ABBRACCIAMO LA DIVERSITA’: UN INCONTRO INDIMENTICABILE AL GREMIO DEI SARDI DI ROMA CHE CI RIGUARDA TUTTI

Antonio Maria Masia e Pietro Grassi

di ANTONIO MARIA MASIA

Sabato 17 Settembre 2022 nel tardo e fresco pomeriggio, in un clima di condivisione e partecipazione emotiva si è svolto a Roma presso la sala Itali-UnAR del Gremio dei Sardi in via Aldovrandi 16, l’evento “Abbracciamo la diversità” tematica di forte impatto sociale coordinata dal Presidente del Gremio Antonio Maria Masia che ha promosso l’iniziativa ed interloquito con gli invitati.

Hanno partecipato alla serata il Prof. Pietro Grassi docente di Bioetica della Pontificia Università della Santa Croce, il cui intervento “Normale sarai tu: la bellezza della fragilità” ha sondato il senso più intimo del sentire e rimanere umani, concentrandosi sul bisogno per ognuno di noi di motivazione, autostima e affetto, basi imprescindibili di ogni società civile. Ha inoltre posto l’accento sulla visione che si ha oggi del “diverso” e sugli schemi precostituiti che l’uomo ha creato nei secoli. Siamo noi normali che abbiamo bisogno di loro scandisce il professore: io ho avuto il mio riferimento di amore e di attenzione in mia sorella down scomparsa l’anno scorso!

Samuele

L’iniziativa è proseguita con la proiezione del trailer del corto “Artemisia” prodotto da Silvia Armeni che tratta della storia di Anna Fusco e del suo mondo “diverso”. Anna, incantevole e sorridente, ha un minus al braccio destro, ma ha in generale un surplus di talento artistico e di grazia. L’intero corto che vede Anna protagonista e attrice, lo vedremo presto al Gremio. La ringraziamo per il saluto video inviatoci insieme all’attore Giulio Schifi.

Al centro dell’evento la recitazione e le letture coinvolgenti e applauditissime di Nicole Bertocci e della madre Francesca Branca, autrice del libro di poesie “Il tempo del respiro”: straordinari e struggenti testi, quasi un grido contro l’indifferenza, contro il linguaggio stereotipato e i pregiudizi che avvolgono la disabilità… presente in Nicole, un viso molto bello di ragazza e due occhi neri che parlano da soli… e ti interpellano .

Nella silloge c’è un richiamo dolce ma determinato: la diversità interroga sulla normalità!

Ci sono gli affetti di Francesca che sono anche i nostri: Alle mie figlie! Alla mia famiglia!  “L’ho scelto/ il tuo nome/ prima di vederti…/ Vedrai … le ferite diventeranno rubini e gemme preziose/libellule pronte a volare”

 Domande tremende che trasudano l’angoscia repressa a fatica: ”Ma come si fa a sentire di far/ parte di questo universo/ e sopportare/ di esserne esclusi?” 

Cosa rispondere? Come rispondere, se non con un atto di amore. Come fa Francesca.

 Se non trasformando i “meno-abili/dis-abili” condannati dai normali a “stare sempre indietro” in valorosi “impavidi guerrieri/della notte/ col cuore tra le mani” al ritmo avvolgente e fiero di Ennio, e siamo tutti Dario, uno, mille, centomila, milioni di Dario che sgretolano “cumuli di nubi/ per far brillare il sole”.

Francesca Nicole, Samuele e Paolo

E’ questa la forza della poesia di Francesca e della musica di Ennio: dare forza e energia vitale a chi è, e potrebbe essere un figlio una figlia di chiunque di noi “debole e indifeso/ preda dell’ignoranza, del pregiudizio, della cattiveria”,  “tuo figlio come una croce da portare/da evitare”.

Ecco la tenerezza farsi più viva che mai, tenerezza palpabile da   toccare e respirare quando gli “eterni bambini/ ormai adulti/ che una madre deve/tenere ancora per mano”

 Ancora per mano!

Questa espressione: un colpo al cuore, un tormento pensare agli “eterni bambini/che non sanno volare/ma a te insegneranno a volare”.   Sono loro che ci insegneranno a volare, se allontaneremo da noi pregiudizi ed egoismi. Riflettiamoci bene. Noi normali o cosiddetti tali: “Loro ti apriranno alle ferite del mondo/ e ti schiuderanno/ alla meraviglia/ di essere migliore.”

Emozionante la presenza e la performance coinvolgente del sardo Samuele Soddu, anima poetica (ignoravo che fosse il nipote di uno dei più noti e bravi poeti sardi, Antonio Maria Pinna di Pozzomaggiore (dae su truncu ‘essit s’ascia, dicono al mio paese: dal tronco esce la scheggia)  innamorata della Sardegna e della sua musica ed in grado di seguirne e ripeterne i ritmi.

Come ha fatto sabato, al Gremio sotto le note dello splendido video in proiezione, rintracciabile in  you tube,   “Non potho reposare”,

prodotto da Paolo Cesarini con la coreografia di Valeria Falasca e cantato dalla sua preferita Giovanna Maria Cherchi, insieme a Mango.

Samuele s’era già esibito al Gremio, incantandoci, in occasione del Natale 2021, quando è stato coinvolto in alcune canzoni da Maria Giovanna, che ha il grande merito di essere lei innamorata del ragazzo e di valorizzarne l’innato talento artistico.  

Altrettanto significativi i video “Il mio nome è Jason” e “La bottega di Jason” realizzati dal regista e attore Francesco Madonna sul figlio affetto da sindrome down. ‘E’ lui, il padre, che ha bisogno del figlio che si nutre dei tempi e delle attività di Jason continuamente stimolato alle attività sportive e artistiche che lo portano ad essere competitivo (tiro con l’arco) e creativo nella pittura con la quale riempie di colori e immagini magliette

e gadget.  Ognuno ha bisogno di qualcuno, aveva prima detto il Prof. Grassi: una verità assoluta, da non dimenticare mai!

Il musicista e compositore nuorese Ennio Santaniello ha scandito il ritmo dell’evento armonizzando e cantando in diretta, mentre le immagini scorrevano in video: quattro bellissime poesie tratte dal libro “Il tempo del respiro” ( A mie figlie, Non raccontare, A Dario, Eterni bambini) brani che hanno creato una straordinaria sinergia col numeroso pubblico presente che è diventato parte attiva e coinvolta della manifestazione.

Una serata memorabile

che ha regalato a tutti qualcosa, conclusa con la degustazione dei rinomati prodotti sardi: vermentino e cannonau, formaggio e carasau, nelle sale Affreschi e Biblioteca e nell’ampia terrazza su Villa Borghese, ove è stato possibile fare relazioni, nuove amicizie e conversazioni.

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