IL SILENZIO INGOMBRANTE DI ORGOSOLO: QUATTRO ANNI FA LA MORTE DEL POETA PEPPINO MAROTTO

Orgosolo

di Maria Giovanna Fossati – Sardegna 24

La mattina del 29 dicembre 2007, Peppino Marotto, sindacalista poeta intellettuale di sinistra, è stato ammazzato alle dieci del mattino in corso Repubblica. Nel quarto anniversario dalla morte, l’unica cosa certa è che il colpevole del suo omicidio non ha ancora un nome: «Di questa terribile tragedia mi porto dentro il rammarico di non aver saputo più niente. L’assassino di mio padre non ha un nome e questo fa molto male. Da parte mia cerco di tenermi dentro il dolore per non trasmettere ai miei figli sentimenti di rabbia: voglio che crescano sereni, che facciano tesoro degli insegnamenti del nonno. Vorrei che la mia famiglia continuasse quel percorso che si è interrotto quattro anni fa. Mio padre e mia madre (morta nel 2010 ndr) non ci sono più, ma il loro ricordo ci aiuterà ad andare avanti». Così Lena Marotto, figlia quarantaseienne di Peppino, vive l’anniversario dell’ omicidio del padre. Come dice Caterina, la sorella di don Graziano Muntoni, ammazzato alla vigilia di Natale del 1998, a pochi passi dal punto in cui è caduto Marotto, «i fantasmi che si agitano all’interno di un omicidio irrisolto fanno provare i sentimenti più disparati tra cui l’umiliazione e l’impotenza». Peppino Marotto era un uomo conosciuto e il suo omicidio è stato clamoroso quanto quello del vice parrocco, nove anni prima. Ma i morti che non hanno avuto giustizia a Orgosolo, sono decine. L’accusa ripetuta è sempre la solita: “omertà”. Una parola che in molti rifiutano, in questo angolo di Barbagia: «Non c’è nessuno che si chieda del diritto delle famiglie e di una comunità intera ad avere giustizia» sbotta Annalisa Mereu, cinquantenne orgolese, stanca di sentirsi ripetere la fatidica frase. Il 4 gennaio 2008, a sei giorni dall’omicidio Marotto, ci sono state altre due vittime: i fratelli Egidio e Salvatore Mattana, uccisi nelle campagne del paese.«È la vendetta dei Marotto su uno dei fratelli, colpevole di essere stato l’assassino del poeta-sindacalista» dicevano le voci di paese, più volte smentite con fermezza dalla famiglia Marotto. Anche su quei due omicidi è caduto l’oblio. «Ma Orgosolo ha bisogno come il pane di scoprire il nome di questi delitti» dice Tonino Cau leader del tenore di Neoneli, l’ultimo ad aver sentito il poeta pochi minuti prima del suo omicidio. «Lo avevo chiamato per dirgli che sarebbero arrivati due miei amici milanesi a Orgosolo. Lui come sempre era disponibile a ospitarli. Un quarto d’ora dopo, mi è arrivata una telefonata che mi comunicava il suo omicidio» .Quattro anni fa, di questi tempi, gli inquirenti setacciavano palmo a palmo il breve percorso fatto da Marotto, da via Municipio dove viveva, al corso, dove è stato ucciso, davanti all’edicola. «Eppure sono cento passi» ripeteva Antonio Pitea, all’epoca prefetto di Nuoro oggi consigliere regionale, mentre percorreva a sua volta quella strada.«Lo dicevo allora e lo dico adesso – spiega Pitea–, l’omicidio Marotto da un punto di vista giuridico è ancora irrisolto, ma su quell’ episodio si sa quasi tutto. C’è un fatto certo: le risultanze conoscitive devono essere supportate da prove. E lì non c’è stata la collaborazione giusta che aiuti a dipanare la matassa giudiziaria». Così, quattro anni fa se n’è andato uno degli uomini sardi più conosciuti. Peppino Marotto era un uomo stimato. A casa sua sono passati tanti nomi noti dell’intellighenzia nazionale: da Primo Levi a Renato Guttuso, da Enrico Berlinguer e Luciano Lama. Ancora si stenta a credere che qualcuno abbia compiuto un gesto così terribile nei suoi confronti. In queste serate natalizie a Orgosolo il corso Repubblica, è avvolto dal buio pesto: tutti i lampioni sono stati sparati per un’ incomprensibile tradizione delle festività di fine anno.

Una risposta a “IL SILENZIO INGOMBRANTE DI ORGOSOLO: QUATTRO ANNI FA LA MORTE DEL POETA PEPPINO MAROTTO”

  1. Premessa: sono contro ogni tipo di violenza e soppruso, ancor di più aborrisco e condanno l’ omicidio che è un crimine inconcepibile e inaccettabile, chi toglie la vita ad altri essere umani è un assassino e un vigliacco che si sente forte con un arma in mano…. tra tanti omicidi irrisolti condanno anche l’omicidio Marotto però ora basta con stà storia “Orgosolo omertosa”!!! sembra quasi che circa 5000 abitanti abbiano assistito a fatti delittuosi e 5000 non parlano! ma siamo seri per cortesia… mell’articolo leggo anche: “Peppino Marotto era un uomo stimato.” e ancora: “Ancora si stenta a credere che qualcuno abbia compiuto un gesto così terribile nei suoi confronti.” MA VI SIETE DIMENTICATI TUTTI I GESTI TERRIBILI CHE IN GIOVENTU’ MAROTTO HA COMPIUTO VERSO ALTRI ESSERI UMANI? (è storia di orgosolo risaputa da tanti) Con questo non voglio dire che meritava questa fine, non ora che in un certo senso si era riscttato, lui che per anni in gioventù ha vissuto nell’illegalità da adulto ha deciso di “predicare” la legalità e questo gli ha fatto onore ma per cortesia smettiamolo di scrivere di Marotto come fosse un santo!

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