Nuova "continuità territoriale": niente sconti agli emigrati sardi

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Arriva il nuovo bando sulla continuità territoriale aerea e nascono le perplessità. Non ultima quella che riguarda le tariffe per i non residenti e il "rischio di cartello" che temono sia le imprese che i consumatori e il taglio delle agevolazioni per i nati in Sardegna. Gli emigrati, dunque, pagheranno un prezzo pieno. Una delle novità del bando sulla continuità territoriale aerea per le rotte che collegano la Sardegna con Roma Fiumicino e Milano Linate riguarda le tariffe per i non residenti. Mentre il costo del biglietto per i residenti in Sardegna (ma anche disabili, giovani fino a 21 anni e studenti universitari fino al 27° anno d’età) è fissato dal decreto. Per i non residenti (compresi gli emigrati) sarà applicata dalle compagnie una tariffa libera. Il decreto del Ministero dei Trasporti, stilato su indicazione della Regione, sentita anche l’Unione Europea, prevede una griglia tariffaria che le compagnie dovranno presentare all’Enac. In altre parole, ogni compagnia dovrà mettere insieme alcune fasce di tariffe, dal massimo al minimo, da applicare a seconda dei tempi di prenotazione o di altre variabili. Un sistema, dunque, che agli effetti pratici non si discosterà tanto da quello attuale utilizzato dalle compagnie low cost: bassi prezzi quando c’è poco traffico o si prenota con largo anticipo, prezzi più alti a ridosso della partenza e dei weekend. Ed è proprio questo che temono Confindustria e Adiconsum: soprattutto si ha paura che le griglie tariffarie diventino una sorta di incentivo a mettersi d’accordo sulle tariffe, senza una vera concorrenza. Tanto più che uno dei problemi rilevato per esempio dalla Confesercenti nei suoi rapporti periodici sull’andamento della stagione turistica è proprio l’alto costo dei trasporti per chi si accinge a trascorrere le vacanze in Sardegna. Il che significa poi non spendere nell’isola quei soldi che vengono utilizzati per il viaggio. Di parere opposto le compagnie, secondo cui il nuovo sistema potrebbe stimolare una migliore articolazione delle tariffe e maggiori tassi di riempimento degli aerei, anche nei giorni in cui il traffico è minore, con buone ricadute sul sistema turistico (gli alberghi potrebbero riempirsi anche a metà settimana e non solo nel week end). Confindustria, dopo aver sollecitato una maggiore liberalizzazione delle tariffe, ora storce il naso: chiede un’adeguata attività di controllo. La paura è che le compagnie possano mettersi d’accordo anche perché le low cost hanno un software che gestisce le disponibilità e le tariffe. Ancora: la durata della convenzione con i vettori sarà annuale e non più triennale, con la possibilità di ridiscutere gli oneri di servizio su un arco di tempo più limitato. La possibilità di una maggiore concorrenza tra le compagnie, perché la Regione rinuncia alla richiesta di esclusiva sulle singole rotte: l’unica condizione è che non si tocchi il numero di collegamenti minimi giornalieri con le due destinazioni. Eccola, la nuova continuità territoriale sui cieli sardi. Messa nero su bianco nel decreto firmato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli entrerà in vigore il 26 ottobre. L’altra novità importante è la previsione per l’aumento delle frequenze a ridosso delle festività: già dalla prossima primavera, per il ponte pasquale, nell’ottica di un allungamento della stagione turistica che negli aeroporti isolani fa segnare numeri in crescita costante. Su Malpensa, Orio al Serio e Ciampino resta invece valido il libero mercato, senza le regole dettate dalla continuità. «È il risultato del lavoro di un anno della conferenza dei servizi in cui la Regione ha giocato un ruolo di primo piano», commenta l’assessore regionale ai trasporti Sandro Broccia. Tutto già previsto, quindi: tanto che, a esempio, «già da un anno i collegamenti in regime di continuità con oneri di servizio erano quelli su Linate e Fiumicino». Altro punto importante è la durata delle convenzioni: l’esempio è quello datato 2006, con Alitalia che non presentò la domanda precludendosi per tre anni la possibilità di tariffe agevolate sulla Sardegna. Con il nuovo decreto la compagnia di bandiera avrebbe potuto partecipare alla gara già l’anno successivo. Ma probabilmente, su quel versante, ci sono da risolvere altri problemi.

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