GIANNI DEIAS, DA SILIQUA ALLA TOSCANA: E' TRA I FONDATORI DEL CIRCOLO "GRAZIA DELEDDA" DI PISA

nell'immagine Gianni Deias
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di Mariella Cortès

Tra i fondatori del Circolo Grazia Deledda di Pisa, è originario di Siliqua, cittadina dell’iglesiente lasciata da giovane per frequentare la Scuola Sottoufficaili dell’Aeronautica Militare a Caserta.

Ha un ricordo particolare della sua esperienza  o un aneddoto in grado di riassumere il periodo passato all’estero? All’estero ho vissuto diversi brevi periodi. Mi recavo in missione all’estero, in varie parti del mondo, in prevalenza per missioni umanitarie o soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali. Ricordo una mix di soccorso a Quito in Ecuador. Fu un volo interminabile. Da Pisa alle Azzorre, rifornimento e partenza immediata per le Bermude, rifornimento e partenza immediata per Quito, scarico dei soccorsi e partenza per Mexico City. Quando sono arrivato in albergo non avevo più la lacrimazione agli occhi, dopo 33 ore di impiego senza dormire. La consapevolezza che il tuo lavoro poteva salvare una vita, dico solo una,  L’amore per l’umanità, ti faceva superare difficoltà enormi.

Quale pensa debba essere oggi il ruolo dei circoli dei sardi? A mio avviso c’è bisogno di un rinnovamento, di un cambio generazionale per abbandonare i vecchi schemi individualistici per poter lavorare in sinergia con almeno i circoli limitrofi per poter portare avanti progetti di interesse comune finalizzati alla conoscenza e divulgazione della cultura sarda (cultura a 360°). Rimango deluso quando sento parlare di circoli che si dedicano al solo smercio dei prodotti. Le associazioni non possono ridursi a circolo ricreativo ma devono essere dei posti di cultura dove si possano e debbano promuovere la solidarietà sociale, l’integrazione e il confronto fra culture diverse, etnie, regioni e popoli.

Pensa che i circoli dei sardi all’estero  siano abbastanza valorizzati e conosciuti dai sardi e dall’amministrazione regionale?            Non sono in grado di rispondere. Posso solo portare la mia testimonianza dei circoli friulani che ho avuto modo di conoscere a Toronto, ebbene loro sono una potenza sia in termini culturali sia in termini economici.

Quando nasce e quanti soci conta il circolo “Grazia Deledda”? Nasce nel 1998 e oggi conta circa 220 soci.

La vostra associazione organizza diverse  iniziative, molte delle quali di carattere sociale. Vogliamo riassumere le principali? La nostra associazione (ci tengo a chiamarla associazione) ha nell’attività sociale e nelle campagne di solidarietà sociali il suo punto di forza. Le principali: collabora con ong (unicef), adozioni a distanza, aiuto a singoli cittadini in seria difficoltà, aiuto a missioni nel mondo, ospedali. Le ultime aiuto per la costruzione di una scuola per i bambini Tuareg nel Malì, una scuola colpita dal sisma a L’Aquila, una bambina sarda affetta dal morbo di Arnold-Chiari, mensa dei poveri di San Francesco a Pisa e Cassintegrati de l’Asinara. La prossima sarà abbinata alla campagna “Il cuore si scioglie” in collaborazione con i soci unicoop di Pisa.

Come nasce lo spettacolo teatrale Passare il mare? Avevo il desiderio di avvicinare e coinvolgere  i sardi residenti nel volterrano con una iniziativa culturale e allora ho proposto di rappresentare questo spettacolo che è stato dal nostro laboratorio Nues. Ci abbiamo lavorato 6 mesi ma alla fine è venuto fuori uno spettacolo che è stato apprezzato a Pisa, a Pomarance e sarà replicato a Livorno e a La Spezia. Il solo dispiacere è non essere ancora riusciti a rappresentarlo in Sardegna.

Lo spettacolo si basa sul racconto di Rita Mastino, una delle tante produzioni legate all’esperienza migratoria. Ci sono stati degli esempi anche all’interno del circolo Grazia Deledda o hai partecipato o conosci altre opere letterarie di emigrazione?  Alcune storie raccontate riguardano nostri soci. Ho partecipato allo spettacolo oltre che come organizzatore anche come attore.

A proposito di letteratura: voi siete promotori del Premio Tinuccio Manca. Come nasce? Gli autori sardi possono avere riscontri anche tra i non sardi? Nasce per ricordare un nostro socio fondatore, già vice presidente, prematuramente scomparso. L’iniziativa nasce nel suo paese d’origine Pozzomaggiore e noi ci siamo gemellati con loro in modo da poterlo ricordare anche nella sua città di adozione. Grazie a questo premio le rispettive amministrazioni comunali sono entrate in contatto e mantengono regolarmente rapporti istituzionali. Il riscontro delle poesie in sardo tra i non sardi non è una cosa semplice. Degli appassionati, non sardi, vengono al premio e apprezzano l’armonia, la sonorità ma non possono certo capire la “Limba” ed è per questo che a Pisa leggiamo le poesie anche in italiano proprio in segno di rispetto per chi ci viene a trovare.

