DAL PANE AGLI ANTICHI RITI DEL FUOCO: TORNA IN EDICOLA IL SEMESTRALE DI CULTURA "SARDEGNA MEDITERRANEA"


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La copertina ha il volto di una bimba che indossa l’antico costume di Bitti. Si presenta così il nuovo numero di “Sardegna mediterranea”, il semestrale di cultura diretto da Dolores Turchi, da alcuni giorni arrivato nelle edicole. La studiosa propone in apertura della pubblicazione un suo saggio sul sacrificio dei tophet e i riti del fuoco prendendo spunto dalla cerimonia di “Is fraccheras” avvenuta quindici anni fa a Gadoni.
Tra le ottanta pagine del numero la ricerca di Alberto Caocci sulla donna e il diritto di famiglia nella Carta De Logu con riferimento a leggi anticipatrici anche in riferimento ai minori, la recensione del libro di Tomaso Panu sulla storia di Tempio e della Gallura, il lavoro articolato di Marco Puddu su “La grande Dea Madre”, quello di Brigida Murru dal titolo “Le sante spine tra leggende e riferimenti storici”. E poi “Accabadora e la sacralità del femminino” che riprende il lavoro di Maria Antonella Arras. Non manca la presentazione di due libri, quelli di Maria Annunziata Giannotti e Maria Luisa Careddu, sotto il titolo “Racconti di pane, memorie santupredine”, firmato da Bianca Giagheddu. Nino Pinna propone un viaggio nella storia dal titolo “Rosas, la miniera viva nel villaggio minerario di Narcao”. Antonio Farina firma un articolo dedicato alla ferula, pianta familiare del paesaggio sardo. Pierfrancesco Lostia rievoca “Festas de pandela di Dorgali”, Vincenzo Piras firma l’articolo “Quando le campane hanno una storia” mentre Giorgio Flavio Pintus si sofferma sul libro “Baffi di cacao”. Non mancano le abituali rubriche proposte dal periodico, curato dalla redazione composta da Nino Pinna, Martha King, Sara Bellodi, Giovanna Salis e la stessa Dolores Turchi ed edito da Iris.

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