IL 27 APRILE A GALTELLI’, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MAURIZIO FEO “GRANDI STATUE SARDE”

di TOMMASO ESCA

Invito alla presentazione di questo libro, Grandi Statue Sarde, voglio ringraziare l’Autore, il Dott. Maurizio Feo e l’amico Marco Camedda che ha coordinato l’organizzazione di questo incontro culturale di Galtelli, il Sindaco Giovanni Santo Porcu, l’Assessore alla Cultura Vincenzo Gallus ed il Presidente della Pro Loco Salvatore Marras, che ci ospitano.

Personalmente, amo tutto ciò che attiene alla storia, all’archeologia, la lingua, la cultura e l’arte della nostra bella isola di Sardegna.

 Con questo spirito, critico, ma appassionato, che ho letto questo libro, fresco di stampa a cura della Casa Editrice Grafica del Parteolla.

Maurizio Feo da buon medico, ricerca, studia ed analizza, passando ai raggi X tutto quello che è stato   fatto, scritto e detto sull’argomento delle Grandi Statue Sarde negli ultimi 60 anni.

Lo stesso, dopo approfondita e rigorosa ricerca apporta con questa pubblicazione una riflessione critica per ristabilire la verità, per mettere ordine e divulgare con correttezza scientifica quanto emerso sino a tutt’oggi.

Dott. Feo, sardo d’adozione, ha messo su casa ad Orosei e conosce bene il territorio, moglie sarda di Fordongianus, ama profondamente la Sardegna per quella che è, con pregi e difetti.

 Pur non essendo un archeologo, è un appassionato studioso ed è condirettore scientifico del semestrale Sardegna Antica Culture Mediterranee.

È un certo ricercatore e divulgatore, con al suo attivo numerose  pubblicazioni, libri ed articoli non solo archeologiche.

A Galtelli, fu presentato qualche anno fa il suo penultimo libro “La malaria in Sardegna e in Italia”.

Con il presente libro, frutto di una formazione scientifica solida fa luce nella sovrabbondanza di documenti e pubblicazioni spesso esagerate e devianti sulle Grandi Statue Sarde di Monti Prama.

Dalla lettura critica del libro, ho notato che:

  • I sardi in generale, poco conoscono di queste statue;
  • I ritrovamenti, frutto di scavi in diversi decenni, non sono mai sati nascosti ma gestiti male;
  • Circolano molte inesattezze e non corrette informazioni sull’argomento;
  • Le statue sono tutt’oggi separate (sbagliando) tra Cagliari e Cabras
  • Non sono le più antiche del mondo e neanche del bacino del Mediterraneo;
  • L’importanza degli scavi di Monti Prama è di tipo antropologico e   culturale che ruota tra i secoli 800 e 600 a.C., periodo poco conosciuto della Sardegna e della penisola del Sinis;
  • È un sito che non ha attinenza con il periodo nuragico, se non per il rinvenimento di miniature di nuraghi complessi;
  • A Monti Prama, a tutt’oggi, non è stato rinvenuto alcun santuario ma un luogo di sepolture singole presumibilmente della nobiltà del luogo scavate a terra ed allineate;
  • Grande differenza culturale e cronologica con le tombe dei giganti che erano tombe comunitarie risalenti al 1800-1600 a.C.;
  • La Sardegna al centro del Mediterraneo e la penisola del Sinis, territorio ricco ed agiato, ha sicuramente attirato brave maestranze esterne che hanno contribuito alla realizzazione del sito e alle statue giganti in arenaria;
  • Novità di questo libro è la classificazione delle  grandi statue antiche dei paesi del Mediterraneo;
  • Nel libro, l’autore auspica che venga acquistata l’area del sito archeologica di Monti Prama che è tutt’oggi proprietà privata;
  • Che venga coinvolta negli scavi futuri una ricca Fondazione internazionale, Università ed Enti sardi, per continuare con successo i       lavori di ricerca

Queste sono alcune considerazioni e non le uniche che ho tratto da profano ma attento lettore.

Sono certo che il prof. Giacobbe Manca, valente archeologo, e l’autore Maurizio Feo sviscereranno l’intero argomento con le incalzanti domande del noto giornalista e scrittore Antonio Rojch, che sono certo appassionerà tutti i presenti.

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