SANITA' SARDA, LE CIFRE FANNO PAURA. PER IL DISAVANZO, CRITICHE DALLA CORTE DEI CONTI ALLE ULTIME GIUNTE ISOLANE


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Saldo negativo, la sanità è in sofferenza. Nel 2008 il disavanzo della sanità sarda è stato di 184 milioni 926 mila euro, nel 2009 è cresciuto, attestandosi sui 225 milioni 675 mila euro che sono diventati 301 milioni 347 mila alla fine del 2009, per effetto di una parte residua di disavanzo dell’anno precedente. Cifre pesanti, emerse nella relazione di sintesi della sezione di controllo della Corte dei Conti (presidente Mario Scano, relatori Maria Paola Marcia e Lucia D’Ambrosio), che ha deliberato sull’esito del controllo finanziario sulle gestioni delle Asl sarde, dell’Azienda ospedaliera Brotzu e delle aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari. Il disavanzo del 2008, secondo la ricostruzione dei magistrati contabili, era stato ridotto a 75 milioni 672 mila euro grazie alle coperture reperite dalla Regione sul proprio bilancio 2008 (per 109 milioni 254 milioni di euro), mentre per coprire la restante parte di disavanzo (pari a 75 milioni 672 mila) la Regione – si legge – provvederà con risorse del proprio bilancio 2010. Nel 2009, invece, il disavanzo complessivo di oltre 300 milioni di euro verrà coperto attraverso l’attribuzione di ulteriori risorse al finanziamento della spesa corrente degli enti da parte della Regione: 78 milioni 495 mila euro per il 2008 e 241 milioni 504 mila 419 per il 2009. Non sono mancate pesanti critiche all’operato sia della giunta di centrosinistra (presidente Soru, assessore Dirindin) sia a quella attuale (presidente Cappellacci, assessore Liori). Nella loro premessa, i giudici amministrativi evidenziano che «la Sardegna non ha rispettato gli adempimenti previsti per il 2007, non ha rispettato le scadenze previste per la verifica annuale per l’anno 2008 (ritenendo «insufficiente» la documentazione trasmessa) e non ha ancora approvato (alla data prevista, quella del 4 novembre 2009) il Programma annuale per il 2009». Gli «inadempimenti», per la Corte dei conti, riguardano «la mancata valutazione dell’operato dei direttori generali per il 2008 e il 2009 e l’insufficienza dei riferimenti normativi che consentirebbero la decadenza automatica degli stessi; i mancati obblighi informativi con riguardo ai Lea, i livelli essenziali di assistenza; il mancato rispetto del limite di spesa farmaceutica ospedaliera e residenziale; la mancata fornitura del piano di formazione continua al personale del Sistema sanitario regionale e delle condizioni per la sua verifica; il mancato rispetto del tetto di spesa per il personale; il mancato rispetto del limite di incremento dei costi di produzione». Riguardi la situazione patrimoniale delle Asl, «nel 2007 i crediti vantati dalle Aziende nei confronti della Regione è pari a 720 milioni 541 mila euro e lo stato patrimoniale 2007 espone una condizione debitoria attestata su complessivi 931 milioni 323 mila euro». Infine, la Corte sottolinea che «nel 2008 la consistenza dei crediti vantati nei confronti della Regione è pari a 457 milioni 352 mila euro, mentre lo stato patrimoniale 2008 espone una condizione debitoria attestata su complessivi 826 milioni 798 mila euro».

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