“IL SIGNIFICATO DELL’ARTE”: A CURA DI GIAN PIERO PINNA, STUDI D’ARTE CONTEMPORANEA DI DINA PALA

Dina Pala, la decana delle artiste sarde, ha voluto lasciare una testimonianza delle sue impressioni  e della sua esperienza, in una pubblicazione completamente dedicata all’arte, dal titolo “Il significato dell’arte – Studi d’arte contemporanea”. Il volume magistralmente curato e  revisionato dal giornalista Gian Piero Pinna, che ha riordinato una miriade di scritti dell’artista terralbese e che con questo complesso e duro lavoro, ha permesso di dare alle stampe questa pubblicazione, edita dalla E.P.D’O di Oristano.

Sin da giovanissima, si era  appassionata d’arte ammirando le riproduzioni dei dipinti dei grandi pittori. Comincia giovanissima anche a modellare la creta e ad appena dieci anni, espone a Terralba un interro presepio realizzato con questo materiale, suscitando ammirazione e stupore. Anche la critica si accorge dell’artista terralbese, che comincia a conquistare una certa notorietà. Negli Anni ’50, ad Oristano incontra Titino Sanna, che a cavallo del 1940 e del 1950, è uno dei più grandi scopritori di talenti e organizzatore di mostre. L’artista terralbese comincia a lavorare freneticamente e non manca di partecipare a mostre personali e collettive in tutta la penisola. Per lei l’arte è l’espressione estetica della scienza, col controllo della forma in cui realizza le figure con armonia, equilibrio e ritmo, in quanto tutto ciò, ha origine da un prodotto intellettuale, da una emozione, o da una reazione istintiva e rivela qualcosa di originale e personale da trasmettere agli altri.

Per lei l’opera d’arte, è un punto di riferimento armonico immaginario, intorno alla quale si distribuiscono le superfici e le masse, in perfetto equilibrio strutturale, mentre la linea esprime l’apparenza visiva insieme alla luce, che è un elemento altrettanto importante, anche se è un fenomeno che varia continuamente di intensità. Nel trattare la luminosità di un soggetto, si serve dell’ombreggiatura per far transitare un colore dalla luce  all’ombra e definire la diversa intensità dei colori, in quanto distinti dal neutro.

Tutte queste riflessioni sono state magistralmente sintetizzate dal curatore dell’opera, che ha letteralmente reinterpretato quello che l’artista aveva fittamente e disordinatamente trascritto in un’agenda e a conclusione del suo lavoro, ha voluto ricordare che per l’artista terralbese, è anche d’obbligo l’inserimento  tra le maggiori esponenti dell’arte moderna, con la sua capacità di catturare la poesia dell’attimo che passa e delle cose che mutano senza sosta, principi fondamentali anche degli Impressionisti, dove la libertà, la spontaneità, sono le cose essenziali per un nuovo modo di fare arte e dove il soggetto deve essere sottomesso agli accordi, alle variazioni di colore, in modo particolare per il paesaggio, dove la tavolozza si arricchisce di luminosità. Per questo, i lavori di tanti pittori moderni, così come anche quelli dell’artista terralbese, sono molto variegati, spesso ricchi di una nuova luminosità, ottenuta con una pennellata veemente, che trasmette forti emozioni in chi guarda i loro quadri.

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