SARDI A PAVIA CON LA PUBBLICAZIONE "TRENT'ANNI DI ATTIVITA'" DEL CIRCOLO "LOGUDORO"


articoli di Filippo Soggiu, Gesuino Piga e Paolo Pulina

QUANDO TRENT’ANNI FA, AVEMMO L’IDEA DI COSTRUIRE IL CIRCOLO SARDO DI PAVIA

Nello scorrere  le sintetiche informazioni  che, anno per anno, dal 1982 al 2010, danno conto in questo volumetto  delle iniziative  realizzate dal Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia nel suo (quasi) trentennio di vita, mi assale una certa emozione. Insieme alle pagine, scorrono anche i ricordi di trent’anni di impegno e di successi che hanno portato il  Circolo “Logudoro”, con la comunità sarda che rappresenta, all’attenzione positiva sia della cittadinanza e delle istituzioni del Pavese sia delle massime istituzioni sarde,  ponendolo all’avanguardia  nelle attività che contraddistinguono il lavoro dei Circoli sardi. Questa emozione è naturale in me, incallito sentimentale, perché il Circolo venne fondato proprio  dal sottoscritto e dall’amico Gavino Ganzu, attivissimo dirigente del nostro sodalizio fino alla morte (sopraggiunta nell’agosto  2007).  In una giornata di lavoro come tante altre (siamo nel 1981), io e Gavino  eravamo  impegnati ad assemblare macchinette per caffè in una officina di Pavia. Gavino disse: “Perché non costituiamo un Circolo sardo anche a Pavia come succede in tante altre città dove sono presenti gli emigrati sardi?”. Non fu necessario  ripetere  due volte quel suo pensiero anche perché l’idea mi girava in mente da parecchio tempo. Nell’accogliere la proposta, posi una condizione ben precisa: il Circolo doveva essere, sì, un luogo di incontro e di socializzazione della comunità sarda, ma avrebbe dovuto possedere  anche e soprattutto un indirizzo elevato tale da far conoscere i valori storici, culturali e produttivi della nostra terra nella città e nella provincia di Pavia. Gettammo le basi operative per la costituzione ufficiale del Circolo (che avverrà con la registrazione formale dello Statuto presso il notaio in data 25 settembre 1982) in una nebbiosa giornata di dicembre 1981, a conclusione della prima iniziativa  promossa dal gruppo dei promotori: una gara  tra due  poeti improvvisatori sardi, tenuta nel  Palazzo delle Esposizioni,  che fu seguita da  centinaia di conterranei entusiasti. Era il segnale che il sodalizio che avevamo intenzione di fondare concretamente avrebbe funzionato nel tempo. Fra i tanti che allora aderirono vi era  un importante  gruppo di intellettuali che si sono impegnati  costantemente nel tempo (cito i nostri amici, purtroppo già scomparsi, Sandro Meloni e Antonello Ruju; mi riferisco a Gesuino Piga, Paolo Pulina, Giovanni Spanu), i quali con la loro competenza,  unita alla partecipazione di tutti gli iscritti, hanno dato un contributo straordinario per la realizzazione di importanti manifestazioni culturali, le quali sono state apprezzate dalla cittadinanza pavese,  certamente non abituata a questo tipo di proposta. È stato anche importante il contributo di altri dirigenti che è giusto ricordare per il loro trentennale impegno: Mario Deiana, da sempre segretario e/o tesoriere del Circolo; e Angela Congiu, attivissima rappresentante delle donne (oggi anche vicepresidente), sempre disponibili ed operative per tutte le necessità di ordine sociale. Infine ricordo  tutti i membri dei direttivi che si sono succeduti, che non nomino perché sono tanti, i quali hanno svolto un ruolo essenziale per i successi fin qui ottenuti. Nel 1996, a seguito della mia elezione, avvenuta nel 1994, a presidente della FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia che coordina circa 70 circoli sparsi nel territorio nazionale) ho passato il testimone al nuovo presidente Gesuino Piga (che è stato il delegato per le attività culturali in tutto il precedente periodo) e al nuovo vicepresidente vicario Paolo Pulina. Entrambi, eredi naturali della passata dirigenza,  confermati negli incarichi dal 1996  fino ad oggi, hanno dimostrato di saper svolgere con  abnegazione, passione e competenza  i compiti di loro responsabilità. Dal 1996 è proseguita e prosegue tuttora, con immutato entusiasmo, la mia collaborazione attiva, in veste di  presidente onorario, alla vita del Circolo e all’azione del Direttivo. Non ho mai smesso di mettere a disposizione dei dirigenti e in generale  dei soci  del “Logudoro” tutte le competenze e conoscenze acquisite nella FASI, prima come presidente, poi  in rapporto alle due cariche che continuo a mantenere: presidente onorario e responsabile del settore Trasporti.

