RAPPRESENTAZIONE TEATRALE DEL GRUPPO "CENTU CONCAS CENTU BERRITAS" DI NURAGUS ALL'A.M.I.S. DI CINISELLO BALSAMO CON LA COMMEDIA "SA MERI"

il gruppo teatrale di Nuragus al circolo AMIS di Cinisello Balsamo
il gruppo teatrale di Nuragus al circolo AMIS di Cinisello Balsamo

di Massimiliano Perlato

Per festeggiare insieme ai soci e ai simpatizzanti l’imminente Natale, il circolo AMIS di Cinisello Balsamo guidato da Carla Cividini, ha invitato in una gelida Lombardia, i rappresentanti della comitiva teatrale “Centu concas centu berritta” da Nuragus. Questa compagnia  è un gruppo eterogeneo nato nel 2000 proveniente da diverse esperienze nate sia dalla tradizione teatrale popolare nuraghese sia dall’inserimento di nuove tecniche di espressione conseguenti agli innumerevoli laboratori teatrali tenuti dal regista Bruno Venturi negli ultimi anni. Tale amalgama ha creato un gruppo coeso che nel rispetto della tradizione cerca di dare una chiave di lettura moderna e spiritosa al teatro popolare sardo. Ai promotori del gruppo si sono affiancati nel tempo altri nuraghesi giovani e meno giovani che si alternano nelle diverse produzioni. L’esordio è stato con la commedia “Cicciu Fruschedda” di Antonio Garau cui sono seguite “Arroliu mannu in pratza” e “Contus de forredda” scritte dagli stessi componenti della compagnia, “Su barricu scomunigau” di Fra Benigno, “Ogu po ogu” del maestro oristanese Lionello Loddo, presentata anche al circolo “Sardegna” di Bologna, ed altre opere sempre della tradizione sarda. Hanno partecipato alla rassegna di Guasila “Eventi d’Autunno” ed al premio “E.V. Melis” di Guamaggiore.  Attualmente la compagnia sta portando all’attenzione del pubblico la commedia in tre atti “Sa meri” di Lionello Loddo con risultati, per questi consapevoli ma non sprovveduti dilettanti, molto lusinghieri. Tanto più che il successo ottenuto al circolo AMIS è stato notevole: il salone di via Cornaggia era stracolmo. I “Centu concas centu berritas” danno una particolare attenzione al recupero della lingua sarda e delle tradizioni popolari. Per poi avvicinare i giovani alla cultura sarda, riconoscere parte attiva nella società alle persone anziane, rivalutare una cultura fino a poco tempo fa considerata minore o comunque marginale nel panorama teatrale, musicale e della poesia. Questo è  l’intento e la nostra massima aspirazione, sottolinea con particolare dovizia la leader del gruppo Anna Maria Trudu, vera anima portante del gruppo di Nuragus.

5 risposte a “RAPPRESENTAZIONE TEATRALE DEL GRUPPO "CENTU CONCAS CENTU BERRITAS" DI NURAGUS ALL'A.M.I.S. DI CINISELLO BALSAMO CON LA COMMEDIA "SA MERI"”

  1. Voglio ringraziare attraverso questo blog tutti gli amici che sono venuti a sostenerci sabato al circolo per la commedia e augurare loro un felice natale ed anno nuovo in salute ed allegria. Grazie ai responsabili ed ai collaboratori del circolo che ci hanno fatto sentire veramente a casa. a si biri cun saludi e passaisì bonas festas. atras bortas cun saludi.
    Cumpangia teatrali Centu concas centu berritas – Nuragus

  2. Ciao Massimiliano, voglio fare i miei migliori auguri di Buon Natale e Buon Anno a te, alla tua famiglia e alla famiglia di Tottus in Pari alla quale dedico le due righe che allego alla presente.
    Un caro saluto
    Lettera di un rugbista a Babbo Natale
    Caro Babbo Natale,
    inizio questa lettera così come l’avrei iniziata tanti anni fa, l’ultima a te indirizzata, la scrissi che frequentavo ancora le elementari, forse la quinta, con quel fioccone rosso, già … era proprio la quinta.
    Adesso non ricordo quali furono i doni che ti chiesi e quali fossero i doveri che mi ripromettevo in cambio, di ottemperare.
    Ma probabilmente quanto ricevetti, fu superiore alle promesse che riuscii, poi, a mantenere, di questo son sicuro.
    L’anno dopo, convinto così come i miei amici, di essere ormai grande, smisi di scriverti, smontai dalle certezze consolidate di bambino, non solo te, ma tutti quei personaggi che passo dopo passo mi avevano accompagnato da quando piccolo andavo carponi tra il salotto e la cucina, alle mie prime uscite in bici e le prime partitelle al campo.
    Il campo, dove ho imparato a stare con gli altri, più che a scuola fin da quando avevo cinque anni.
    Dove gli allenatori che nel corso degli anni si sono succeduti, mi hanno insegnato le regole di un gioco duro, sfiancante, senza fronzoli.
    Ma leale.
    Semplicemente leale.
    Caro Babbo Natale, mi piacerebbe fosse questa, quella sera di tanti anni fa, mi piacerebbe riscriverla quella lettera e ritrovarmi qui, ragazzino, seduto, come sono seduto adesso con un foglio bianco e una penna tra le dita e la punta dei piedi che tocca a malapena il pavimento.
    Così da rivivere questa mia vita, ripartendo da quel punto, da quella sera.
    Per riassaporare meglio il gusto di tutte quelle vittorie sofferte, sudate, guadagnate con tanto e tanto sacrificio e riprovare a vincerle, consapevole di quanto saranno amare le sconfitte e di quanto incideranno nella vita anche se rispetto alle partite giocate, le sconfitte, non saranno poi così tante.
    Nel chiederti quale dono vorrei scartare la sera di Natale, un desiderio ce l’avrei: mi piacerebbe che la vita si provasse a vivere come un campionato, grande come è grande il mondo, dove i miei figli, oggi ragazzi, continuassero a giocare con gli stessi amici di oggi e con la stessa palla ovale per sempre, nel tempo, con la stessa forza, la stessa determinazione, le stesse risate.
    Rispettando le regole, rispettando l’avversario.
    Risollevandosi determinati ad ogni mischia perduta, riprovando a conquistare quella porzione di terra verde che è il campo di tutti i giorni.
    Con lealtà.
    Semplicemente con lealtà
    Già … mi piacerebbe …
    Se fosse possibile sarebbe questo dono che vorrei trovare sotto l’albero.
    Se fosse possibile … se tu esistessi …

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