PETIZIONE FORMALE PER IL PROGETTO DEL RESTAURO A PLOAGHE DELLA CASA NATALE DI GIOVANNI SPANO

per la petizione, lasciare il proprio messaggio alla mail paolo.pulina@gmail.com oppure come commento a questo articolo sul blog
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di Paolo Pulina

1.“Allegru que Pascha. Allegro come Pasqua. Dicesi a quelli che sono estremamente allegri, presa la similitudine del giorno di Pasqua in cui ognuno è in festa ed è allegro”.

2. “Beni benìu: che i sa dì de Pascha. Bene arrivato come il dì di Pasqua. Complimento che si fa all’arrivo di qualche cara persona in casa”.

Sono due dei tanti proverbi sardi pubblicati dal canonico Giovanni Spano (Ploaghe, SS, 1803-Cagliari 1878) in una prima edizione del 1852 con una dedica che non compare nella seconda edizione della raccolta, notevolmente ampliata, del 1871: “Custos proverbios sardos / totu in s’experientia fundados / antigas reliquias de sa sapientia / de sos venerandos avos nostros / qui sos costumenes patriarchales / nos annuntiant / de su vivere ipsoro / a tie o chara juventude / dedico /….”.

Per tutta la vita lo Spano ha cercato di non far cadere in Sardegna l’oblio sia sulle emergenze archeologiche sia sulle ricchezze immateriali costituite dai tratti linguistici autoctoni e dalle testimonianze della sapienza del popolo sardo.

Le città e i paesi della Sardegna, quando devono citare, oggi in particolare  nei siti Internet, avvenimenti e documenti fondamentali relativi alla propria storia non possono fare a meno di fare tesoro dei risultati (notizie e testi) delle ricerche dello Spano.

Nessuno in Sardegna può dichiararsi non riconoscente nei confronti di questo infaticabile indagatore del passato dell’isola, la cui opere sono vere e proprie miniere documentali dalle quali noi possiamo comodamente  cavare preziose informazioni.

Oggi  Spano chiede non solo ai suoi compaesani ma anche a tutti i sardi  (compresi, ovviamente, quelli emigrati) un segno di attenzione non superficiale.

Il sindaco di Ploaghe Francesco Baule chiama a raccolta per un sostegno (basta una dichiarazione, una frase, una firma) al progetto che il  Comune di Ploaghe ha presentato alla Regione per  ristrutturare la casa natale di Giovanni Spano (oggi in decadimento soprattutto nella parte più antica) per farla diventare una casa-museo che sia luogo di conservazione e di studio delle  opere e delle memorie  lasciateci da Giovanni Spano.

paolo.pulina@gmail.com
Nota. Prego i lettori di questo messaggio di considerarlo una petizione formale. Mandino pure al mio indirizzo e-mail  la loro adesione, che girerò al Comune di Ploaghe.
 

33 risposte a “PETIZIONE FORMALE PER IL PROGETTO DEL RESTAURO A PLOAGHE DELLA CASA NATALE DI GIOVANNI SPANO”

  1. Caro Paolo, il restauro della casa di Giovanni Spano potrebbe mettere capo a una sorta di memorial civico dove potrebbero essere raccolti, insieme a documenti e ricordi del Canonico, anche documenti e memorie di altri ploaghesi illustri, e delle stesse tradizioni di Ploaghe. E’ una buonissima idea. Il problema è che ci vogliono buona volontà e un bel po’ di soldi: vediamo se la buonissima volontà del sindaco è capace di trovare i soldi e far vincere l’idea. Auguri. Manlio Brigaglia

  2. Caro Paolo,
    mentre ricambio gli Auguri di Buona Pasqua, vorrei essere uno tra i primi a rispondere all’appello del Sindaco Baule e tuo per il progetto di ristrutturazione della casa di Giovanni Spano a Ploaghe. Una adesione che nasce dalla mia coscienza di Sardo e soprattutto dalla conoscenza dei grandi meriti scientifici, culturali e identitari del Grande Canonico Ploaghese dell’Ottocento.
    Luciano Carta (curatore per Ilisso dell’Epistolario dello Spano)

  3. Caro Paolo, grazie degli auguri che ricambio. Ti prego di considerarmi firmatario della “petizione”. Puoi dire al sindaco Baule che sono a disposizione anche nella mia veste di parlamentare sardo. Puo’ cercarmi al cellulare quando avesse bisogno di me. On. Guido Melis

  4. Grazie Paolo, e mille auguri anche a te!
    Mi sembra un’iniziativa sacrosanta!
    Considerami tra i firmatari.
    Sergio Frau (scrittore e giornalista)

