ISOLA DA COVID FREE A SORVEGLIATA SPECIALE: IL FALLIMENTO DELLA STRATEGIA REGIONALE, SARDEGNA A RISCHIO CHIUSURA

Christian Solinas Presidente Regione Sardegna in una foto d’archivio dell’11 Dicembre 2019. ANSA/FABIO MURRU

Alla fine in Sardegna è successo quello che si temeva: la registrazione sul sito della Regione, come voluto dal presidente Christian Solinas, si è rivelata inutile. Sardegna da Covid free a sorvegliata speciale dopo l’impennata di casi nel nord dell’Isola in pieno agosto. Prima la festa-cluster in un locale di Porto Rotondo, poi il focolaio nel resort di Santo Stefano, nell’arcipelago di La Maddalena, con 26 positivi su 470 tra turisti e personale, hanno fatto puntare il faro sull’intera la Regione, dove il 19 agosto sono stati registrati complessivamente 37 nuovi contagi, valore al quale non si assisteva da metà aprile, in pieno lockdown. A questo si aggiunge l’allarme per la diffusione del contagio dai migranti algerini arrivati in massa nelle ultime settimane sulle coste del sud Sardegna (25 casi nel Cpa di Monastir) e l’aumento dei positivi tra i giocatori di serie A che hanno trascorso le vacanze in Costa Smeralda. Una situazione che Roma sta monitorando con attenzione e che potrebbe portare, secondo indiscrezioni giornalistiche non confermate, anche a un lockdown totale con la Sardegna chiusa al resto d’Italia. Un’ipotesi respinta con forza da tutto il centrodestra, che ora attacca il governo per non aver ascoltato il presidente Solinas quando chiedeva tamponi per tutti i turisti in arrivo nell’Isola.

Nella registrazione che include il ‘beni benius’, ogni persona che arriva deve dichiarare che sta bene. E considerando che sono soprattutto gli asintomatici a trasmettere il virus, diventa evidente la ragione per la quale la scelta del presidente non solo era debolissima dall’inizio, ma alla lunga non poteva funzionare, come effettivamente sta succedendo.

La Sardegna “non ha mai avuto una circolazione virale autoctona. Tutti i casi sono di importazione o di ritorno, persone già positive testate una volta giunte in Sardegna o sardi infettati durante le vacanze all’estero. Dai dati ufficiali il numero maggiore dei casi si registra comunque in altre regioni del Paese e il nostro sistema sanitario sta gestendo in modo ordinato e tempestivo la situazione”. Lo dice il Presidente della Regione Christian Solinas, in un’intervista al Corriere della Sera. “Se il governo avesse accolto il modello che avevo proposto già mesi fa per accompagnare l’ingresso sull’isola di ciascun passeggero con un certificato che attestasse l’esito negativo del tampone – spiega – oggi non ci sarebbe la recrudescenza del virus”. Allora “tutti mi vennero contro, contestando l’incostituzionalità, l’impossibilità o la scarsa attendibilità della mia proposta, salvo poi riproporla oggi con colpevole ritardo per tutta l’Italia”. Ha prevalso “la linea del governo e di alcune regioni di una riapertura senza controlli. Se poi vogliamo analizzare i numeri, i presunti contagi in discoteca sono una minima parte rispetto al complesso dei positivi – sottolinea -. Abbiamo una ventina di clandestini algerini che non vengono rimpatriati e scappano dai centri d’accoglienza; abbiamo turisti spagnoli, croati e francesi che sono potuti entrare senza controlli grazie alle precedenti scelte del governo”.

26 risposte a “ISOLA DA COVID FREE A SORVEGLIATA SPECIALE: IL FALLIMENTO DELLA STRATEGIA REGIONALE, SARDEGNA A RISCHIO CHIUSURA”

  1. purtroppo quando ci sono le elezioni la gente non ha la mente libera.. vota per la fame, si fa ammaliare da le solite promesse da marinaio che sfumano il giorno dopo la fine delle elezioni. Conclusione, i problemi rimangono la fame pure.

  2. Chiariamoci su una cosa. Lui non ha proposto un bel nulla di niente! Le sue proposte erano strategiche e molto personali contro il governo e chi le gestiva erano dalla lombardia. Non ha mai messo i vetti e mai avuto pugno duro. Vi assicuro che in Sardegna hanno messo a tacere molte cose e alla chiusura ha tenuto aperto per molto tempo i porti facendo sbarcare molte persone provenienti dalla zona rossa. Non ha carattere. Credetemi non ha carattere!

  3. ma i tamponi fatti due giorni prima di partire a cosa servirebbero? Nel frattempo puoi prendere virus anche al market. I controlli andavano fatti all’arrivo e NON sono stati fatti.

  4. Scelte sbagliate a livello nazionale, i porti e gli aeroporti non li puoi chiudere.. Fare un test sierologico non era un’idea sbagliata.. I numeri purtroppo salgono ovunque e in linea di massima non ci sappiamo comportare.. Discoteche, market, piazze… Spiaggia… Il caos… Mi preoccuperei più dello smantellamento della sanità

  5. Una banderuola nelle mani della lega ,o forse anche lui è un leghista ,che si nasconde sotto mentite spoglie usando il PSD’AZ?
    I contagi li hanno propagati questi zoticoni con “abiti alla moda” e non i migranti arrivati con i barconi.
    Gli stessi migranti vengono usati come cavie per continuare a lobotomizzare…gli ignoranti…🙈Svegliate le coscienze morte

  6. lui chiese il passaporto sanitario per i turisti , il blocco degli sbarchi gli fu negato tutto ed è stato pure deriso . Ora come ora , dovremo stare uniti e non attaccare i politici sardi a prescindere l’orientamento . Hanno colpito duramente la nostra terra con menzogne e razzismo , iniziando con articoli qualche mese che “il mare della Sardegna e il peggiore di tutti “. Ora ci accusano di essere untori . E voi pensate a denigrare un politico Sardo ?

  7. Adesso l’obbiettivo di demolizione è la Sardegna.la prossima quale sara? Il bello o il brutto è che la maggioranza ci casca e vai a farsi la guerra a vicenda che tristezza

  8. Da questi commenti, dopo averli letti tutti, chiediamoci e chiediamo a quanti si indignano, il perché di una Sardegna disunita, arlecchina e dipendente. O si pensa davvero che se sei di sx difendi l’isola, se sei di dx la deturpi?
    Fanculo alla politica che difendere e stare uniti è tutt’altro.

  9. Questo è un quaquaraqua arrampicatore sociale da quando era uno sbarbatello. Chi sa sa. Ha trovato nel povero Psd’az la preda perfetta per parassitarlo e usarlo allo scopo. Se tornasse Mario Melis lo farebbe a festa. E il fondatore imbraccierebbe il fucile come nel ventennio

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