IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ASSICURA: "ROSSELLA URRU STA BENE E LO STATO SE NE STA OCCUPANDO".

Giorgio Napolitano nella sua visita a Cagliari


di Ottavio Olita

 Una violazione del protocollo è stata significativa quanto la dichiarazione che Giorgio Napolitano ha voluto fare non alle autorità o alla stampa, ma agli amici, ai compaesani di Rosella Urru che stanno seguendo ogni suo spostamento della visita in Sardegna srotolando un lungo striscione con la scritta a carattere cubitali “Rossella Libera”. Uscendo dall’albergo di Cagliari nel quale aveva incontrato i genitori e il fratello della giovane cooperante che da quattro mesi è nelle mani dei rapitori che l’hanno portata via dal campo profughi saharawi nella zona meridionale dell’Algeria, il Presidente della Repubblica ha attraversato la strada, facendo momentaneamente bloccare il traffico, ed ha raggiunto la folla per dichiarare: “Le autorità italiane stanno seguendo molto bene la vicenda e, dalle informazioni che abbiamo, sappiamo che Rossella sta bene. Inoltre il Ministero degli esteri mi ha assicurato che stanno intensificando i contatti per giungere alla sua liberazione”. Applausi, lacrime, tanta commozione. Pochi minuti prima il padre Graziano, la madre Marisa, il fratello Mauro, passando davanti a quelle stesse persone, non avevano dichiarato nulla, continuando a mantenere il comportamento di grande dignità e coraggio dimostrato fin dal primo momento. La dichiarazione del presidente Napolitano è giunta quando si fa sempre più forte la richiesta di interventi diplomatici per favorire la liberazione di Rossella e dei suoi due colleghi spagnoli rapiti con lei. Al Capo dello Stato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, aveva consegnato, nel corso dell’incontro con la famiglia Urru, un appello degli emigrati sardi aderenti alla Filef redatto al termine del loro quinto congresso regionale. Anche durante alcune manifestazioni del carnevale sono stati esposti striscioni per chiedere la liberazione della ragazza. Contemporaneamente alla visita del Presidente tutte le forze politiche presenti nel consiglio comunale di Carbonia hanno sottoscritto un documento che così si conclude: “Rossella è il simbolo della solidarietà tra i popoli. E’ una giovane donna che non ha avuto paura di rischiare in prima persona pur di portare soccorso ai profughi. Rossella deve essere liberata e restituita ai suoi affetti, al suo lavoro, al suo importantissimo e ammirevole impegno civile”. E molta attenzione mediatica era riuscita a strappare Geppy Cucciari con il suo intelligente, profondo, elegante ma al contempo graffiante intervento al festival di Sanremo nel quale aveva saputo mettere a confronto modelli culturali tanto diversi, per sottolineare quanta distanza c’è tra lo spazio informativo che viene dato a chi opera per la solidarietà e quello assegnato a chi pensa soltanto al successo o all’immagine personale. Anche i tanti attestati di adesione che stanno giungendo al nostro sito dimostrano che pian piano si sta rompendo la cortina del silenzio calata su una vicenda drammatica e che riguarda quanto di meglio può esprimere il nostro popolo, e soprattutto la nostra gioventù. Bisognerà continuare a mantenere alta l’iniziativa, finché Rossella non tornerà a casa.

 

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