  5. Grazie per gli auguri, e anch’io ricambio sos augurios de bona Pasca Manna o Pasca de Aprile.
    Un abbraccio da estendere agli amici emigrati di Pavia e a che nde passare medas Pascas chin allegria e paghe.
    Anche noi usiamo dire, come in molte altre parti della Sardegna, cuntentu che Pasca.
    Fra qualche giorno Ti spedirò una mia personale petizione perchè la casa di Giovanni Spano diventi museo.
    A menzus bier
    Tonino Bussu

  6. Caro Paolo,
    grazie per gli auguri, che ricambio sentitamente. Ho letto il tuo
    allegato e aderisco senz’altro alla petizione per la casa del
    canonico, a cui si uniscono anche i miei genitori: Antonio Strinna e
    Francesca Budroni.
    Un caro saluto e buona Pasqua.
    Giovanni Strinna, Sassari

  7. Grazie di cuore Paolo, auguro una buona Pasqua anche a te e alla tua famiglia.
    Aderisco convinto alla petizione, perché tutti i sardi dovrebbero essere riconoscenti al grande studioso di Ploaghe.
    Un caro saluto
    Sebastiano Catte (editore, Oliena)

  8. Caru Paulu Pulina,
    sustenzo de bonu coro su prozetu, chi su Comune de Piaghe at presentadu a sa Rezone, pro onorare sas operas e s’ammentu de canonigu Ispanu. Deo matessi, a zovanedhu e mascamente candho aia cominzadu a iscriere in “S’Ischiglia” de tiu Anzelu Dettori, apo tentu azudu mannu dae s’opera de Zuanne Ispanu: manizaia donzi die su Vocabolariu sou (Vocabolariu Sardu Italianu / Italianu Sardu – Ristampa Anastatica – Editrice “3T” di Gianni e Aldo Trois, Cagliari, settembre 1972). Su Vocabolariu mi fit bistadu regaladu dae babbu e mamma a sos vint’annos.
    Sas menzus uras pro s’iniziativa, saludos
    Cristoforo Puddu (Illorai – SS)

  9. Anche la redazione di Tottus in Pari, il blog che “racconta” la Sardegna degli emigrati, che promuove le iniziative culturali dei sardi che vivono al di là del Tirreno, si unisce alla petizione promossa perchè i personaggi che hanno fatto grande la Sardegna, abbiamo per sempre il giusto riconoscimento storico e vada preservata la loro memoria nel migliore dei modi.

  10. Caro Paolo, complimenti per l’iniziativa.
    Condivido il progetto proposto dal sindaco e dall’amministrazione comunale di Ploaghe per il recupero della casa di uno dei maggiori personaggi che hanno contribuito innalzare la cultura della nostra isola.
    L’impegno per la ristrutturazione dell’abitazione di Giovanni Spano è un dovere di ogni cittadino di Sardegna.
    Luigi Ladu
    Responsabile del portale web
    http://www.luigiladu.it

  11. Caro Paolo,
    aderisco volentieri ai progetti della comunità di Ploaghe per la valorizzazione dei segni della presenza, nel paese e nella Sardegna tutta, del can. Giovanni Spano. La gratitudine per le azioni meritorie degli uomini è parte fondamentale della nostra memoria.
    Un cordiale saluto SALVATORE CUBEDDU (sociologo)

  12. Caro Paolo,
    spero che le pratiche avviate dal sindaco di Ploaghe abbiano esito positivo; e che la casa dello Spano possa non solo essere recuperata, ma anche destinata, come è giusto, alle attività culturali e di spettacolo che, grazie anche a questa Amministrazione, sono in ripresa in questi ultimi anni.
    Un caro saluto. Salvatore Tola

  13. Ciao Paolo,
    aderisco personalmente e anche come editore alla petizione
    per l’urgente restauro della casa natale di Giovanni Spano.
    A mègius bìdere,
    Francesco Cheratzu (Edizioni Condaghes)

  14. Aderisco all’appello per il restauro e la salvaguardia della casa natale del canonico Giovanni Spano a Ploaghe.
    Prof. Gianni Francioni
    ProRettore per la Didattica e l’offerta formativa
    dell’Università degli Studi di Pavia

  15. Caro dottor Pulina, come ricorderà, ai bei tempi universitari a Pavia, molto tempo ho dedicato a Spano e ai suoi studi, quindi non può non trovarmi d’accordo. Spero vivamente, la prossima volta che capiterò in Sardegna, di poter passare nella “nuova” casa-museo di Giovanni Spano.
    GIANLUCA BAVAGNOLI, filologo e critico letterario, Milano

