Virus AH1/N1: primo contagio in Sardegna. Giovane di Sassari rientrata dall'Inghilterra

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Dopo una serie di falsi allarmi, è stato diagnosticato il primo caso di infezione da virus AH1/N1 in Sardegna. Una ragazza di circa trent’anni è stata ricoverata nel reparto di Pneumotisiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari. Presentava i classici sintomi influenzali, ma era da poco rientrata da un viaggio in Inghilterra. Ecco perchè, trascorsi un paio di giorni a letto con il consueto febbrone e con un fastidioso mal di gola, dato che il livello del termometro non accennava a scendere, la giovane ha deciso di rivolgersi al proprio medico. A questo punto sono scattate tutte le misure sanitarie di prevenzione. Prima è intervenuta a domicilio l’equipe del 118, dopodichè i medici hanno ritenuto più prudente un ricovero ospedaliero. La paziente è stata sottoposta a test ematochimici che hanno dato esito positivo al virus dell’influenza cosiddetta «messicana». Sono stati subito attivati, ancor prima di conoscere il risultato degli esami di laboratorio, tutti i protocolli necessari ed è stata allertata l’Unità di Crisi, composta da personale qualificato AOU-ASL, e il Servizio di Igiene pubblica della Asl, che ha competenza nel territorio della Provincia di Sassari per la sorveglianza sanitaria. La persona che ha contratto la nuova influenza sta bene, risponde perfettamente alla terapia e in poche ore ha sfebbrato. Resta comunque in atto, in via precauzionale, l’isolamento come misura di massima sicurezza per gli altri degenti e il personale sanitario. Non è stata sottoposta a cure particolari e non gli sono stati somministrati particolari farmaci. L’influenza ha avuto il decorso di una qualsiasi forma virale. Nell’arco di un paio di giorni, dunque, la ragazza potrebbe lasciare il reparto di pneumotisiologia e rientrare a casa. Il virus può rivelarsi pericoloso solo per le persone con un sistema immunitario fortemente debilitato. Stiamo parlando di cardiopatici, anziani o pazienti trattati con la chemioterapia. Per le persone sane, si tratta di una normalissima febbre alta. La raccomandazione, in ogni modo, resta sempre la stessa: Chi sospetta di aver contratto un virus, deve rimanere a casa e rivolgersi al proprio medico. La cosa più sbagliata è andare per gli ospedali, tra corridoi e ascensori pieni di persone, e trasformarsi in un potenziale untore.

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