“FRAMMENTI”, IL NUOVO LIBRO DI GIOVANNI FIRINU

Giovanni Firinu

Il nuovo romanzo di Giovanni Firinu si potrebbe definire un romanzo intimista, percorso e sostenuto da uno sviluppo narrativo di ispirazione noir. Emerge nella storia, costituendone la base, il confronto e l’attrazione tra due approcci antitetici all’esistenza: mentre Andrea (il protagonista maschile) è estremamente pacato, prudente, restio ad affrontare cambiamenti, riservato fin troppo, insomma portato a vivere col freno tirato, Ilaria (la co-protagonista femminile) agisce d’istinto e cavalca la passione dell’attimo senza curarsi troppo delle sue conseguenze; il loro lentissimo avvicinamento reciproco è anche, per entrambi, un percorso di formazione che li porta a smussare, complici imprevedibili eventi, gli eccessi dei propri caratteri fino a trovare insieme un nuovo equilibrio.

Il romanzo è costruito sulla narrazione onnisciente in terza persona, che rende conto degli aspetti complessivi della vicenda. La storia si dipana in rapide descrizioni, ognuna separata numericamente dalle altre a seconda dei movimenti dei protagonisti, compendiate temporalmente dallo scorrere delle stagioni.

SINOSSI.

La vicenda è ambientata prevalentemente ai nostri giorni, con richiami necessari a tempi trascorsi.

Ilaria, giovane impiegata di banca, convive da molti anni a Milano con Silvano Mores, un militare irrequieto con la tendenza a lasciarsi coinvolgere in traffici loschi. 

Espulso dall’Arma perché sospettato di aver sottratto un ingente quantitativo di stupefacenti destinato all’inceneritore, Silvano è costretto a lasciare Milano e tornare in Sardegna assieme alla propria compagna; l’appartamento in cui i due alloggiano è subito sopra quello in cui vive Andrea, riservatissimo avvocato cagliaritano, con cui negli anni della prima giovinezza Ilaria ha avuto una storia effimera, senza alcuna importanza per lei.

Andrea, invece, quella breve stagione dell’amore non l’ha dimenticata e il ricordo di Ilaria lo accompagna ininterrottamente.  Le smanie di Silvano, nel suo intento di venire fuori dall’inutilità del suo vivere quotidiano, lo portano nuovamente a frequentare personaggi equivoci e pericolosi, per la pena di Ilaria, vittima del cattivo carattere dell’uomo, che comincia lentamente a disamorarsi di lui.

Nell’isola, Silvano stringe amicizia con Sergio, un meccanico che esercita clandestinamente nel fondo di un vicolo, il quale lo introduce alla conoscenza col misterioso Presidente, uno scaltro organizzatore di corse clandestine e beneficiario di altre lucrose attività. L’abilità di Silvano ai motori viene presto dimostrata ma non la sua accondiscendenza ad un accomodamento sulle corse a cui viene imposto di partecipare.

Il suo orgoglio lo porta a contravvenire alle disposizioni del Presidente, facendo subire a questi un grave danno economico e una irrimediabile perdita di prestigio con gli altri competitori ai quali aveva garantito un esito diverso della gara. E’ l’inizio di una serie di minacce e vessazioni contro Silvano, al quale viene chiesta in riparazione una cifra in denaro che non può restituire. Le intimidazioni vengono estese anche ad Ilaria, per indurlo ad eseguire la pretesa.

La ragazza, nonostante tutto, anche perché intimorita da precedenti e negative esperienze familiari vissute con Silvano, che l’ex brigadiere minaccia di rivelare, si prodiga per aiutarlo, riallacciando un minimo di rapporti amichevoli con Andrea, sempre innamorato di lei, pregandolo di assistere legalmente l’ex brigadiere, nel frattempo finito nelle attenzioni della giustizia che indaga su quel mondo diffuso di malaffare.

In preda alla paura, Silvano compie l’ennesima nefandezza nei confronti di Ilaria, sottraendole degli assegni che utilizza in modo truffaldino, per un importo non coperto, con l’esito di rendere ancor più esplicite le minacce del Presidente. La conseguenza immediata è la perdita del lavoro da parte di Ilaria.

