C’È UN PO’ DI SARDEGNA AL “FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DE MADRID”: SELEZIONATI “L’AGNELLO” DI MARIO PIREDDA E “NILDE IOTTI, IL TEMPO DELLE DONNE” DI PETER MARCIAS

di BRUNO CULEDDU

La Sardegna sarà presente al “Festival del Cinema Italiano de Madrid”con due film sostenuti dalla Fondazione Sardegna Film Commission.

Alla tredicesima edizione del festival madrileno, in programma dal 26 novembre al 3 dicembre, sono stati selezionati “L’agnello” di Mario Piredda, in concorso nella sezione lungometraggi, e “Nilde Iotti, il tempo delle donne” di Peter Marcias, in concorso nella sezione documentari. È una scelta che premia la  produzione del cinema “Made in Sardegna”. Il festival,organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, propone le migliori opere realizzate nel corso dell’anno in Italia. Il programma dell’edizione in corso prevede più di venti titoli tra lungometraggi, cortometraggi e documentari; tutti selezionati tra i film presentati ai Festival internazionali di Berlino, Cannes, Locarno, Toronto, Venezia e Roma.

La manifestazione, nata nel 2008 con lo scopo di accompagnare il cinema italiano in Spagna, di anno in anno si è andata arricchendo di proposte e di partecipanti per trasformarsi in un atteso punto di incontro per tutti gli amanti del cinema.

Un appuntamento a cui non si è voluto rinunciare anche in tempi di pandemia. Nel rispetto di tutte le misure preventive igienico-sanitarie, il Festival si dipanerà in formato misto:  online, presenziale e drive-in.

L’agnello” è in tabellone al Cines Renoir Princesa, martedì 1 dicembre alle ore 20:30. Sarà quindi visibile online (solo per la Spagna) sempre martedì 1 dicembre alle ore 21:30.

“Nilde Iotti, il tempo delle donne” andrà in onda, come tutti gli altri documentari, solamente online attraverso la pagina web del Festival.

Queste le schede tecniche dei due bei film che si spera di vedere quanto prima nelle sale italiane.

L’agnello

Sinossi. Anita ha sedici anni e sta fronteggiando una situazione famigliare difficile. Sua madre è morta di leucemia e ora anche il padre Jacopo si è ammalato: nessuna terapia sta dando risultati significativi, la necessità di un trapianto di midollo osseo è sempre più urgente, ma l’attesa media per un donatore è di diversi mesi. Anita non è compatibile e non lo è neppure Tonino, il nonno pastore che abita sull’altopiano vicino, accanto a un poligono militare che nel bene e nel male segna la vita del territorio da decine di anni. Ci sarebbe lo zio Gaetano, fratello maggiore di Jacopo: la probabilità che lui sia compatibile è più alta, ma Gaetano abita lontano ed è una persona su cui non si può fare affidamento, una testa calda che riesce a stento a mantenere la moglie e i figli rivendendo ferraglia che trova abbandonata nelle campagne. Lui e Jacopo non si vedono né si parlano da anni, divisi da un antico rancore che non sembrano intenzionati a dimenticare. Gaetano sembra inavvicinabile, anche per suo padre Tonino. Ma il carattere ribelle e un po’ folle di Anita riesce a scalfirne la corazza, ricucire in parte quell’antico strappo e convincerlo a fare le analisi che potrebbero salvare la vita di Jacopo.

Cast: Nora Stassi, Luciano Curreli, Michele Atzori, Piero Marcialis; Sceneggiatura: Mario Piredda, Giovanni Galavotti; Fotografia: Fabrizio La Palombara; Montaggio: Corrado Iuvara; Scenografia Pietro Rais; Costumi: Stefania Grilli; Musica: Marco Biscarini; Produttore: Ivan Olgiati, Chiara Galloni, Richard Magnien, Marie Mouchel-Blaisot; Produzione: Articolture, MAT Productions, Rai Cinema.

“Nilde Iotti, il tempo delle donne

Sinossi. Attraverso immagini di repertorio, testimonianze di chi l’ha conosciuta e i suoi pensieri restituiti dall’attrice Paola Cortellesi, la vicenda umana e politica di Nilde Iotti deraglia dal sentiero biografico e penetra nel vivo delle nostre esistenze, oggi rese migliori dal suo coraggio che scardinò tabù ed emancipò la società civile italiana. Come se l’appassionante storia di Nilde appartenesse a tutti noi. Un viaggio in compagnia di un’anima nobile, una figura scomoda ed emblematica del Novecento che ha segnato le tappe di una crescita collettiva e scandito il tempo delle donne.

Note di regia. Alla base del progetto cinematografico “Nilde Iotti, il tempo delle donne” c’è la volontà di raccontare una grande donna del novecento italiano, attingendo dai numerosi repertori dai quali emerge la sua passione politica e il suo grande senso civile. Ho maturato l’idea di raccontare, più che la figura politica, la “donna e il suo tempo”: Nilde Iotti e la grande capacità di motivare l’universo femminile e renderlo protagonista dal dopo guerra fino ad oggi, soprattutto con l’obiettivo di consegnare alle donne contemporanee le motivazioni per un futuro che riconosca loro pienamente diritti e valori. Sono partito dalle testimonianze delle amiche d’infanzia di Reggio Emilia: Ione Bartoli, Loretta Giaroni e Eletta Bertani. “Cinema di osservazione” in primis e interviste dirette per raccontare la giovane Iotti e la Resistenza che si fondono con un’attrice italiana come Paola Cortellesi, che interpretando se stessa si troverà a “comunicare”, attraverso il suo viaggio in Emilia Romagna, con le parole e i pensieri della Iotti.
Fondamentali i ricordi e le osservazioni di illustri personaggi della vita politica italiana di quegli anni (Giorgio Napolitano, innanzitutto, e l’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), e personaggi della cultura, teatro, cinema, quali Piera Degli Esposti, Cecilia Mangini, Edda Billi e altri che direttamente o indirettamente hanno avuto a che fare con la Iotti.
Il cinema del reale che incontra il presente del nostro paese, un racconto tutto al femminile per testimoniare l’Italia del cambiamento.
Peter Marcias

Cast: Paola Cortellesi; Sceneggiatura: Peter Marcias; Fotografia: Martina Cocco; Montaggio: Marco Guelfi; Scenografia: Antonella Panini; Costumi: Ursula Patzak; Musica: Paolo Fresu; Produzione: Ganesh Produzioni, Movimento Film, con il contributo del MiBACT, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, BPER Banca, Emilia-Romagna Film Commission, Fondazione Sardegna Film Commission; Distribuzione: I Wonder Pictures.

Tre le sezioni a concorso: cortometraggi, documentari e lungometraggi. Due giurie spagnole assegneranno il premio al miglior cortometraggio e al miglior documentario. Sarà invece il pubblico ad assegnare il premio al miglior lungometraggio.

Un palmarès al quale si aggiungerà il “Premio Solinas Italia-Spagna” rivolto a sceneggiatori che presentino un progetto forte ed ambizioso da proporre al mondo della produzione e del cinema italiano, spagnolo ed internazionale.

La Giuria dopo aver esaminato i 154 progetti presentati in forma anonima, si è riunita in videoconferenza su Zoom e ha selezionato 4 progetti finalisti. Il premio garantirà all’autore la traduzione del soggetto in lingua italiana o spagnola.

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