La F.A.S.I. fa sentire la sua voce: "No all'esclusione degli emigrati dalla continuità territoriale"

di Tonino Mulas – Presidente F.A.S.I.

 

La FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) protesta vivamente per la decisione di CAI / ALITALIA di interrompere l’applicazione della continuità territoriale per coloro che nati in Sardegna, sono residenti fuori dall’isola.

Le tariffe della continuità territoriale sono previste per superare gli svantaggi dell’insularità. È bene ribadire che questi svantaggi continuano a permanere per tutti i cittadini che viaggiano per e dalla Sardegna, e in particolare per gli emigrati.

Dopo i pronunciamenti dell’Unione Europea, pur non essendo previste dalla nuova convenzione, queste tariffe "compensative" e "riequilibratici" erano state applicate autonomamente, anche grazie a un accordo non scritto fra Compagnie, (Alitalia – Air One – Meridiana) Regione Sardegna e Governo. Nei giorni scorsi sono state unilateralmente e improvvisamente eliminate da Alitalia.

Gli emigrati sono costretti di nuovo a sottostare a tariffe esose per tornare in Sardegna.

Le tariffe troppo care sono un danno per tutti, ma soprattutto per l’economia isolana. È ora di passare decisamente all’applicazione concreta del principio, riconosciuto a livello europeo, ma finora disatteso, del superamento dello "svantaggio" dell’insularità.

Chiediamo subito il ripristino delle tariffe "calmierate" per gli emigrati.

Non è possibile che proprio la compagnia che ha goduto del privilegio e dei vantaggi dell’intervento pubblico, scarichi i suoi problemi sulla fascia di cittadini più deboli.

Chiediamo al Ministro Matteoli, al Presidente Cappellacci, all’Assessore ai Trasporti Lorettu della Regione Sarda, ai parlamentari sardi di intervenire urgentemente.

Ma chiediamo soprattutto che si avvii l’iter di una nuova legge che preveda l’applicazione integrale della continuità territoriale per tutti i cittadini europei e per le merci.

La FASI, i suoi 70 circoli, i suoi 18.000 iscritti e le loro famiglie si mobiliteranno contro questa ennesima ingiustizia che colpisce  300 mila sardi emigrati in  "continente".

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