QUANDO LUCIFERO FU AFFASCINATO DALLA BELLEZZA DEL GOLFO DI CAGLIARI: LA SELLA DEL DIAVOLO

tutte le immagini sono di Davide Mallus

di STEFANIA CUCCU

Le storie più belle iniziano sempre con “c’era una volta” e raccontano di eroiche gesta e antiche battaglie per liberare i popoli oppressi dal male.

Le leggende sono l’anima di un territorio e la Sardegna, tra itinerari naturalistici e siti archeologici, ne custodisce tante. Una, tra le più affascinanti che sto per raccontarvi, è sicuramente quella relativa alla nascita della Sella del Diavolo, il promontorio roccioso che sorge nella zona meridionale della città di Cagliari.

Qui la natura, ha creato uno tra i suoi più suggestivi capolavori di arte paesaggistica dove l’azzurro trasparente del mare si alterna con i colori della macchia mediterranea creando un panorama mozzafiato.

A due passi dalla città di Cagliari, lì dove l’isola svela il suo lato più selvaggio, il bene e il male si diedero battaglia…

Secondo la leggenda il nome Sella del Diavolo è una storia di derivazione biblica poiché gli interpreti non sono altro che Dio e chi un tempo fu il suo angelo prediletto, prima di trasformarsi in demonio, Lucifero.
Si narra che la bellezza del Golfo di Cagliari affascinò Lucifero e i diavoli tanto da volersene impadronire e, per impedirlo, Dio inviò l’arcangelo Michele, al comando delle milizie celesti, e gli angeli con il compito di scacciare Lucifero e i suoi seguaci.

La battaglia fu combattuta nei cieli del golfo e la sconfitta del nemico di Dio generò due teorie: una vede la sella di Lucifero, disarcionato dal suo cavallo, cadere nelle acque del golfo e pietrificarsi dando origine al promontorio, l’altra racconta che durante il combattimento Lucifero cadde sul promontorio conferendogli la caratteristica forma da cui prende il nome.

Esiste però anche un’altra versione di quest’affascinante leggenda che vede Dio offrire in dono ai suoi angeli la possibilità di vivere sulla Terra se avessero trovato un luogo pieno di pace e privo di malvagità dove stabilirsi.

Gli angeli, dopo aver vagato alla ricerca del posto adatto, scoprirono la Sardegna e qui trovarono la fine del loro peregrinare perché nell’isola non vi era traccia di guerre o distruzioni come in altre parti dell’emisfero, ma regnava solo la bellezza e la semplicità della natura.

Lucifero, geloso della felicità delle creature celesti, cercò di seminare odio e sospetto tra gli angeli senza riuscirci e così decise di dichiarare guerra alle forze del bene che però lo sconfissero. Preda della collera il diavolo prese la sella del cavallo da cui era stato disarcionato e la lanciò nel golfo formando il promontorio che sarà battezzato con il nome de la Sella del Diavolo.

La Sella del Diavolo è anche l’occasione, per gli amanti della natura e delle escursioni, per entrare in contatto con il patrimonio culturale del popolo sardo.

È una storia quella della Sella del Diavolo che si fonde con la flora di questo luogo, una vera e propria favola naturalistica, dove ci si può immergere in uno spettacolo fatto di una vegetazione esclusiva del territorio in cui spiccano la palma di San Pietro, detta anche palma nana, uno degli esemplari più anziani di pianta mediterranea, i secolari olivastri e i ginepri plasmati dal vento.

L’escursione alla scoperta del promontorio roccioso, che sovrasta il capoluogo dell’isola, è la porta d’ingresso del regno di Madre Natura che conquisterà i suoi visitatori con i colori più belli che vanno dalle acque azzurre e trasparenti al bianco lucente della roccia calcarea.

Infine, una volta raggiunta la cima della Sella del Diavolo, lo splendore del Golfo di Cagliari si svelerà in tutta la sua bellezza.

Ammirare questo panorama permette di vedere come la vita nella città e la natura che la circonda facciano parte di un unico disegno.

Per coloro che volessero addentrarsi lungo il cammino, il sentiero è ben tracciato ed è a due passi dal centro urbano.

Lungo questo itinerario sarà possibile incontrare i resti di un fortino della II guerra mondiale e della torre di Sant’Elia, realizzata dai pisani nel 1292.

Si dice che qui avvenne il martirio del santo durante le persecuzioni di Diocleziano. Nell’XI secolo tutta l’area venne affidata ai monaci Vittorini che costruirono un monastero e si presero cura delle peschiere e delle aree coltivabili della zona circostante.

Nel XVI secolo invece, occuparono l’intera area i Carmelitani che diedero il nome di Sant’Elia al promontorio.

Qui è presente anche la semi-diroccata torre del Poetto che faceva parte del sistema di difesa ed avvistamento creato dagli spagnoli sempre nel XVI secolo. La torre serviva a proteggere l’Isola da incursioni ed attacchi provenienti dal mare. Era chiamata “torre del Pouhet del San Elias”, cioè Torre del Pozzetto di Sant’Elia, per la sua prossimità alla cisterna punica nota come “sa bucca de su tiaulu”, ovvero la bocca del diavolo.

Uno dei punti più interessanti e belli è la terrazza panoramica naturale che si staglia sulla spiaggia del Poetto. Questa famosa striscia di sabbia lunga 7 chilometri è la spiaggia dei cagliaritani ed è conosciuta come spiaggia dei centomila.

Il Poetto, tra alluvioni e rifacimenti, rimane il simbolo della vera essenza della città. Proprio a ridosso della sella si trova il porticciolo di Marina Piccola, meta delle passeggiate estive dei cagliaritani.

Dietro la spiaggia prendono forma le vasche saline. Sono uno scrigno di stagni di acqua dolce e salata, in cui trovano pace i fenicotteri rosa che volteggiano sul golfo di Cagliari per tornare a riposarsi, dopo il tramonto, nelle Saline del “Parco di Molentargius”, ormai diventate la loro casa dal 1993…

Ancora una volta, la Sardegna, terra antica e preziosa, si dimostra in grado di sorprenderci per le sue suggestive leggende e per il suo patrimonio naturalistico e archeologico.

2 pensieri riguardo “QUANDO LUCIFERO FU AFFASCINATO DALLA BELLEZZA DEL GOLFO DI CAGLIARI: LA SELLA DEL DIAVOLO”

  1. Le suggestioni che ci trasmettono le immagini possono, nella loro bellezza, bastare a colmare la mia sete di Sardegna. Ma mentre leggevo sentivo il vento ed una voce mi ammaliava con una storia che ha una sua magia. Anche questo mi riporta ad una terra che amo. Bellezza, storie antiche e magia.

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