  16. Ciao Paolo, è con queste iniziative che i sardi potranno riappropriarsi del loro essere nazione. Se cominceranno a darsi una mossa. L’idea comunque è buonissima.
    Sergio Portas (pubblicista)

  17. Gentile dottor Pulina,
    raccolgo volentieri il suo appello. Pochi giorni fa sono stato a Ploaghe, con il prof. Brigaglia, a celebrare il 150° dell’Unità. Il restauro della casa Spano si inserisce pienamente nelle attività che hanno visto città e paesi impegnati con diverse iniziative in questo anno di recupero e valorizzazione della nostra storia, di cui Spano è stato un protagonista certo non secondario.
    Resto a sua disposizione per eventuali attività o azioni a favore di questa giusta causa.
    Cordiali saluti
    Prof. Francesco Soddu, Ordinario di Storia delle Istituzioni politiche, Università di Sassari

  18. Caro Paolo, aderisco alle iniziative per la difesa della casa di Giovanni Spano.
    Ricordo che la Fondazione Siotto ha sostenuto per intero,
    dal punto di vista finanziario, la pubblicazione del primo volume dell’epistolario
    dello Spano.
    Il Presidente della Fondazione, Aldo Accardo

  19. Caro Paolo, ti ringrazio di avermi messo al corrente di questo appello per il restauro della Casa natale del Canonico Spano. Ritengo che non abbiamo neppure incominciato a pagare il debito di riconoscenza verso questo intellettuale ecclesiastico, questo sant’uomo, questo straordinario studioso che è vissuto nel discrimine tra la poesia della nostra Arcadia e quella del Romanticismo e che, attraversando tutte le branche del sapere umanistico, ha rivelato la nostra identità e unicità tanto da essere considerato veramente il padre nobile della nazione sarda. Aderisco di cuore a questa iniziativa che lo riguarda e mi avvalgo di questa occasione per complimentarmi con te, per la generosità del tuo operare nella sua direzione intellettuale e spirituale che io penso discenda direttamente dalla sua scienza e dalla sua umanità.
    Tanti auguri alla tua famiglia e agli amici comuni e a te anche un abbraccio fraterno
    Prof. Nicola Tanda, già Ordinario di Letteratura e Filologia Sarda nell’Università di Sassari

  20. Caro Pulina, aderisco con piacere a tutte le proposte formulate nel ricordare il canonico Spano.
    Cordialmente Claudio Coda, Chiaramonti (Sassari)

  21. Plaudo all’iniziativa del sindaco di Ploaghe dr. Francesco Baule, con la speranza che al più presto essa trovi piena attuazione. È il minimo di attenzione che noi studiosi di cose sarde rivolgiamo a quest’uomo umile e infaticabile, che, con la sua opera, ci ha spianato la via, rendendoci il lavoro più facile e più produttivo. Casa Spano, oltre che luogo di memoria, sarà punto di riferimento importante per chi vorrà intraprendere il difficile, ma piacevole cammino della ricerca. Salvatore Patatu

  22. caro paolo,spero tanto che il comune di ploaghe trovi la volontà e gli aiuti possibili per poter realizzare questa bella idea.il canonico giovanni spano,lo merita.

