SULLE TRACCE DELL’ARTISTA, L’INFANZIA NEL SULCIS: MODIGLIANI E L’ISOLA, NELLA PUBBLICAZIONE DI GABRIELLA MELONI

ph: Gabriella Meloni

di SALVATORE TOLA

L’attenzione per Amedeo Modigliani (1884-1920), che non si è mai spenta, grazie al valore delle sue opere, di tanto in tanto si fa anche più intensa: così in questo periodo, al cadere del centenario della morte, che lo colse ancora giovane a Parigi. Alla sua celebrazione contribuisce in modo originale un libro appena pubblicato da Carlo Delfino e intitolato “Modigliani a Iglesias fra storia, economia e arte” (112 pagine, 15 euro).

Ne è autrice Gabriella Meloni, insegnante in pensione, che ha trovato il primo spunto per questo lavoro all’interno della propria famiglia: il bisnonno, Tito Taci, era arrivato a Iglesias nel 1872, quando la città ferveva per le attività minerarie, e aveva aperto un albergo, il “Leon d’oro”. Qui aveva avuto modo di ospitare Flaminio Modigliani che, provenendo come lui dalla Toscana, e precisamente da Livorno, si stava insediando nel vicino Salto di Gessa per avviare una serie di attività agricole e di produzione di legname e di carbone vegetale.

Ci si chiede da tempo se Amedeo, che di Flaminio era figlio e in quegli anni stava passando dall’infanzia all’adolescenza, sia mai stato al suo seguito, a Iglesias e in Sardegna; e mentre c’è chi lo esclude recisamente, Gabriella Meloni ha rintracciato alcuni documenti che lo confermano. Così, dopo essersi soffermata a lungo sulla storia della famiglia Modigliani, prima e dopo l’approdo in Sardegna, si dedica alla ricerca degli influssi che l’arte primitiva sarda, soprattutto quella dei periodi prenuragico e nuragico, può avere esercitato nella produzione del Modigliani maturo, e più celebre. Nei suoi dipinti e nelle sue sculture – che sono raffigurati in gran numero nel libro – si riscontrano chiari tratti di arcaismo e di primitivismo. Si ritiene solitamente che provengano dallo studio di forme d’arte elaborate in Africa, ma la Meloni è del parere che su queste scelte stilistiche abbia influito anche la conoscenza che Amedeo avrebbe avuto sin da bambino di alcune espressioni dell’arte e dell’artigianato isolani, dai bronzetti alle piccole raffigurazioni della Dea Madre, fino alle maschere in legno del Carnevale.

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