COME LE FERROVIE DELLO STATO HANNO CANCELLATO LA SARDEGNA: TOLTI TUTTI I FINANZIAMENTI


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Di scippo in scippo la Sardegna esce persino dalla cartina geografica delle Ferrovie. La beffa del Contratto di servizio tra lo Stato e le Ferrovie: sono cancellati tutti gli interventi che erano previsti nell’isola. A denunciarlo sono stati in maniera bipartisan due parlamentari sardi: Francesco Sanna (Pd) e Mauro Pili (Pdl)

Il senatore del Pd Francesco Sanna si è accorto a Palazzo Madama, in commissione, che l’aggiornamento del Contratto di servizio Stato-Ferrovie per il 2009-2011, «conferma la pesante influenza negativa delle decisioni del governo Berlusconi sugli interventi infrastrutturali della Sardegna». Nel capitolo opere «programmatiche» la Sardegna «è sparita». E’ stata cancellata innanzitutto la velocizzazione del percorso dei treni fra San Gavino, Sassari e Olbia, del costo di 607 milioni di euro». Dato che sono stati tolti i due milioni per la progettazione «sino a tutto il 2011 l’opera non riceverà finanziamenti e rischia quindi di scomparire in via definitiva». Inoltre non ci sono più i 23,3 milioni dei 129 totali previsti per il potenziamento della tratta Cagliari-Oristano. Stessa sorte hanno subito i 50 milioni destinati allo sviluppo della flotta navale per combinare il trasporto via mare e il treno. Risultato? Secondo il senatore del Pd «niente più navi con treni a bordo con destinazione Sardegna». Per quanto riguarda la Legge Obiettivo «nessuna risorsa è destinata alla Sardegna. E non ci si salva, ha detto Sanna, neppure con i fondi comunitari, il Fesr della programmazione 2007-2013. Infatti sui 1.649 milioni di euro del Piano operativo nazionale destinati a migliorare il trasporto su rotaia, per la Sardegna non c’è un solo euro. Tutta la dotazione finanziaria va a Puglia, Campania, Sicilia e Calabria». L’unica cosa rimasta nell’aggiornamento del Contratto di servizio, ha segnalato Francesco Sanna, sono gli 11 milioni per il raddoppio della Decimomannu-San Gavino, ma di questi, 5 sono finanziati dalla Regione. Bloccati, invece, i 7,7 milioni per la nuova stazione ferroviaria all’aeroporto di Elmas, struttura che, ha ricordato Sanna, «non solo rafforzerebbe i collegamenti tra Cagliari e l’a eroporto, ma inaugurerebbe una nuova interconnessione diretta con i centri urbani dell’hinterland e soprattutto Iglesias e Carbonia». Mauro Pili, deputato del Pdl alla Camera, ha già presentato un’interrogazione al governo e a scanso di equivoci ha avvertito: «Non voto questo piano perché cancella la Sardegna dalla rete ferroviaria italiana, è incostituzionale, grave e lesivo della coesione nazionale». In commissione Trasporti, Pili è intervenuto in modo critico e ha detto che a suo avviso la Regione dovrebbe presentare ricorso alla Corte costituzionale. «Non solo hanno cancellato le poche risorse che c’erano, non solo non hanno restituito il maltolto degli anni passati, ma nel fascicolo hanno persino cancellato la Sardegna dalla cartina geografica». Pili ha attaccato in commissione l’amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia, per un «piano irrazionale, illogico e privo di qualsiasi equilibrio». Nell’interrogazione presentata con Settimo Nizzi, Bruno Murgia, Carmelo Porcu e Paolo Vella, Pili ha sollecitato una «rimodulazione che tenga conto anche della Sardegna». Non solo: chiede al governo di «inserire l’isola fra le regioni dotate di una rete ad alta velocità per colmare il divario che la penalizza».

 

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