Per Silvano e la ragazza la permanenza nell’isola non è più possibile, così decidono in incognito per un ritorno a Milano, in un rifugio procurato loro da Aresti, , vecchio collega di corso del brigadiere, ora assunto a gradi superiori, col quale s’era stabilita una certa familiarità. L’ufficiale ha una spiccata simpatia per la ragazza, forse qualcosa di più, parendogli la donna giusta che darebbe ancor più lustro alle sue prospettive di carriera e coltiva la speranza di riuscire a conquistarla, seppur mai incoraggiato dalla ragazza.

 Ma non è difficile per i ricattatori scoprire dove si nascondono, e permettere al Presidente di formulare l’ultimo e decisivo ricatto.

Per procurarsi il denaro e tacitare il Presidente, Silvano pensa alla cosa più turpe e ignominiosa: costringere Ilaria a prostituirsi, prodigandosi in tal senso con la tenutaria di un bordello nella periferia milanese.

Al rifiuto della ragazza, Silvano, in preda all’alcol che oramai si è impadronito di lui, si accanisce contro di lei, usandole violenza e costringendola alla fuga. Sgomenta e addolorata, Ilaria si rivolge ad Aresti, senza che il capitano intervenga decisamente in sua difesa, poi il pensiero le corre da Andrea, che per vie traverse si trova anch’egli a Milano per seguire gli eventi.

E’ una fase aggrovigliata, Andrea e il capitano, consapevoli del reale pericolo cui va incontro la ragazza, faticano ognuno per suo conto a farsi rivelare da Silvano ove ha costretto la ragazza, la loro è una corsa prima che accada l’irreparabile nella “casina rosa”, ove Ilaria è giunta quasi inconsciamente e l’attende il suo primo cliente importante, il Presidente. Che viene fermato in tempo e insieme alla  tenutaria del ritrovo accompagnati al Comando dei carabinieri, mentre ad Ilaria viene concesso di tenersi a disposizione.

Per Ilaria l’unico pensiero è la fuga, dalla casina e da Silvano, e pure da Aresti. Si aggrappa ad Andrea come ad un ancora di salvezza, lentamente riscoprendo i germogli di un vero sentimento verso di lui.

La ragazza ha ancora il tempo per respingere le ultime avances del capitano, che nel frattempo ha dipanato l’intricata matassa delle malefatte del Presidente, e intervenire a salvazione di Silvano, per scongiurare il suo tentativo di farla finita con la sua tormentata esistenza.

Per Ilaria ed Andrea sarà l’inizio di un difficile riavvicinamento che si compirà tuttavia solo al termine di una escalation di soprusi e violenze che porteranno la donna a comprendere quello che realmente cerca in una relazione amorosa.

Le opere di Giovanni Firino:

ROMANZI: La Strada di Sabbia – Ed. La Rosa (1994); La Stagione del Fango – Ed. Artigianarte (1998); L’Ombra Chiara – Ed. Nuovi Autori (2002); Il tratto del gambero (Racconti) – Carlo Delfino Editore (2006); Il ballo dell’argia – Racconto lungo – (2008); Il sacrificio di Sanela – Carlo Delfino Editore – (2013).

RACCONTI: Il dubbio (1997)); Un incontro in … bianco (1998); Il ritorno (2003); La parrucca (2005); Il Riscatto (2008).        

SCENEGGIATURE: Il dubbio (2010) (con cortometraggio omonimo trasmesso da Videolina); Su ballu ‘e s’arza (2008) (da cui il film, premiato all’Ogliastra Film Festival); Lughìa  (2011); Il riscatto (2018).

Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti: il “Premio Intern.le A. Barbato”, Premio Internaz. le “Garcia Lorca”, Premio Intern.le “Poesia e Narrativa Cinque Terre”, Premio Intern.le “G. D’Annunzio”, Premio Internaz. “Cilento”, ed altri minori. 

L’ultimo libro pubblicato, “Il sacrificio di Sanela”, ha ottenuto: 1° Premio per la Narrativa a “Premio Fernando Pilia” 2013; Premio della Critica a “Premio Letterario Hermes” 2013; Special Best a “Premio Internazionale Montefiore” 2013; Menzione d’onore a Premio “Firenze-Europa” 2013 ed al Premio Alziator 2013; Finalista al Premio Nabokov 2013 ed altri.

E mail  giovanni.firinu@virgilio.it

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