COSI' RICORDAVAMO SU "TOTTUS IN PARI" 4 ANNI FA NEL GIORNO DELLA SUA SCOMPARSA, ANDREA PARODI, L'EX LEADER MUSICALE DEI TAZENDA

quando gli emigrati sardi incontrarono Andrea Parodi a Milano: nella foto con Carla Cividini, Filippo Soggiu, Tonino Mulas e Virgilio Mazzei

quando gli emigrati sardi incontrarono Andrea Parodi a Milano: nella foto con Carla Cividini, Filippo Soggiu, Tonino Mulas e Virgilio Mazzei


di Massimiliano Perlato

Il grande pubblico lo ricorda come la voce dei Tazenda, per l’impresa di aver reso “pop” una lingua difficile e affascinante come il sardo (con brani da pelle d’oca come “No Potho Reposare”) e per il successo sanremese con Pierangelo Bertoli di “Spunta la luna dal monte” (premio della critica alla kermesse canora nel 1991). Solo una nicchia di aficionados isolani ha invece seguito il percorso artistico solista di Andrea Parodi, che ai riflettori della popolarità ha preferito una carriera da indipendente, lontana da compromessi commerciali e case discografiche, ma ricca di soddisfazioni e collaborazioni importanti: Noa, Al di Meola e Mauro Pagani, per fare solo qualche nome. Il cantante è tornato di recente nel piccolo schermo a livello nazionale,ospite della trasmissione mattutina di Maurizio Costanzo. E lì, irriconoscibile per i capelli rasati – tutti se lo ricordavano con una lunga chioma e, negli ultimi anni, una folta barba quasi da asceta – ha cantato con la sua voce unica, ha raccontato di sé e della malattia incurabile che lo ha colpito. Proprio poche settimane fa era stato protagonista di un mega concerto a Cagliari dove migliaia di persone lo avevano applaudito per l’ultima volta. Si è spento, stroncato da un tumore, Andrea Parodi, l’ex leader dei Tazenda. Da tempo malato, era da due giorni in coma a causa di un tumore che aveva scoperto di avere circa un anno fa. Nonostante la grave malattia che lo aveva colpito, Parodi anche negli ultimi tempi non aveva smesso di lavorare e di esibirsi in pubblico. Dopo aver ricevuto il 2 settembre a Siligo (Sassari) il premio speciale della Fondazione ‘Maria Carta’, Andrea Parodi è salito per l’ultima volta su un palco il 22 settembre. Quella sera all’Anfiteatro romano di Cagliari si è svolta quella che stata definita la festa del “raccolto”, un concerto-omaggio alla carriera dell’artista sardo-ligure considerato una delle figure centrali della scena sarda e nazionale. Insieme con Gigi Marielli e Gino Camedda sono tornati per una sera i Tazenda e l’inconfondibile voce di Andrea Parodi aveva intonato “Desvelos”, un brano breve e intenso fatto proprio per esaltare le sue doti canore. Poi una serie di classici: da “Carrasecare” a “Sa Festa”, da “A sa zente” a “No potho reposare”, da “Disimparados” a “Pitzinnos in sa guerra” (nato da una collaborazione con Fabrizio De André). Il finale, tra lunghi applausi, era stato dedicato a “Nanneddu meu” e ad una suggestiva versione vocale del “Deu te salvet Maria”. Andrea Parodi ha lasciato la moglie Valentina e due figlie. Commovente il commento di Piero Pelù, cantante fiorentino, ex leader del gruppo Litfiba e grande amico di Parodi: “Andrea mi ha insegnato a capire una terra che ho sempre amato e grazie a lui ho scoperto la faccia meno conosciuta della Sardegna, ma non per questo meno importante. Spero che nel tempo anche le istituzioni sappiano essere all’altezza del grande bagaglio di cultura sarda che Andrea ha sapientemente divulgato in giro per il mondo”. Sul suo sito, www.andreaparodi.it, è comparso anche l’ultimo saluto all’artista: “C’é un momento, fra la notte e il giorno, che non è né notte né giorno. Quello, è un momento di AbacadA… Dopo la sua AbacadA, Andrea ora canta e canterà sempre ancora per noi, nell’aria, e dovunque. Perché ‘La vita è bella’. Buon viaggio, capitano!”.

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