L'AMBASCIATORE OVALE: IL VIAGGIO DI ANTONIO FALDA CON IL SUO LIBRO FRA GLI EMIGRATI SARDI DI CINISELLO BALSAMO

nella foto da sinistra: Maria Sabatini, Giuseppe Pileri Calanni, Francesco Dessì, Antonio Falda, Carla Cividini, Bruno Loi
nella foto da sinistra: Maria Sabatini, Giuseppe Pileri Calanni, Francesco Dessì, Antonio Falda, Carla Cividini, Bruno Loi

di Massimiliano Perlato

A tutte quelle persone che aspettano, già sedute, lì sulle gradinate, quel fischio di inizio, che già aspettano l’ingresso in campo e che vogliono una volta e per chissà quante volte ancora urlare insieme, vogliono vivere quella intensa ed unica sensazione che solo la domenica pomeriggio al campo, sa loro riservare. A quella gente che anche quando perdi ti consola. Quella gente che come sempre correrà e suderà insieme alla squadra, cercando di disorientare con le finte l’avversario, cercando di piazzare tra i pali la palla che conta, quella che decide il risultato, all’ultimo minuto. Quella gente che ha voglia come te di accendere le luci di questo grande spettacolo, di questa lunga, incredibile gara, che vuole portare insieme, oltre la linea bianca, per l’ennesima volta, quella palla dai rimbalzi strani, quella palla che molti chiamano semplicemente ovale. Sono le parole di Antonio Falda, classe 1962, per introdurre il suo libro “Novelle ovali, 35 piccole storie di rugby e di vita”. Falda, originario della provincia di Benevento, dall’età di 9 anni vive in Sardegna. Prima a Cagliari e poi a Capoterra, paese di origine della moglie Roberta. Ed è proprio a Capoterra, dove c’è la squadra più competitiva a livello nazionale nel rugby, che si è avvicinato a questo sport come dirigente. E così, anche per l’interessamento del circolo degli emigrati sardi di Cinisello Balsamo, guidato da Carla Cividini, Falda ha presentato il suo libro nella Sala dei Paesaggi di Villa Ghirlanda, per volere dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessorato allo Sport in particolare. La pubblicazione di Antonio Falda è edito da “La Riflessione” di Davide Zedda di Cagliari, ed è una raccolta di brevi racconti in cui, servendosi del rugby quale filo conduttore, vengono narrati i significativi ed importanti protagonisti che animano la partita, nonché la storia di coloro che con passione, dedizione ed amore, anonimamente, lavorano per far si che ogni domenica la “festa” abbia luogo. All’incontro di Cinisello Balsamo, coordinato dalla dottoressa Maria Sabatini, ha visto la partecipazione oltre che dell’autore, degli Assessori allo Sport dei comuni di Cinisello Balsamo, Giuseppe Pileri Calanni e di Capoterra, Francesco Dessì. Gli interventi, coordinati dalla presidente del circolo AMIS, Carla Cividini, si sono intervallati dalle letture di novelle del libro di Falda e dagli spazi musicali tipici sardi con le launeddas di Bruno Loi, originario di San Gavino Monreale, ma residente in Abruzzo. Al pomeriggio ha preso parte anche il dottor Bresciani, presidente della Federazione Lombarda Rugby. Un bel viaggio vitale quello proposto da Antonio Falda, partito circa un anno fa con l’uscita del libro, per veicolare si il progetto letterario, ma non solo: è stato e sarà uno strumento di conoscenza del quotidiano parlando di rugby, di amicizia e di valori esistenziali che solo lo sport sano può trasmettere. L’importanza di presentarlo ai giovani nelle scuole, perché non si parla solo di regole di gioco ma anche di vita. E’ questo ciò che ha voluto trasmettere Falda nelle sue parole di commiato dal palcoscenico milanese, definendosi non a caso “ambasciatore ovale”.

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