UN CASO EMBLEMATICO DELLA POLITICA DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: ANCHE A PESARO (CON IL CIRCOLO "ELEONORA D'ARBOREA") SI URLA "ROSSELLA LIBERA SUBITO!"


di Luigi Lilliu

Siamo assillati dalle informazioni su fatti di cronaca nera, specialmente delitti di sangue, che con pseudo indagini giornalistiche, pareri dei c.d. opinionisti e analisi di professionisti della psiche e della sociologia, sfociano perlopiù nel gossip. Ciò è sicuramente un tormento per i familiari, che oltre al dolore devono sopportare l’invadenza di estranei curiosoni su fatti e circostanze che spesso appartengono esclusivamente alla sfera privata delle persone, soprattutto superstiti, senza alcun contributo per le indagini di polizia che, anzi, se ne tenessero conto, correrebbero il rischio di esserne inquinate. In buona sostanza il bla bla bla trionfa con grande dispendio di tempo e di danaro, occupando altresì lo spazio che sarebbe sicuramente più utile dedicare al altre notizie sempre “noir” ma di attenzione diversa. Per esempio, se tale l’informazione fosse orientata – con insistenza – sulle persone impegnante in missioni umanitarie all’estero che cadono vittime di bande di sequestratori e/o formazioni di al-Qaeda o li vicino, essa  offrirebbe uno spaccato di grande rilievo sociale e di civile progresso, portando la sensibilizzazione – senza mai demordere – tra la gente e le istituzioni che da locale diventa nazionale e internazionale. Gli esecutori ed i mandanti, sia politici che di orde criminali, devono essere combattuti anche attraverso la posizione dei mass media, capace di stimolare iniziative e mettere in rilievo la responsabilità dei governanti.  In questo momento vogliamo pensare a Rossella Urru, che in missione umanitaria per conto dell’ONG CISP (Comitato  Internazionale Sviluppo dei Popoli) è stata sequestrata nel campo profughi algerino di Rabboni del Fronte Polisario (Repubblica Sahrawi), insieme ai due cooperanti spagnoli Ainhoa Fernández de  Rincon e Enric Gonyalons, la notte tra il 22 ed il 23  ottobre 2011. Sono trascorsi oltre tre mesi e l’informazioni si è sopita. Parliamo di una ragazza di 29 anni che,  proveniente da Samugheo, un paesino dell’oristanese, ha conseguito la “Laurea Specialistica in Cooperazione  Internazionale”  dedicando, con passione, le proprie energie fisiche ed intellettuali allo studio del mondo arabo ed al problema umanitario del popolo sahrawi, che lotta per l’affermazione della propria indipendenza già proclamata nel 1976, contro gli attacchi del l’esercito marocchino. Quello di Rossella è un dramma umano ed un caso di enorme rilevanza nel contesto della libertà e autodeterminazione dei popoli verso forme di civiltà e di progresso che incidono profondamente sul cambiamento storico dell’umanità, pertanto  esso non può essere lasciato al normale adempimento delle carte burocratiche.  Occorre sottolineare il valore della vita spesa per una causa così altamente nobile spronando chi di dovere a salvarla, perché una possibilità dovrà pur esserci. Al cospetto di tanti negoziati questo non può essere infruttuoso, basta volerlo ed è ciò che  chiede l’Associazione Culturale Sarda “Eleonora d’Arborea” di Pesaro,  portavoce delle comunità di sardi nella provincia di Pesaro e Urbino e dell’intera Regione Marche: “ROSSELLA LIBERA SUBITO”. L’Associazione è vicina alle sofferenze dei familiari e auspica che, con l’invocazione di tutti, Rossella possa riacquistare subito la libertà; riabbracciare i suoi cari e tornare al suo impegno civile e culturale che con questa vicenda assurge a fulgido esempio di solidarietà.     

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