 L’informazione sarda secondo Lei dedica abbastanza spazio alla realtà dell’emigrazione?     Ritengo di no. Ho rinunciato da tempo a inviare i comunicati visto che si dà più spazio ad una sagra piuttosto che ad una iniziativa culturale che si svolge lontano dall’isola.

 Il circolo Grazia Deledda vede la partecipazione di diversi giovani. Un elemento significato dell’interesse delle nuove generazioni nei confronti della Sardegna. Gli emigrati di seconda generazione sentono comunque il legame con la Sardegna. Su 200 sono circa 60 i giovani e questo è già un segno di quanto ci tengono a rimanere ancorati alle loro radici.

Voi organizzate cene a base di prodotti sardi. Da chi vi rifornite? Esiste una “rete di fornitori”?           Le nostre cene sono ridotte alla festa della Sardegna che dura 10 giorni. Altre cene si fanno solo raramente e solo se sono abbinate a una finalità di utilità sociale. Ci riforniamo solo e esclusivamente da fornitori di provata serietà (io sono assolutamente contrario alle campagne promozionali di prodotti sardi nelle reti di grande distribuzione a bassi costi e di qualità mediocre).

La vostra ultima iniziativa ha visto la promozione di un prodotto particolare della tavola campidanese, il carciofo. Voi puntate spesso all’avviamento di uno scambio di cultura e gastronomia. Quali sono i maggiori feedback di queste iniziative? C’è una richiesta di prodotti tipici da parte di non sardi nel lungo periodo? Come dicevo promozione solo se abbinata alla solidarietà perché dobbiamo mantenere la nostra caratteristica di ente non commerciale. Ciò detto in tali occasioni riscontriamo che i prodotti che presentiamo (visto la qualità) un apprezzamento ed un gradimento al di là di ogni aspettativa. La qualità è sempre pagante.

Secondo Lei i circoli sardi sono veicoli di promozione della Sardegna?         Certo. A mio parere bisogna investire in cultura. Basta con la Sardegna è il mare. Non esiste solo il mare. Noi abbiamo iniziato la nostra attività culturale con un convegno di 3 giorni (1999) su Il Parco Geo- Minerario del Sulcis Iglesiente e grazie a questa iniziative sono decollate le Domus Amigas di quel territorio, abbiamo fatto conoscere il Breve di Villa di Chiesa di cui a Pisa si ignorava l’esistenza e proprio venerdì 23 si è ratificato a Pisa il Patto di gemellaggio tra Pisa e Iglesias. Quindi le associazioni devono servire da volano agli scambi culturali, turistici, economici tra la Sardegna e la regione di residenza.

Qual’ è, nel complesso la situazione dei sardi in Toscana? Sono ben inseriti nella società?  La città di Pisa è meta di un continuo trasferimento dall’isola che vede in prima linea gli studenti universitari. Negli anni Sessanta-Ottanta c’è stata una significativa immigrazione nelle campagne del volterrano, pastori sardi che si sono trasferiti in Toscana e che hanno dato un contributo notevole all’economia agroalimentare toscana. Sono presenti anche docenti, militari, imprenditori e liberi professionisti nonché numerosi studenti, molti dei quali hanno ricoperto e ricoprono ruoli importanti nella Pubblica Amministrazione.  Colgo l’occasione per ricordare che l’attuale Presidente del Consiglio è una nostra socia fondatrice. Quindi l’apporto della nostra comunità a Pisa e provincia è stato riconosciuto da tutti.

6 risposte a “GIANNI DEIAS, DA SILIQUA ALLA TOSCANA: E' TRA I FONDATORI DEL CIRCOLO "GRAZIA DELEDDA" DI PISA”

  1. In occasione delle prossime feste pasquali ci è gradito informarCi che stasera, alle 21:00, su Sardegna Uno Tv, via satellite e digitale terrestre, il film documentario La Settimana Santa in Sardegna. Il venerdì Santo.
    Un’ora di silenziosa immersione nelle suggestioni della Fede, delle Musiche, delle Immagini della nostra Sardegna.
    Vi saluto con affetto e vi porgo i miei più sinceri auguri di Felici Feste.
    Santa Pasqua a tutti Voi

  2. Gentilissimo Massimiliano, ebbene sì, L’Inviata de L’Arborense sono io in inchiostro e ossa, anch’io “orfana” del brillante don Giupani, speriamo di sviluppare prospettive giornalistiche interessanti anche col successore. In questi giorni esce la nostra ultima opera sul Risorgimento Sardo quindi il nostro tempo è completo patrimonio del nostro editore. Il nostro libro va a fondo della realtà Risorgimentali della Sardegna che sono state a lungo trascurate, forse perchè l’uomo bianco non è ancora venuto a darci il suo timbro per battezzarle come interessanti. Colgo l’occasione per confermare un sentito grazie per l’attenzione Massimiliano e porgerle gli auguri di una edificante e serena festività Pasquale, con sincera stima e cordialità,

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