"VOLEVO IMPARARE L'INGLESE, OGGI SONO UN MANAGER". GIANNI MASSA ORIGINARIO DI URAS, VIVE DA NOVE ANNI IN IRLANDA

Gianni Massa
Gianni Massa

di Carla Ferltrin

Viaggio tra i cervelli fuggiti dall’Italia e hanno trovato rifugio in Irlanda. Gianni Massa, nasce in Sardegna ad Uras un paese di tremila anime in provincia di Oristano quaranta anni fa. Una delle zone della Sardegna ad alto tasso di disoccupazione. Un giorno fa le valige e parte per l’Irlanda. Con biglietto di sola andata. Sono passati nove anni da quel giorno e lui è ancora a Dublino. Perchè hai scelto l’Irlanda? “Desideravo imparare l’inglese e vivere in un paese straniero . Poi ho scoperto di aver fatto anche un’ottima scelta dal punto di vista lavorativo” spiega Gianni Massa che oggi è Operations Account Manager della più grande azienda americana di software. Cosa ti piace dell’Irlanda? “Il fatto che le persone in generale sono easy going, il country side, la possibilità di avere una buona carriera lavorativa senza dover essere raccomandato – continua Gianni Massa – anche se bisogna dimenticarsi i buoni piatti italiani preparati dalla mamma. L’alternativa è mettersi dietro i fornelli. Comunque mi sono adattato bene”. Ti piace andare al Pub? “Adoro i pub come luogo di socializzazione e divertimento sano, il che significa non più di cinque pinte a serata. Ho qualche amico irlandese ed ho legato molto con una meravigliosa famiglia irlandese”. E la pioggia è un vero problema in Irlanda? “Non piove tanto nella costa est. Il problema è il cielo che è troppo spesso grigio”. La crisi economica irlandese è proprio pesante come la descrivono i media? “Direi proprio di si. Era proprio di ieri la notizia che il tasso di disoccupazione è salito al 14.6%, valore inimmaginabile fino a meno di 3 anni fa – spiega Gianni – anche se bisogna fare alcune riflessioni su come gli irlandesi stanno affrontando tale crisi. Per molti la crisi è stata una opportunità per inventarsi un nuovo business che in molti casi si è rivelato una scelta vincente. Altre persone hanno accettato lavori che non avrebbero mai fatto fino a qualche tempo prima, per esempio molte persone ai check points ora sono irlandesi e non stranieri. Questo e’ un trend che si vede in tutti i settori. Altre persone hanno investito nel futuro tornando sui libri dell’università o hanno scelto di fare dei corsi di perfezionamento. Altri sono emigrati”. Come ha reagito l’Irlandese medio alla crisi economica? “Quello che bisogna sottolineare è che l’irlandese medio non è rimasto con le mani in mano ma ha provato ad inventarsi un nuovo lavoro o accettato di fare lavori diversi. Un esempio pratico posso darlo di una persona che lavorava come Account Manager nella mia azienda e che, vedendosi recapitare la lettera di licenziamento, ha aperto una pescheria. Questo è un modo di affrontare la crisi che in Italia certamente non abbiamo. Soffriamo troppo dei modelli culturali basati sul “poco lavoro e molti soldi”, modello “veline” per intenderci”.

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