  23. Caro Paolo Pulina,
    accolgo volentieri il tuo appello e, facendo appello alla memoria, posso dire che, negli anni Settanta (ero allora segretario della Direzione Didattica del Circolo di Ploaghe), il Comune provvide a collocare una lapide nel corridoio del caseggiato scolastico di via Salis, accanto alla bella scultura del Sartorio che ritrae il Canonico. La lapide, se mal non ricordo, celebrava il primo Centenario della morte dell’illustre ploaghese. Contemporaneamente, lo stesso Comune, d’accordo con la Scuola, intitolò a Giovanni Spano le Elementari.
    Dalla fine degli anni Ottanta, di quel circolo didattico fui dirigente scolastico titolare fino al 2000. Ricordo ancora che, durante quel periodo, sollecitai più volte i docenti ploaghesi a tenere in maggiore considerazione lo Spano. Che, così pareva a me, non era molto amato dai suoi compaesani. In particolare riuscii a convincere alcuni insegnanti a far fare ai bambini di quinta una piccola ricerca su quell’uomo, con riguardo particolare alla sua casa natale, che andammo più volte a visitare a Palovilde (mi pare si dica così la piazzetta nella quale confluisce la via Minerva).
    A lavoro finito, inoltrammo una richiesta al Comune, che nemmeno si prese la briga di rispondere, volta a rilevare la proprietà di quella casa-monumento per farne una sorta di museo dedicato allo Spano.
    Parallelamente, e qui l’iniziativa ebbe successo, proposi al Collegio dei Docenti e al Consiglio di Circolo d’intitolare a Giovanni Spano il circolo didattico. Che, a seguito di apposito decreto ministeriale, fino al 2002 si fregiò di quel nome. Successivamente (io, nel frattempo, ero andato in pensione) furono accorpate scuole materna, elementare e media di Ploaghe in un unico istituto comprensivo, che prese l’intitolazione della sola scuola media (Antonio Fais).
    Ma non basta: nel corso dell’esecuzione dei lavori di risistemazione dei locali del caseggiato delle elementari, negli anni 2002/03, il bel busto marmoreo dello Spano, opera dello scultore Giuseppe Sartorio, fu rimosso dalla posizione centrale che gli era stata destinata in origine e fu relegato in fondo allo stesso corridoio, sulla sinistra per chi entra. Quasi in castigo. Della cosa, pur essendo ormai in pensione, ebbi modo di lamentarmi con alcuni docenti ploaghesi e con lo stesso dirigente che mi aveva sostituito; ma anche col sindaco del tempo (una signora di cui ora mi sfugge il nome). Da costoro ebbi risposte superficiali, molto vaghe e per nulla esaustive.
    E’ un fatto che i ploaghesi, continuo (sbagliando forse) a pensarla così, non amano lo Spano. Anche se, a dire il vero, alcuni passi importanti sono stati fatti, negli ultimi anni, in favore dello studioso ploaghese. Con pubblicazioni e convegni.
    Ecco, questo vuole essere il mio modesto contributo al tuo appello. Mi auguro che il Comune (Francesco Baule mi è cugino e figlioccio) possa portare a buon fine il progetto di acquisire e sistemare la casa natale del Canonico.
    Grazie per l’opportunità che mi hai offerto e saluti cordiali.
    Carlo Patatu

  24. Custu progetu devet andare ainnanti proite Giuanne Ispanu si lu meritat; at datu tantu a Piaghe e sa Saldigna nostra: est unu mannu.
    Bolentina Pulina (ranzolu, nonnu meu, frade de tiu Pulina, su poete) in Pirastru, Casteddu
    Nota di Paolo Pulina. Questo messaggio da Cagliari è stato ricevuto e pubblicato da Carlo Patatu, sul suo sito http://www.patatu.it/, dove compare questo stesso appello per il restauro della casa natale di Giovanni Spano.

  25. Caro Paolo,
    come ti avevo promesso, oltre alla immediata adesione formale all’appello per il restauro della casa del canonico Giovanni Spano, vorrei motivare, anche se in sintesi, l’esigenza di questo recupero e restauro per le sue valenze non solo architettoniche, ma culturali.
    Le tematiche che il canonico Spano ha toccato nelle sue opere sono state molte e di grande interesse, ma ciò che colpisce è l’aver contribuito allo studio della storia, dell’archeologia, delle tradizioni popolari, della linguistica aprendo orizzonti culturali per le nuove generazioni da approfondire e sui quali indagare.
    Pertanto la Sardegna, tramite il Comune di Ploaghe, la Regione e altri Enti Pubblici, deve favorire e realizzare questo restauro per uno dei suoi figli migliori che tanto lustro ha dato alla sua terra aprendo la strada a tanti studiosi e ricercatori che da allora si sono interessati di tali tematiche.
    Questo restauro deve essere solo l’inizio di una maggiore attenzione verso questi grandi della nostra Patria sarda che sono spesso dimenticati, mentre la conoscenza delle loro opere dovrebbe essere diffusa nelle Scuole dell’Isola e ogni sardo dovrebbe andare orgoglioso dell’esistenza di questi grandi personaggi che hanno onorato la nostra isola.
    Ma non si può amare ciò che non si conosce!
    Pertanto diffondere la conoscenza di questi personaggi, ma non solo s’intende, può diventare l’arma più forte e vincente nelle battaglie anche per il recupero dei luoghi in cui esse vissero.
    Con stima e riconoscenza per l’iniziativa
    Tonino Bussu

  26. Caro Paolo,
    ho letto, grazie a Tore Patatu, l’appello per il recupero e la valorizzazione della casa Spano a Ploaghe. Spero che il sindaco Francesco Baule riesca a convincere la Regione sarda della bontà di questo progetto, che ovviamente condivido.
    Cordiali saluti, Sandro Ruju (Sassari, storico dell’industria e del lavoro in Sardegna)

