I SARDI DI BERGAMO HANNO FESTEGGIATO I DIECI ANNI DI ATTIVITA' DEL CIRCOLO "MARIA CARTA" CON MANIFESTAZIONI FOLKLORISTICHE

sul palco: il gruppo folk "Oleri" di Ovodda, il presentatore Giuliano Marongiu e la Presidente del "Maria Carta" Sisinnia Bua

sul palco: il gruppo folk "Oleri" di Ovodda, il presentatore Giuliano Marongiu e la Presidente del "Maria Carta" Sisinnia Bua


ci riferisce Sergio Oggiano

Ambasciatore non porta pena, anzi: quelli in questione, i Circoli cultuali sardi, hanno con sé un immenso bagaglio culturale. Considerati dei veri e propri ambasciatori delle tradizioni della Sardegna, in Italia sono più di settanta. La Lombardia ne conta venti e Bergamo non fa eccezione: in via Moroni si trova il Circolo culturale sardo «Maria Carta» che proprio in questi giorni festeggia il decimo anniversario di fondazione. La cultura sarda – cucina, canti e balli – trova le sue radici nella pastorizia, attività su cui l’economia isolana si è appoggiata per secoli. Il canto a tenore è il canto dei pastori: si tratta di gorgheggi attraverso i quali i «tenores» intonano la musica su cui ballare mentre le «launeddas» sono uno strumento musicale tipico composto da tre diversi tipi di canne. Una forte coralità caratterizza i balli sardi, in cui un suonatore di organetto o fisarmonica accompagna il corpo di ballo, che si esibisce in diverse coreografie. Gli abiti tradizionali da donna e da uomo, interamente fatti a mano, si compongono rispettivamente di «muccadores» e «berrita» – fazzoletto e berretta – «sa’ ammisa» – camicia – «su cippone» e «su zippone» – giacchino da donna e da uomo – «sa’amminiscedda »e «su saucciu» – gonna e grembiule – «su pedde, ‘arthones de ispiha, ‘arthones de urvessu e ‘arthas» – gilet, calzoni, gonnellino e ghette -. Tra i piatti tipici figurano il porceddu – maialetto alo spiedo -, la pecora in cappotto – stufato di pecora, patate e cipolle -, i malloreddu – gnocchetti di semola con sugo di salsiccia e pecorino – e i numerosi dolci, tra cui i mostaccioli. Senza dimenticare i valori su cui si fonda la cultura sarda: senso della  famiglia, ospitalità per i forestieri, amicizia, rispetto e lealtà. La cultura e il folclore sardo che si sposa con quello bergamasco, imparando l’uno dall’altro. Questo è il Circolo culturale sardo «Maria Carta» e lo spirito che lo anima. Lo si sente vivo nell’aria e lo hanno spiegato  alla platea di oltre un centinaio di persone il presidente onorario Mario Pomesano e l’attuale presidente Sisinnia Bua nel corso dei festeggiamenti per i 10° anniversario del circolo. Nell’auditorium dello Spazio Polaresco è proprio il presidente onorario, nonché uno dei padri fondatori del circolo, a introdurre il tema della giornata di festa e dar inizio a una domenica molto particolare, intitolato a Maria Carta, una cantante sarda scomparsa nel ’94 espressione tra le più elevate del folk sardo, il Circolo strizza l’occhio alla città che lo accoglie, Bergamo. Con i sui circa 200 iscritti, tra sardi e simpatizzanti, molti dei quali bergamaschi, il circolo si propone di far conoscere le tradizioni e la storia della terra di origine imparando quelle di Bergamo grazie a una commistione di iniziative culturali che vanno da mostre e presentazioni di libri, racconti e conferenze. Ieri è stato possibile immergersi nel clima sardo-orobico grazie anche al Gruppo Folk bergamasco « I Beghèt» di Bagnatica che ha aperto i festeggiamenti tra costumi tipici e le note della particolare cornamusa orobica, la conferenza su uno degli strumenti a fiato tradizionali sardi , le launeddas, e poi il coro polifonico del Ducati di Pazza Pontida e lo spettacolo «Cantare la Sardegna 2010». Infine, l’esibizione del gruppo «Oleri» di Ovodda (Nuoro). Un ringraziamento all’impegno culturale del circolo da parte del neo membro onorario, il presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo, Massimo Fabretti.

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