ALLA SCOPERTA DELL'ISOLA CON UN CARTOONIST GENOVESE: LO STUDIO DELLA CIVILTA' SARDA DI ENZO MARCIANTE


di Elisa Sodde

 

Ciao Enzo, per me che con la mia Associazione porto avanti il progetto di divulgare i profili storici, artistici, tradizionali ed in genere culturali meno conosciuti della Sardegna qui in Veneto, rappresenta davvero un grande onore sentire una persona non nata in Sardegna rivelare una passione così sviscerata per la nostra Terra. Voglio, dunque, aprire l’intervista proprio partendo da  questa curiosità: cosa porta un cartoonist genovese a dedicarsi con tanto entusiasmo allo studio e all’esplorazione dell’antichissima Civiltà Sarda?  Presto detto: l’aver scoperto all’improvviso al centro del Mare Nostrum quella perla preziosissima e misconosciuta che è l’Isola di Sardegna, con quell’immenso carico di Civiltà tutta da esplorare ed ancora miracolosamente viva e presente nei suoi abitanti, nei suoi usi e nei suoi costumi, indenne dopo migliaia e migliaia di anni! Soprattutto l’aver compreso con gran meraviglia che esiste ancora una Terra con segreti e sorprese, pur essendo forse la più antica di tutte!  Le altre regioni hanno una buona ricchezza sotto l’aspetto storico ed archeologico… ma i giochi sono quasi ovunque conclusi, ben poco resta al sogno e all’indagine, se non per archeologi e ricercatori al cui silenzioso lavorio è riservato il compito di ottimizzare quant’è ormai noto. Accade anche nella mia Liguria, dove l’ormai unico irrisolto mistero è rappresentato dalle enigmatiche, meravigliose statue-stele di Luni, di cui nulla si sa. Nella Sardegna fenomeni quali le Stele di Luni ne esistono in incredibile quantità: dai celeberrimi nuraghi alle domus de janas, ai pozzi sacri, alle tombe dei giganti…e così via! L’Isola stessa è tutta un antichissimo mistero!

Hai scritto e disegnato la storia della Principessa C’sir, una favola ambientata ai tempi d’oro della Civiltà Shardana: cosa ti ha spinto ad intervenire su questo tema che in fondo non ti appartiene? E’ stata una spinta prepotente! Scoprire che esiste ancor oggi l’Isola dei Sogni… e che è tuttora palpabile, tangibile… anzi, che si tratta proprio di quell’Isola che conosciamo già, come distratti turisti… mi ha “obbligato” a mettere al suo servizio le mie risorse di grafica e di fantasia  (sono un cartoonist da decenni specializzato in ricostruzioni biografiche di grandi avvenimenti) per “girare” un film altrimenti impossibile, in una location di tremila anni fa!!! Ambientato cioè nell’Isola dei Beati, nel coloratissimo Mondo Shardana! Scrissi di getto la trama, i dialoghi e la sceneggiatura, in un caldo agosto, seduto sotto un olmo, forse sotto dettatura diretta del sole… in effetti il Sole…o Amon… o RA o come lo si volesse chiamare, c’era già allora e davvero ha visto tutto e… tutto sa! Nacque così l’avventura di una bellissima Principessa Shardana dal carattere indomito, C’sir di Tarshis, mitica capitale sorta  al centro di tre cerchi concentrici , canali di mare navigabili… Il racconto si dipana intorno alla furia della Principessa, alla notizia del furto della sua Cassa Nuziale, quella che ancor oggi è l’intarsiata, preziosa, elegantissima Cassa Sarda! D’altra parte qualcuno doveva per forza narrarla, questa incredibile storia… meglio ancora qualcuno che sapesse ben illustrarla a colori… Qualcuno incantato da quell’antichissima Civiltà.

Nella tua favola di C’sir hai posto in relazione l’ipotetico Regno Shardana di Sardinia con l’antico Egitto dei Faraoni: abbracci quindi l’ipotesi che i Sardi di allora navigassero il Mediterraneo? Non sono uno storico, tanto meno un archeologo… soltanto un semplice cartoonist che ama indagare il passato. Eppure, del fatto che i Sardi antichi navigassero il Mediterraneo molto prima che iniziassero ad esistere Greci e Fenici, per me è una quasi-convinzione  che trae origine dal buon senso! Essi ci hanno lasciato formidabili documenti di bronzo: le celebri navicelle che, esaminate con intento tecnico, rivelano essere ottimi modelli sia da guerra che da trasporto, con dettagli sorprendenti! Sta poi emergendo l’esistenza di ciclopici tracciati portuali… proprio nel sommerso di quegli approdi che diventeranno poi… guarda un po’… le città “fondate” dai Fenici!!! Materiali Egizi spuntano nell’Isola, statue a Cagliari, centinaia di scarabei nel Sinis… mentre prodi guerrieri Sherden furono immortalati negli affreschi di Medinet Habu, con l’affidabilità notarile tipica degli Egizi, a celebrare le gesta di quella “legione straniera” a servizio di faraoni del calibro di Ramsess II, venuta dalle Isole del Grande Verde, che nessuno riusciva a vincere! Per poi voler esagerare e spingersi ancora più indietro di qualche migliaio di anni… ed indagare sull’incredibile diffusione dell’ossidiana di Monte Arci nella lontana Liguria, in Provenza, perfino oltre le Alpi!!!

Spesso intervieni contro l’attribuzione a Fenici o Punici della fondazione di città e porti in Sardegna, della diffusione di civiltà ad opera loro. Sei contro i Fenici in particolare… perché? Sono contrario all’attribuzione ai Fenici e ai successivi Punici di quasi ogni forma di sviluppo e di civiltà riscontrabile nell’Isola, come sento troppo spesso ripetere in ambienti paludati.  Come ritengono perfino alcuni tra i Sardi!

