Guadagnare tutelando l'ambiente con l'apicoltura

di Massimiliano Perlato

 

L’apicoltura in Sardegna attualmente viene esercitata da circa 2mila apicoltori, che allevano 50mila alveari ottenendo una produzione che oscilla tra i 15mila e i 20mila quintali di miele, per un valore economico tra i 4 e gli 8 milioni di euro. La tipologia dei mieli prodotti in Sardegna è molto varia. Accanto ai mieli tipici riconosciuti, come Corbezzolo, Asfodelo e Cardo, abbiamo rilevanti quantità di millefiori e di Eucaliptus a cui si affiancano mieli uni floreali molto pregiati: Agrumi, Rosmarino, Lavanda, Erica, Castagno, Cisto, Timo e Sulla. Negli ultimi anni l’attenzione e l’interesse per l’apicoltura in Sardegna sono cresciuti, così come la professionalità degli apicoltori e la qualità delle produzioni. L’apicoltura è un’attività economica sostenibile che utilizza risorse ambientali rinnovabili, che può essere svolta con l’impiego di ridotti capitali ed in particolare senza capitale fondiario. All’attività pronuba delle api deve essere attribuito il merito della conservazione e riproduzione di migliaia di specie vegetali e il mantenimento della biodiversità. Nello svolgimento dell’importantissimo e insostituibile ruolo ambientale le api forniscono all’uomo una serie di produzioni (miele, propoli, pappa reale, cera e altro) che possono essere utilizzate per scopi vari, da quello alimentare a quello cosmetico, medicinale, artigianale e industriale. L’apicoltura può costituire nel futuro un comparto portante e rappresentativo di uno sviluppo rurale sostenibile. Al mondo delle api, infatti si associa la qualità delle colture frutticole, la conservazione di molte specie vegetali e del paesaggio rurale, la tradizione dei lavori agricoli. Il miele è inoltre simbolo di un’alimentazione sana.

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