IL DESTINO, LA DISABILITA’ E LA FORZA DELL’AMORE: ALFIO UDA, LUCIANA HATFULL, UNO SGUARDO, UNA PAROLA ED E’ COLPO DI FULMINE

Luciana Hatfull e Alfio Uda

di STEFANIA CUCCU

Le persone più incantevoli al mondo, hanno sempre un vissuto complesso.

Le loro vite, le più difficili, sono anche quelle che sanno dare di più.

E questa è la storia di Alfio Uda e Luciana Hatfull.

Alfio Uda, 55enne sardo di Macomer, ex giocatore di pallacanestro e arbitro di calcio, il 14 settembre 2015 rimane coinvolto in un terribile incidente stradale.

Prima del 2015, ogni cosa sembrava essere al suo posto: un lavoro come promotore finanziario, un passato da giocatore di basket prima in serie C2, poi in D e Promozione, e la moglie Stefania.

Tutto però inizia a cambiare a partire dal 14 settembre 2015. Quel giorno, Alfio sta viaggiando sull’asse mediano di Cagliari in sella alla sua Honda Cbr 900 quando un pirata della strada lo travolge facendolo cadere rovinosamente a terra e, battendo la testa contro il guard rail, si frattura due vertebre.

Probabilmente il suo fisico da sportivo gli è d’aiuto nel momento dell’incidente quando il suo cuore si ferma; grazie alla sua grande capacità polmonare, il suo cervello non va in ipossia.

Dopo un mese di coma farmacologico, la dura sentenza dei medici: perdita totale dell’uso delle gambe. Al suo fianco, però, Alfio ha la moglie Stefania.

Un piccolo miracolo avviene ad un anno dall’incidente quando, grazie all’aiuto delle fisioterapiste Susy e Simona, Alfio riesce a mettersi in piedi davanti alla spalliera.

Ma la disabilità esiste, e non è facile. Lo costringe a vivere una vita che non avrebbe mai immaginato e ad affrontare situazioni che avrebbe evitato volentieri; Alfio non si arrende.

E’ il giugno del 2017, quando un altro dramma giunge nella sua vita: la moglie Stefania che le era rimasta accanto per così tanto tempo, muore di tumore. Un nuovo bivio di fronte al quale però, Alfio, ancora una volta non cede.

E se il sole può donare al cielo il suo arcobaleno più bello solo dopo un temporale, anche la vita forse ci maltratta un po’, per poterci offrire qualcosa di più prezioso.

Così, dopo il doppio dramma vissuto dall’ex giocatore di basket, Alfio Uda conosce Luciana Hatfull, fisioterapista di un centro privato a Villasor, in provincia di Cagliari. È qui che i due destini si incrociano.

Luciana ha vissuto la perdita del fratello nel 1990 a Decimomannu a causa di un incidente in moto e, nella sua vita, decide di fare la fisioterapista. Figlia di un “pilota, istruttore di caccia” di origine inglese, che Alfio aveva conosciuto durante il servizio di leva, viene a sapere dell’incidente e gli chiede l’amicizia tramite Facebook. Il loro incontro è come un colpo di fulmine. Uno sguardo, una parola e capiscono subito di essere innamorati.

Mai provato nulla del genere prima – confessa Alfio. – Se per incontrarla è stato necessario attraversare la sofferenza legata all’incidente, allora sono pronto a rifare quel percorso altre dieci volte!

Anche Luciana prova la stessa emozione sin da subito. A colpirlo, è qualcosa di speciale:

Vedo tutti i giorni pazienti con disabilità minori e temporanee che si lasciano andare. Di lui mi ha colpito che fosse profumatissimo, curato: era significativo di una forza d’animo incredibile.

Con Luciana, Alfio migliora notevolmente.

A Novembre del 2017 ho fatto la mia prima camminata, appoggiato alla ringhiera di un centro commerciale di Sassari. Con me c’era lei! – Racconta Alfio con grande emozione. Oggi, l’ex cestista e la sua fisioterapista vivono insieme con la figlia di lei, Angelica. Nonostante l’infausta sentenza dei medici, Uda riesce a muoversi per casa con un tripode che tiene con la mano sinistra.

La loro, però, non è solo una storia d’amore di coppia, è anche una storia d’amore verso il mondo e verso tutte le persone che hanno delle difficoltà. Nel 2020 Alfio e Luciana danno vita a una pagina Facebook Spiagge accessibili ai disabili in Sardegna”:

Il problema esiste da sempre. E alla base ci sono fondamentalmente scarsa conoscenza sull’argomento e poca sensibilità – spiega Alfio.

Le spiagge della nostra bella e amata Sardegna non sono attrezzate, nella maggior parte dei casi, per accogliere chi ha delle grosse limitazioni nei movimenti. Qualche eccezione esiste, per lo più nel cagliaritano. Il resto dell’isola rimane off limits.

Da qui l’idea di creare per promuovere una forma di turismo sostenibile e accessibile, che ha lo scopo di informare i cittadini e invitare le istituzioni a impegnarsi di più. È necessario mettere a punto piani e misure che diano a tutti, nessuno escluso, la possibilità di spostarsi in piena autonomia.

Nel 2021, grazie alla collaborazione con Luigi Bacchis, Mauro Scalas, Marinella Rombi, Daniela Cocco e Marco Altea, la pagina “Spiagge accessibili” si amplia e viene creata una nuova pagina col nome di “Sardegna accessibile”, che diventa anche un’associazione di volontariato riconosciuta dalla Regione Sardegna. “Sardegna accessibile” mira a sensibilizzare Enti, imprenditori e Istituzioni alla rimozione delle barriere architettoniche che impediscono ai disabili, ma anche a chi ha delle difficoltà motorie temporanee (basti pensare a una distorsione, a una frattura) o ai genitori con i passeggini, di poter usufruire di tutte le strutture: negozi, ambulatori, bar, bagni, spiagge, scuole…

-Chiediamo non solo stabilimenti balneari attrezzati ma anche strutture ricettive con camere, bagni e stalli a norma. Spesso – prosegue Alfio – capita di entrare in una toilette per disabili che, in realtà, per disabili non è, visto che le maniglie non sono sufficienti o peggio ancora, non sono funzionali. C’è un modo di fare le cose approssimativo, superficiale e, se a questo si aggiunge la disinformazione, il tutto si complica.

C’è tanto da lavorare per smuovere le coscienze. E oggi, con questo articolo, vogliamo combattere la battaglia insieme a voi, Alfio e Luciana, perché per un mondo più inclusivo non serve la retorica ma la conoscenza.

Abbiamo bisogno che “tutti” aprano gli occhi, vedano che il mondo è fatto a misura di pochi e poi pongano rimedio senza troppa poesia.

9 pensieri riguardo “IL DESTINO, LA DISABILITA’ E LA FORZA DELL’AMORE: ALFIO UDA, LUCIANA HATFULL, UNO SGUARDO, UNA PAROLA ED E’ COLPO DI FULMINE”

  1. Conosciuto Alfio quando, da promotore finanziario, veniva anche ad Anela! Un grande uomo ed una grande storia, molto commovente! Forza Alfio! Gianraimondo Farina

  2. Ciao Luciana, solo ieri ho sentito la vostra bellissima storia… Io non vivo più in Italia. Vi meritate ogni bene e tanta serenità… La tua ex compagna di scuola Laura Leone

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