  27. Casa museo per Giovanni Spano. Eccellente iniziativa, da portare a termine.
    Grazie Dottor Paolo Pulina. Un saluto ai nostri conterranei “fratelli” di Ploaghe.
    Milano 04/05/2011
    Salvatore Perinu

  28. chi non ha ,almeno,curiosato tra le opere dell’immenso ed inesauribile nostro conterraneo canonico G.Spano, è come che un sardo ignori l’esistenza in Sardegna dei Nuraghi. Come attore del teatro in lingua sarda,ma più di tutto come sardo desideroso, assetato di conoscenza di tutto ciò che è Cultura sarda, ritengo questo nostro grande e generoso maestro uno dei più prolifici ricercatori ed insegnanti della Cultura Sarda di tutti i tempi .
    Ho sentito ,no il dovere,ma un grande desiderio insieme all’orgoglio di sardo nel potere dare la mia modesta ed umile testimonianza …
    su mari est mannu poita est fattu de stiddius …
    ossequi
    Mario Medas

  29. Egregio Sindaco di Ploaghe
    Aderisco a pieno titolo all’iniziativa di ristrutturazione della dimora del canonico ed insigne studioso (per me il più grande linguista di tutti i tempi) Giovanni Spano. Penso che la memoria di questa grandissima, nonché grandiosa, figura di sardo, di uomo e di ricercatore appassionato ed ispirato da Dio, meriti questo e molto di più. Anzi aggiungerei che la Sardegna ed, ancor più, lo Stato Italiano farebbe bene a diffondere la conoscenza di questa grande persona, le cui opere io – non sardo, ma amante della cultura e delle lingua sarda in tutte le sue parlate – non mi stanco mai di consultare.
    I miei Migliori Auguri e i più Cordiali Saluti
    Alberto Barbieri

  30. Gent.mo sig. Pulina,
    mi chiamo Giuseppe Spano e, nonostante il cognome comune, non sono un parente del famoso Canonico.
    Sono venuto solo ora a conoscenza della notizia che la casa del nostro Canonico versa nelle condizioni da lei descritte.
    Sono nato a Codrongianos e vivo a Tempio Pausania ormai da vent’anni, però il mio lavoro mi porta spesso verso il nostro Logudoro. Sono laureato in Beni DemoEtnoAntropologici e faccio parte di una piccola cooperativa (Soc. Coop. Anthemys) che da sei anni, con grande fatica ma anche grande entusiasmo, lavora nel settore della consulenza, allestimento e gestione museale e nella creazione di eventi culturali.
    Volentieri aderisco all’iniziativa e spero che si faccia maggior pubblicità a questo fatto, dato che in me desta meraviglia il non averne avuto nessuna notizia nonostante sia, come si dice, un addetto ai lavori e conosca la realtà di Ploaghe e il lavoro dell’Amministrazione Comunale.
    Recentemente il mio Gruppo di Lavoro ha collaborato con l’amico Maio Pulina (esperto in restauro e ploaghese) e con la dott.ssa Marisa Porcu Gaias per ultimare e inaugurare il Ce.Do.C.- Museo e Centro di Documentazione di Codrongianos. Andiamo particolarmente fieri del Ce.Do.C., che ha in esposizione i Retabli di Saccargia, una parte della collezione Sanna-Obino (la terza collezione di quadri dopo quella del Canonico Spano e del Mus’a), una sezione Medievale e due sale dedicate alle realtà lavorative del paese.
    La mia coop gestisce questa nostra piccola realtà già da un anno occupandosi delle visite guidate e organizzando mostre, presentazioni ed eventi che mettano in luce il museo, anche attraverso collaborazioni con aziende del paese.
    Credo che, similmente, il paese di Ploaghe sia una realtà attiva e interessante che magari va stimolata nella direzione giusta e che meriti di avere una struttura dove vengano conservati i documenti della nostra comune memoria.
    Come lei saprà, i finanziamenti per lavori di restauro esistono e possono venir utilizzati dai Comuni anche per restaurare situazioni abitative storiche o di particolare interesse architettonico. Chiaramente gli interventi non possono prescindere da accordi e collaborazioni con le altre istituzioni coinvolte, come la Sovrintendenza, la Chiesa e non ultima, la comunità del paese.
    Credo che la casa del Canonico possa rientrare tra queste realtà e possa anche diventare una casa-museo in cui magari allestire l’ampia collezione dello Spano e almeno una parte dei suoi innumerevoli documenti.
    Spero di averLe fatto cosa gradita con la mia mail e magari di vederci a Ploaghe.
    A nos bider luego. Giuseppe Spano

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