Filippo Soggiu ex presidente del Circolo “Logudoro” di Pavia; presidente onorario del “Logudoro” e della FASI

 

TRENT’ANNI DI ATTIVITA’ DEL CIRCOLO “LOGUDORO” SINTETIZZATI IN 60 PAGINE

Risale alla fine del 1991 la pubblicazione del  volume documentario (192 pagine, con la  rassegna stampa e con le fotografie più significative, stampate dalla casa editrice pavese Antares) sul primo decennale di vita (1982-1991) del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia. Nel 2003 uscirono tre volumi di una ponderosa rassegna stampa (circa 500 pagine di ritagli tratti dai giornali pubblicati in provincia di Pavia e in  Sardegna) volta a documentare certosinamente l’intensissima attività del nostro Circolo nel successivo decennio 1992-2001. Il curatore della prima e della seconda  pubblicazione (di quest’ultima, per comprensibili motivi, non è stato possibile produrre una copia da consegnare in omaggio a ogni nostro socio, come avvenuto con la prima opera) è stato il dott. Paolo Pulina, attuale vicepresidente vicario e da sempre addetto stampa e responsabile della biblioteca del nostro sodalizio. A lui, che non ha mai perso occasione per pubblicizzare le nostre iniziative, si deve il 90% dei testi pubblicati nelle due opere citate. A lui  si deve anche la quasi totalità  degli articoli sulle manifestazioni del nostro Circolo apparsi nell’ultimo decennio 2002- 2010,  sui giornali sardi e pavesi e sui siti Internet che si occupano delle attività degli emigrati sardi organizzati. Oggi, nel trentennale dell’inizio dell’attività da parte di un gruppo che ha poi dato vita anche formale al Circolo “Logudoro”, come Direttivo abbiamo ritenuto opportuno dare una sintesi – inevitabilmente e, direi, dolorosamente semplificatrice – di tutte le manifestazione organizzate dal dicembre 1981 al dicembre 2010. Come si vede dalle schede riassuntive, le notevoli e assidue iniziative che sono state concretizzate dal nostro Circolo, nel trentennio 1982-2010, hanno riguardato i più diversi ambiti: dagli aspetti storici e culturali ai problemi della Sardegna (istituzionali, dei trasporti, della sanità), dalle esposizioni di prodotti alle attrazioni turistiche, con le esibizioni del magnifico folclore isolano. L’intento costante è stato quello di far conoscere ciò che la Sardegna è stata ed è nel contesto della realizzazione dell’Italia e di consentire un avvicinamento delle due realtà, quella sarda e quella lombarda. 

Gesuino Piga presidente del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia

 

TRACCIA IN PILLOLE DI TRENT’ANNI DI ATTIVITA’

Ho spesso insistito nei miei scritti sulla necessità che ciascuna comunità – anche la più piccola e marginale – conservi, preservi e valorizzi i documenti relativi alla propria attività. L’invito vale evidentemente anche per le micro-comunità che si raccolgono in qualsiasi associazione che abbia come scopo il raggiungimento di  particolari obiettivi di tipo sociale e culturale. Ogni Circolo di sardi “non residenti” (se si sono trasferiti nella penisola italiana) o “emigrati” (se si sono stabiliti oltre i confini nazionali) rappresenta un aggregato unico, irripetibile, di “vissuti” individuali e di esperienza associativa. Qualsiasi operazione che tende a raccogliere, classificare e far conoscere i documenti concernenti la vita interna e le proiezioni esterne di ciascun sodalizio non può che essere benemerita in quanto serve a fortificare i vincoli di “appartenenza” degli associati nei confronti del “loro” organismo associativo. In questo modo, cioè, i soci vengono sollecitati e aiutati a “mettere a fuoco” la loro identità associativa. Il riuscire a precisare un identikit collettivo non ha solo riflessi positivi a livello soggettivo tra coloro che operano all’interno di una determinata associazione; ha anche, in realtà, un riflesso positivo di tipo oggettivo: l’associazione si rende riconoscibile, individuabile tra tutte le altre, così come ogni persona è appunto “individuata” dalla sua “carta di identità”. L’intendimento molto pratico che è derivato da queste coordinate teoriche è stato quello di mettere a disposizione del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, dei suoi soci e dei suoi estimatori pavesi e non pavesi, sia a conclusione del primo decennio di vita  dell’associazione culturale  (1982-1991), sia nella circostanza  della celebrazione del secondo decennio di attività (1992-2001), sia oggi, nell’occasione della ricorrenza del trentesimo anno di attività (1982-2010), un archivio documentario sulle manifestazioni realizzate dal  nostro sodalizio. Affidiamo a questo volumetto  portatile il compito di conservare memoria e traccia – sia pure in pillole – di un impegno che dura ininterrottamente da trent’anni.

Paolo Pulina vice presidente e addetto stampa del Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia

 

 

 

 

 

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