORI", TRE GIORNI DI FESTA ALLA FORTEZZA VECCHIA, TRA CIBI TRADIZIONALI E DANZE TIPICHE DELL'ISOLA, PER RISCOPRIRE UNA TERRA AFFASCINANTE

sventolano le bandiere dei "Quattro Mori" sulla Fortezza Vecchia di Livorno

di Antonio Deias

Un angolo di Sardegna nel cuore di Livorno dal 29  giugno al 1 luglio 2012: dopo il grande successo dello scorso anno la Fortezza Vecchia, è tornata ancora ad ospitare le antichissime tradizioni sarde con una kermesse di tre giorni all’insegna della gastronomia, dello spettacolo e dello scambio culturale.  Organizzata dall’ Associazione Culturale Sarda “Quattro Mori” di Livorno, in collaborazione con la FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) ed il patrocinio della Provincia e del Comune di Livorno, la festa ha proposto  cene con menù della cucina tipica toscana e della tradizione isolana dove hanno risaltato il pecorino sardo, le salsiccie, i malloreddus alla campidanese e, naturalmente, il maialino arrosto (il classico proceddu)con sedano, ravanelli e pomodori, il tutto accompagnato da vino cannonau di Jerzu, birra Ichnusa (di produzione sarda) ed acque minerali anch’esse tipiche sarde.  Pure gli spettacoli che hanno animato la festa sono stati all’insegna della contaminazione di stili e di generi combinando la consuetudine folcloristica isolana con la musica moderna  ed il varietà.  Sul palco abbiamo ammirato l’esibizione del gruppo folk is Baddarinos, proveniente dal piccolo borgo di Tratalias (carbonia – Iglesias) con il suo  repertorio composto da  una decina di antichi balli sardi nel costume tradizionale (come il classico “su ballu tundu” oppure “Su ballu de su serrazzu”). E restando  ancora in Sardegna con la stupenda voce di Cecilia Concas, giovane cantautrice che è riuscita  a coniugare tradizione e modernità come nel suo recente cd “ Mirades Arcanas” partendo dal bel canto logudorese per giungere ai ritmi dei balli campidanesi. ”Tutta un’altra musica”, è il caso di dire, ci ha proposto il cantante livornese di origine sarda Giuliano Golisciano con il pianobar che ci ha accompagnato  tre giorni dalle ore 19.00 alle 21.00 attraverso i grandi classici della discografia. Ancora grandi classici , ma questa volta del varietà anni ’50 sono  stati  i protagonisti con lo spettacolo messo in scena dall’Associazione Culturale “La Fucina dell’Arte”: il gruppo teatrale diretto da Amleto Morisco in questa occasione si è ispirato a straordinari artisti comici del passato come Totò, Macario, Carlo Dapporto, Gino Bramieri o Paolo panelli, un mondo ben descritto da Alberto Sordi nel suo film “Polvere di Stelle”.

A corredo della kermesse: la presenza di diversi stand con prodotti alimentari tipici della Sardegna: dai formaggi alla “carta da musica” (o , pane carasau), dal liquore di mirto ai vari dolci (Seadas – casadinas – amaretti – pabassinas – tilicas – pirichittus).  I prodotti dell’artigianato tessile di Mogorella – OR  ( tappeti, arazzi etc) realizzati con il telaio a mano. I noti coltelli di Guspini dove si tiene ogni due anni “Arresojas” , la mostra internazionale del coltello artigianale sardo. Infine, i magnifici modelli realizzati dal livornese Antonio Perini che ha fedelmente riprodotto in scala attrezzi e macchinari della vecchia civiltà contadina (aratri, erpici, falciatrici etc)

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