TOTTUS IN PARI, 317: PUZZLE D'UNITALIA (il concorso "Fratelli d'Italia" della F.A.S.I. per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia celebrato per immagini)

Tottus in Pari, numero 317 - novembre 2010
Tottus in Pari, numero 317 - novembre 2010

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Una risposta a “TOTTUS IN PARI, 317: PUZZLE D'UNITALIA (il concorso "Fratelli d'Italia" della F.A.S.I. per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia celebrato per immagini)”

  1. Spett.le Redazione “Tottus in pari”
    scrivo in merito all’articolo “La suonatrice di launeddas” apparso sulla vostra testata nel n. 305
    di settembre 2010, a firma della giornalista Maria Grazia Marilotti.
    Essendo stata tirata in ballo nel testo dell’articolo, senza per altro essere stata interpellata,
    terrei a precisare quanto segue:
    la mia passione per le launeddas non nasce sull’onda dell’entusiasmo di Federica Lecca,
    come scritto, semplicemente perchè – e qui ammetto sinceramente tutta la mia ignoranza! – quando poco
    più di un anno e mezzo fa sono arrivata ad iscrivermi alla Scuola Civica di Musica di Capoterra, non
    conoscevo nomi noti e meno noti dei suonatori/suonatrici di questo meraviglioso strumento.
    (Può sembrare strano, ma è vero: il mio è un percorso anomalo, i miei obiettivi non sono ambiziosi come
    quelli di Federica, sono ristretti ad una ricerca del tutto personale sullo strumento, sulle sue ancestrali vibrazioni
    e più in generale sulla scoperta delle nostre tradizioni musicali).
    Pertanto, non me ne voglia Federica, ma io non sapevo nemmeno chi fosse sino a pochissimo tempo fa.
    Ora, grazie alla stampa, al vostro giornale in rete e al più noto internet social network, mi sono fatta un’idea…
    Tanto di cappello, quindi: il suo percorso le fa onore, ma personalmente avrei qualche dubbio
    sul fatto che sia lei la apripista in questo mondo di suonatori quasi esclusivamente maschile.
    Si ha memoria e si racconta, per esempio, di una donna di Cabras che suonava le launeddas negli anni ’50.
    Non è poi così tanto lontano, sarebbe interessante a questo punto approfondire la ricerca, chissà se esiste una
    qualche documentazione, cosa si racconta di lei…
    E non bastano certo le dita di una mano per contare le donne che negli ultimi tempi si cimentano sempre più
    numerose in questa forma d’arte, come affermato nell’articolo: ne occorrono sicuramente di più.
    Soltanto il M° Orlando Mascia, citato nel testo, ha al suo seguito almeno una decina di allieve,
    provenienti dalle varie scuole in cui trasmette questa arte; ma potrei citare, per esempio, anche il M° Rocco Melis
    che si è esibito lo scorso settembre insieme a due allìeve, in occasione dell’inaugurazione della statua
    del “suonatore di launeddas” a Collinas… E chissà magari quante altre, non è che ci si conosca tutte anche se
    “il paese è piccolo…”
    Mi pare che l’argomento “launeddas in rosa” ultimamente faccia tendenza.
    Per questo, vista l’attenzione che si sta mettendo, concludo chiedendo gentilmente alla
    dott.ssa Marilotti (che ha già scritto più di una volta sull’argomento) che si impegni affinchè
    le informazioni date in pasto agli utenti siano più conformi alla realtà e quanto meno verificate prima della
    pubblicazione.
    Ringrazio per la cortese attenzione e porgo cordiali saluti.

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