Don Gianmarco Lai, missionario dal 1985 in Madagascar per combattere la povertà

di Giacomo Mameli

 

Ha rischiato due volte l’arresto per difendere la sua radio, Radio Masàva, voce libera del Madagascar nella regione di Ankililoaka, parte sud della quarta più grande isola del mondo, Oceano Indiano, canale del Mozambico. "La cronaca da fastidio anche laggiù. I notiziari sono d’informazione pura. Viviamo in mezzo alla povertà e raccontiamo i disagi dei senza casa e dei senza acqua, trasmettiamo i necrologi radiofonici. News che danno fastidio al potere e la polizia è arrivata per chiudere la radio. Gli abitanti del villaggio si sono schierati in massa evitando il mio arresto". Don Gian Marco Lai, 62 anni, di Perdasdefogu, è da più di un quarto di secolo superiore del Distretto dei Salesiani in una delle zone più povere del mondo. Pochi dati fanno capire che cos’è questo Paese lontano dove un sardo porta luce e cultura: "diciotto gruppi etnici, mortalità infantile all’88%, vita media sui 54 anni, reddito pro capite di 930 dollari all’anno, quasi il 60% della popolazione analfabeta". Gian Marco è di quei sacerdoti-coraggio che vivono nelle paludi, non sui palcoscenici della politica. Non veste la porpora ma il saio. Dal 1985 dirige una missione di 120mila abitanti. L’impegno principale? "La lotta alla povertà, alla fame, alla sete. Predichiamo il vangelo, certo. Portiamo il messaggio educativo di don Bosco. Abbiamo messo al centro della nostra attività l’istruzione. Gestiamo 17 scuole elementari, una media, una superiore per 4mila studenti. Alcuni nostri alunni sono diventati docenti". Istruzione. Voglia di libertà. E lotta contro la sete. Che si combatte con la costruzione di pozzi. La realtà è fatta di miseria estrema, con ragazzi che muoiono di malattie come la lebbra, la tubercolosi, il tifo e l’epatite. "Gli ospedali non esistono. Avere cure è impossibile. Si muore di stenti. La disoccupazione è alle stelle, chi lavora nelle risaie incassa un euro al giorno". Tante parole che raggelano di don Gian Marco. "La corruzione è molto diffusa. L’ex Presidente è stato arrestato per tanti imbrogli. Le tangenti sono elevatissime". Rimbalza prepotente il problema della sete. Don Lai: "Ci stiamo rendendo conto che è sempre più difficile trovare l’acqua. Si devono costruire pesanti collari in cemento da calare ad uno a uno. I pozzi di Ankipola e Matsà raggiungono 36 metri di profondità". Qualcuno chiede se i disperati fuggono dal Madagascar. "Non è possibile, l’Oceano non è il Mediterraneo, sarebbe una grande bara. Se non aiutiamo la gente a migliorare le loro condizioni di vita, li costringiamo ad emigrare verso un mondo spesso molto più ostile di quello che si abbandona. Tutto sarebbe risolto se ci fossero le trivelle, ma in tutta la provincia di Tùlear, grande quanto la metà dell’Italia, non si trova una trivella per scavare un pozzo, siamo all’assurdo. C’è qualcuno che mi può inviare una trivella? Dio lo santificherebbe". Cronache dalla preistoria. Mamme con nidiate di figli nei villaggi di capanne di paglia e fango, anziani che muoiono per strada. I salesiani in Africa li aveva voluti don Bosco. Oggi sono migliaia dal Marocco a Città del Capo. La prima missione in Madagascar comincia in una foresta nella tribù Sakalava. I salesiani si fanno apprezzare, creano scuole professionali. E gli aiuti dell’Occidente? "Arrivano con le offerte sul conto corrente postale 36885028 intestato a Fondazione don Bosco nel mondo Onlus, causale per don Lai – Madagascar. Riceviamo molti aiuti anche dalla Sardegna. Ma i problemi sono giganteschi". E i rapporti con il potere locale? "Difficili. Ma capiscono che siamo un aiuto per le popolazioni".

8 risposte a “Don Gianmarco Lai, missionario dal 1985 in Madagascar per combattere la povertà”

  1. Ho letto l’ articolo del 2oo9. SONO SBALORDITA . Come si può vivere in quelle condizioni. Speriamo nella generosità del " prossimo " e nella " FEDE DEL BUON DIO". Un caro saluto, e un " BUON NATALE " 2o1o. CIAO FRANCESCA E TONIO.

  2. BUONA SERA DON MARCO, DA MOLTO TEMPO NON ABBIAMO SUE NOTIZIE. SPERIAMO CHE DA VOI VADA TUTTO BENE , E CHE IL LAVORO DELLA MISSIONE STIA DANDO BUONI FRUTI. RICEVA DA ME E DA MIA MOGLIE FRANCESCA GLI AUGURI DI UN BUON NATALE E UN SERENO NUOVO ANNO.

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