Quasi che prima dell’arrivo dei battelli dei primi commercianti Fenici (spesso anticipato al IX sec. A.C. quando io credo che tale approccio con qualche vera influenza diretta sia databile secoli dopo), nell’Isola vagassero tribù di ingenui e sprovveduti primitivi che sopravvivevano di pastorizia, nell’attesa di portatori  del Verbo e della Civiltà, fondatori di porti e città … maestri di vita! Mi chiedo allora: è da attribuirsi a miracoli la costruzione di migliaia di torri nuragiche, svettanti anche oltre 20 metri, perfette nel progetto e nell’esecuzione? E i già citati pozzi e fonti sacre, tombe di giganti e quant’altro ha data certa di fondazione nei millenni precedenti l’arrivo dei mercanti libanesi? Negli stagni del Sinis si pescano muggini da sempre: è credibile che il metodo di conservazione (lessati nel sale e chiusi in canestri di sa zibba, un’erba molto diffusa in zona) detto  “sa merca” sia stato insegnato dai mercanti Fenici, piuttosto che inventato in loco, milllenni prima dagli abilissimi pescatori di Cabras, maestri tra l’altro nell’arte della costruzione di case di falasco e di fassonis lacustri? Forse che ai pastori consegnassero canestri di muggini marci, per millenni???

Hai indagato molto anche sui Giganti di Monti Prama, specie durante il loro restauro: perché tanto interessamento specifico? Ho avuto la fortuna di “conoscere” i Giganti di Monti Prama favorito dalla cortesia di un amico autorevole di Cabras e dalla disponibilità straordinaria delle Restauratrici del Centro di Li Punti… e seguirne le fasi del restauro per anni.  Quelle impotenti, suggestive statue, che ci sovrastano di un buon mezzo metro d’altezza, ci parlano mute ma espressive da un passato di gloria ancora tutto da esplorare! Hanno dominato il Sinis e quel territorio, a mio sentire, ne conserva ancora oggi l’impronta d’autorevolezza.  I Grandi Padri, con Occhi Solari, muti di un silenzio solenne, millenario, tutti insieme massa di grande imponenza, testimoniano le glorie dimenticate del Passato meglio di tavole incise o rotoli dipinti!

Sui Giganti ho realizzato e posto su YouTube  due filmati, un documentario sul restauro e una ipotesi in animazione sulle loro origini, che spero rendano efficacemente il mio pensiero in proposito!

La tua seconda opera propone un confronto tra la Civiltà Sarda e i suoi coevi nel mondo: ti è stato richiesto oppure è frutto di una tua ispirazione? L’input mi è giunto dall’editore: Carlo Delfino aveva fatto realizzare una “scaletta illustrata” a scopo espositivo. Mi propose di elaborarne l’idea fino a realizzare addirittura un volume! Ed  io, proprio alla luce di quanto ho sostenuto in precedenza, cioè che non tollero che la grandezza del passato sardo resti troppo spesso ignorata, mi ci sono buttato con entusiasmo e con la speranza di aggiungere un mio modesto ma convinto contributo. Rivolgendomi ad un pubblico generalista, senza distinzioni particolari ma con un occhio di riguardo alle potenzialità delle nuove generazioni, capaci di grandi cose se ben formate ed informate fin dall’inizio!

Hai qualcosa da rimproverare alla gestione divulgativa del patrimonio storico-archeologico dell’Isola? Mi indignano certe circostanze, il vergognoso “insabbiamento” di ben 30 anni delle casse con i frammenti dei Giganti nei magazzini museali, peraltro traboccanti di reperti mai studiati così come le operazioni di chiusura con cemento di domus de Janas magnificamente dipinte a spirali, scacchiere e tori rituali in ocra rossa e gialla… ma non ho titoli per contestare l’operato di alcuno. Mi rivolgo però ancora più in alto, alla mala-gestione complessiva dello Stato! Il tesoro archeologico della Sardegna è enorme, incommensurabile…ne filtra solo una piccola percentuale, il resto è ignoto al pubblico… ma c’è molto di più: l’Isola rimane un fenomeno unico perché è qualcosa di ancora vergine all’indagine profonda,  un unicum non solo Italiano ma per tutto il Mediterraneo, uno scrigno di storia ancora tutta da scrivere, spesso da ri-scrivere!!! Pertanto il massimo sforzo di indagine, di studio, di divulgazione e di corretta ed efficace conservazione andrebbe concentrato con generosità proprio a favore di questa Terra Vergine… altro che tagliarne i già magrissimi fondi!!!

In definitiva: cosa auspichi, cosa ti aspetti in merito alla grande storia che ipotizzi abbia riguardato l’Isola di Sardinia nei tempi più antichi?  Ho aspirazioni semplici ma fortemente radicate: veder trionfare la Grande Verità che riguarda la Terra del Tramonto ove nacquero gli Dei, la Terra dei Beati cui tutto l’Antico Oriente guardava come al Paradiso d’Occidente! Mi aspetto quindi il riconoscimento della Sardegna quale sede di una Civiltà di prima grandezza nel Mediterraneo più antico, un’Isola di preminente importanza per via delle sue flotte, dei suoi eserciti, del suo Popolo capace di testimonianze eccezionali. Il semplice fatto che gli Etruschi, comparsi dal nulla nell’ultimo millennio a.C. avessero per lucumoni, cioè capi di governo, personaggi Sardi è ormai notoriamente ammesso dal mondo accademico … Siamo sulla buona strada!!!

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