IL PRECURSORE DEL RIFORMISMO: IL RICORDO DI MARINO OFFEDDU IN SARDEGNA, MA ANCHE A VERONA

Marino Offeddu

di LUCIA BECCHERE

Verona come Cervia. Nel 2006 la città scaligera ha intitolato i giardini pubblici di Borgo Venezia al nostro illustre concittadino Marino Offeddu. «Dedicare a Marino Offeddu questi giardini – ha detto il sindaco Paolo Zanotto durante una commovente cerimonia alla presenza dei familiari e numerosi rappresentanti del mondo politico e culturale – risponde alla volontà di legare i luoghi di Verona al ricordo di personaggi che con la loro vita hanno scritto un pezzo di storia della nostra città».

In precedenza a lui era stata dedicata anche un’aula della facoltà di Economia e Commercio dove fu assistente di Diritto del lavoro e in seguito professore associato di Diritto della sicurezza sociale.

Laurea in Giurisprudenza a soli 22 anni a Sassari con 110 e lode con una tesi su Le convenzioni internazionali di lavoro, uno studio scientifico indicativo della sua inclinazione naturale al superamento delle barriere fra le varie discipline giuridiche.

Aveva intrapreso la carriera universitaria prima a Padova e poi a Verona prendendo parte attiva anche alla vita politica.

Capo gruppo del partito Comunista all’opposizione in Consiglio Comunale, appassionati e coinvolgenti i suoi interventi riportati nelle pagine di La Navicella, volume che raccoglie le biografie di tutti i consiglieri comunali di Verona dal 1946 al 2010. «Il suo modo corretto di fare politica è stato di grande esempio per i giovani consiglieri come me» (Roberto Uboldi assessore ai sevizi demografici).

«Un pezzo di storia della sinistra Veronese e della sua disciplina» (Nico Bolla dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia).

Ha fatto parte del sindacato Cgil Scuola e Cgil Università, ha insegnato Diritto pubblico e Legislazione scolastica alla facoltà di Magistero, docente alla scuola superiore di Servizio sociale e nei corsi di specializzazione per aspiranti segretari comunali.

Vicepresidente del Consorzio universitario di Verona, docente di istituzioni di Diritto pubblico e Legislazione scolastica, si dedicò alla ricerca scientifica pubblicando varie monografie e il volume Le convenzioni internazionali del lavoro e l’ordinamento giuridico italiano, e numerosi saggi e interventi sulle politiche del lavoro e sindacali pubblicati dalle più importanti case editrici italiane tra cui la Cedam.

Alcuni anni dopo la sua morte, nel 1994 si è tenuto a Nuoro un convegno a lui dedicato per analizzare i problemi e le soluzioni sul diritto del lavoro a cui hanno partecipato personaggi di spicco quali Giovanni Berlinguer, i docenti universitari Romagnoli e Gottardi e i magistrati S. Calvisi e G. A. Tabasso.

Per onorare il suo impegno nella ricerca scientifica, un gruppo di colleghi della Facoltà veronese ha promosso una raccolta di studi, iniziativa a cui hanno preso parte studiosi di varie discipline, tra i quali Gino Giugni e Tiziano Treu, Massimo D’Antona e Valerio Onida. I contributi, numerosi e di notevole pregio, sono stati raccolti nel volume Studi in memoria di Marino Offeddu (Padova-Cedam-1988).

Marino Offeddu, figlio dell’avvocato Martino e nipote del senatore Pietro Mastino, era un giurista scevro dai compromessi. Sosteneva le proprie convinzioni nel rispetto delle altrui opinioni, analizzava i fenomeni giuridici e sociali nella loro evoluzione e con capacità intuitiva prendeva in esame la più equa soluzione dei problemi.

Si era dedicato allo studio dei trattati internazionali del lavoro, convinto assertore della uniformità della disciplina giuridica sui rapporti di lavoro in tutti i Paesi.

Con rigore e sensibilità aveva affrontato i problemi sociali e del lavoro, i temi del licenziamento e dello sciopero. Nel 1979 aveva pubblicato la monografia Sciopero e contratto di lavoro.

A soli 43 anni, colpito da un male incurabile, Marino Offeddu si è spento a Verona nel 1985, anno in cui era candidato al concorso di professore straordinario.

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

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