IL "F.A.S.I. SARDINIAN MUSIC FESTIVAL": UN PROGETTO A CURA DEL COORDINAMENTO GIOVANI CON LA FEDERAZIONE DEI CIRCOLI SARDI DEGLI EMIGRATI

Giancarlo Palermo, originario di Desulo, vive a Bologna. E' il Coordinatore Nazionale dei Giovani della F.A.S.I.

di Giancarlo Palermo

 

Il F.A.S.I. Sardinian Music Festival è il frutto della collaborazione del Coordinamento Giovani della F.A.S.I. con alcune delle realtà musicali più attive in Sardegna ed è alla sua quarta edizione (le passate edizioni hanno avuto il nome di Brinc@ Sardinian Music Festival). Analizzando la Sardegna da un punto di vista culturale, essa può essere considerata un contenitore colmo di idee e proposte appartenenti a ogni disciplina artistica. Una seconda analisi di tipo geografico, invece, non può che evidenziare gli innumerevoli svantaggi che la condizione di isola porta alla diffusione oltremare di tutta l’arte “made in Sardinia”. Delimitata da un confine assai evidente e forte come il mare, la Sardegna intesa come serbatoio di  offerta artistica, non trova quindi una adeguata valvola di sfogo che permetta il diffondersi della propria proposta al di fuori delle “quattro mura” del proprio territorio. Dai problemi originati dal territorio e dalla logistica, nasce l’idea del progetto F.A.S.I. Sardinian Music Festival il quale mira a  creare un ponte, tra la Sardegna e il resto del mondo, per tutti quegli artisti sardi che vogliono condividere l’esperienza di divulgare la propria visone artistica fuori dall’isola. Il F.A.S.I. Sardinian Music Festival si prefigge, inoltre ma non in ultimo, di dare un supporto concreto alla promozione e diffusione delle nuove correnti musicali prodotte in Sardegna. Si vuole offrire un appuntamento in cui presentare le migliori produzioni sarde fuori dalla Sardegna. Restringendo il campo d’osservazione alla disciplina della musica, possiamo tranquillamente affermare che la Sardegna vanta una realtà musicale variegata e di primissimo livello, composta di musicisti validi, costretti spesso ad emigrare per poter esprimere, esportare e far conoscere la propria arte e cultura. La proposta prende forma e consistenza dopo aver constatato che in Sardegna esiste una realtà di musicisti validi, costretti ad emigrare per poter esprimere, esportare e far conoscere la propria arte e cultura. La realtà musicale ha per definizione necessità di scambio, contaminazione e sperimentazione ed è quindi una naturale conseguenza superare i confini dell’isola per arricchirsi e diffondersi in contesti nuovi. Il progetto presentato si propone principalmente di favorire il flusso di conoscenza ed energia tra l’isola e la penisola in primis, costruendo di fatto un collegamento reale tra i musicisti sardi e le opportunità oltremare. Da sempre la F.A.S.I.  ha avuto un ruolo importante per far conoscere la Sardegna, con ricadute positive quantitative e qualitative sul turismo sardo e sull’immagine del popolo sardo. La Federazione è  da sempre impegnata nella promozione della cultura sarda fuori dalla Sardegna e con questo progetto si prefigge di supportare concretamente gli artisti sardi. In particolare si vogliono minimizzare le difficoltà che incontrano i musicisti sardi, relative alle risorse limitate disponibili, nel proporsi e farsi conoscere fuori dall’isola, la carenza promozionale, la carenza di supporto organizzativo e il limite maggiore rappresentato dal viaggio, con le sue spese e i tempi di percorrenza. Il Festival nasce sostanzialmente dalla esigenza riscontrata del confronto e del farsi conoscere, esportando quello che si produce in Sardegna, i propri usi, costumi e linguaggi. In questi anni, malgrado l’arretratezza economica e le difficoltà di potersi esibire dal vivo fuori dalla Sardegna, il valore della produzione musicale non è mai stato così ampio e di qualità, anche con un’attenzione nuova alla lingua. La Sardegna è penalizzata storicamente, e ancor più oggi, dall’insularità. La questione prioritaria per una nuova politica della mobilità è massimizzare le uscite per le esibizioni, cercando di organizzare più date (concerti)  per gli stessi musicisti. Da qui l’idea di un Festival, diffuso e condiviso tra i vari Circoli in cui far circuitare i gruppi che ogni anno vengono inseriti in esso. Nei Circoli il ricambio generazionale è difficile, c’è stanchezza e rischio di crisi. Per questo servono progetti che abbiano un impatto diretto sui giovani. A questa riscoperta è legato l’interesse per impegnarsi a fare qualcosa per la Sardegna “da fuori” e da qui la maggiore attenzione alla valorizzazione della “moderna” produzione culturale e musicale. Tale approccio può rivelarsi strategico per promuovere un aspetto innovativo della gioventù sarda, da una parte, e coinvolgere   i giovani nati in “continente” dall’altra. Per i giovani sardi di seconda generazione e oltre,  la scoperta della cultura sarda è legata soprattutto alla tradizione dei padri, ma anche alla possibilità dello scambio con il territorio e la scoperta della nuova produzione culturale e musicale, due approcci diversi che hanno la necessità di coesistere, confrontandosi e completandosi a vicenda. In questi anni si è evidenziata sempre più la difficoltà di attrarre i giovani nei circoli e ancor di più di tenerli impegnati in attività di loro interesse. Costruendo un appuntamento annuale si riesce a tenerli impegnati con uno scopo, un progetto che si svolge ogni anno nello stesso periodo. Questo permette di motivarli avendo una responsabilità precisa e ordinata, che stimoli la reciproca collaborazione tra i vari giovani impegnati nel progetto stesso. Si sente quindi la necessità di progetti su temi e modalità cari ai giovani, ideati e gestiti dai giovani stessi, in cui si possano sentire protagonisti e parte attiva dell’organizzazione, creando così un senso maggiore d’appartenenza, per esempio, attraverso un appuntamento annuale. Certamente una prima attrazione e stimolo può essere fornito dalla musica, un ottimo mezzo per avvicinare e coinvolgere le nuove generazioni.

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