BOTTA E RISPOSTA FRA MARGHERITA HACK ("LE CENTRALI NUCLEARI? PIU' SICURO FARLE IN SARDEGNA") E UGO CAPPELLACCI ("ASSOLUTAMENTE NO!")

l'astrofisica Margherita Hack

l'astrofisica Margherita Hack


ricerca redazionale

L’astrofisica si dichiara a favore del nucleare. “La creazione di nuove centrali è necessaria anche se esiste il problema della conformazione dell’Italia che è un Paese sismico. Quindi è necessario scegliere zone sicure, come la Sardegna. Se non si fosse mai rischiato non avremmo nemmeno il fuoco, saremmo ancora all’età della pietra”, ecco perché l’astrofisica Margherita Hack si dichiara a favore del nucleare.
“Il nucleare – afferma in un’intervista al Giornale – comporta pericoli e va affrontato con grande serietà, che spesso in Italia manca, e razionalmente”. La creazione di nuove centrali, dice la scienziata, è necessaria anche se “esiste il problema della conformazione dell’Italia che è un Paese sismico. Quindi è necessario scegliere con grande attenzione zone sicure, come la Sardegna”.Ora, aggiunge, con la tragedia giapponese “è perfettamente inutile fare il referendum, il risultato è scontato: ci sarà una valanga di no”.

 

“La Sardegna non vuole le centrali nucleari. E’ una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull’emozione suscitata dagli eventi avvenuti in Giappone”. Così il presidente della Regione Ugo Cappellacci replica alle dichiarazioni dell’astrofisica, Margherita Hack, che in un’intervista al “Giornale”, si dice favorevole al nucleare e suggerisce che le nuove centrali, dato che l’Italia è un paese sismico, siano costruite in zone sicure, come la Sardegna. “I fautori del nucleare propongono sempre che le centrali siano realizzate molto lontano da casa loro. Nessuno chiede di farlo a pochi chilometri dal proprio cortile. Questo è un fatto sintomatico e rivelatore, che ci convince ancora di più della nostra contrarietà”, commenta Cappellacci. “La nostra Isola ha imboccato con decisione un’altra strada: quella della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico. Inoltre, la Sardegna ha già pagato un forte tributo alla ragion di Stato, sacrificando ad essa alcuni dei suoi angoli più suggestivi. Abbiamo già dato e non intendiamo sopportare ulteriori privazioni. Anzi, poiché sono mutate le condizioni che in passato hanno permesso di far aggravare sulla nostra terra servitù militari e pesi di altro tipo, la Sardegna chiede un ridimensionamento delle stesse”. “In terzo luogo non è accettabile che col pretesto di una presunta maggiore sicurezza, si pensi di rifilare ad altri le centrali nucleari”, conclude il presidente della Regione sarda. “L’unica sicurezza che verrebbe maggiormente garantita in questo modo, infatti, sarebbe quella di chi si trova dall’altra parte del mare. La professoressa Hack potrà spendere le sue argomentazioni scientifiche con i suoi vicini di casa. In Sardegna abbiamo già scelto”.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Un commento

  1. Signora Margherita vuole una centrale la facia a casa sua! NO IN SARDEGNA ,se l’Italia si ricorda della Sardegna solo per butarci addosso tutta la mondezza scorie e compagnia bella allora a cosa ci serve l’unità ?meglio INDEPENDENZA!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *