IL PICCOLO PAESE DEI NUORESE ANNOVERA OLTRE 50 MONUMENTI DI EPOCHE REMOTE: BIRORI, LA SARDEGNA DA SCOPRIRE

Non in molti conoscono Birori, un piccolo paese alle falde di Monti del Marghine in provincia di Nuoro, al centro della Sardegna. Anzi, spesso è una destinazione che viene tralasciata anche dalle agenzie turistiche, e a torto, perché si trova in una zona dall’alto interesse archeologico che ospita oltre 50 monumenti tra nuraghi, tombe di giganti, dolmen, menhir e fonti nuragiche dove è possibile osservare la storia della nascita della Sardegna. Inoltre è una di quelle realtà dove sono ancora vive ancestrali tradizioni grazie alle quali è ancora possibile ammirare da vicino i tipici costumi storici sardi. Nonostante le piccole dimensioni, Birorii e il suo territorio sono uno scrigno di meraviglie che sa offrire molto al visitatore più curioso ed esigente, poiché è una zona interessata fin da epoche remote da insediamenti umani. 

Il centro storico, sviluppato intorno alla Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, si distingue dalle nuove costruzioni del quartiere moderno, che ospita anche impianti sportivi ed una biblioteca. Nel paese si distendono gli ampi spazi verdi di Funtana Idda e Funtana Maggiore, mentre nella piazza principale si trova la seicentesca Chiesa di Santo Stefano, che ospita al suo interno il simulacro del santo. Nell’abitato si può ammirare anche la tomba di giganti “Su Palatu”, costituita da un corpo tombale allungato e absidato, e ai margini del paese sono ubicati i nuraghi di Arbu e Miuddu.  Vicino alla stazione ferroviaria sono da visitare i dolmen di Tanca Sar Bogadas, Sa Perda e S’Altare e le tombe di giganti di “Lassia” un monumento che presenta un corpo rettangolare absidato, lungo poco meno di 16 metri e largo circa 4,60, con corridoio funerario interno. Lastroni di grandi dimensioni infissi a coltello costituiscono il paramento murario esterno del corpo tombale: questi grandi lastroni piatti si sovrappongono nelle fiancate e con tutta probabilità coprivano interamente il corpo della tomba, che assumeva così la forma di una chiglia di nave rovesciata. La camera funeraria, a pianta rettangolare, vanta una caratteristica particolare, ovvero due coppie di nicchie leggermente rialzate dal pavimento, formate da cinque lastre perfettamente connesse, che si affrontano in prossimità dell’ingresso. Vera rarità nell’ambito delle tombe di giganti, queste nicchie servivano come vani d’appoggio di offerte funebri.

Come a voler controllare la piana di Birori, sul margine di un pianoro, si erge il Nuraghe Miuddu, un monumento piuttosto complesso, databile al 1400-1000 a.C., costituito da una torre centrale racchiusa da un bastione con tre torri d’angolo sporgenti da due cortine rettilinee e da una terza curvilinea. Vi si accede attraverso l’apertura della scala sul piano di svettamento, perché l’ingresso originario è ostruito. Dalla scala elicoidale lunga 10 metri un corridoio dotato di una nicchia permette di entrare nella camera centrale. Questo ambiente ha pareti realizzate con blocchi poligonali di varie dimensioni, posti in opera a filari irregolari- Il monumento è circondato da un ampio antemurale, di circa 70 metri, che ingloba una capanna a pianta circolare. Le sepolture dei giganti meglio conservate sono quattro. Tre sono distanti dal paese pochi minuti, la quarta circa un’ora: quest’ultima è conosciuta con il nome di Pedra dess’altare, ciclopica costruzione con un diametro di 20 metri e mura spesse 1,50. Alla periferia di Birori, nel quartiere omonimo, si trova invece la Tomba dei Giganti di Palatu, costituita da un corpo tombale allungato e absidato preceduto da ampia esedra, il cui spessore murario è costituito da pietrame minuto. Sui grandi lastroni che costituiscono il corridoio funerario rettangolare poggiano filari aggettanti di pietre di medie dimensioni, mentre il pavimento doveva essere in origine lastricato.

Birori, oltre alle meravigliose testimonianze storiche, affascina anche per le sue tradizioni gastronomiche, che annovera piatti ricchi e saporiti, come pane bollito, fave con lardo, pasta con pomodori secchi, cipollata, brodo di carne e pecora bollita, zuppa di finocchi selvatici, lumache in umido, cordula di agnello con piselli, cinghiale in umido, agnello con finocchietti selvatici. Ovviamente non può mancare il classico maialino o l’agnello allo spiedo arrostiti. Tra i dolci tipici le deliziose formagelle, “casadinas”, di ricotta e formaggio, i papassini alla sarda o di sapa, le seadas, i pirichittos, origliettas e tante altre specialità.

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